Ratti e topi: come distinguerli e allontanarli - Hampton
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Ratti e topi: come distinguerli e allontanarli

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Ratti e topi non sono la stessa cosa. Certo, puoi pensare “Chi se ne frega, fanno danno ugualmente” il che è assolutamente vero, tuttavia, saper distinguere un topo da un ratto non ti serve per farci un documentario, ma per conoscere le abitudini e di cosa si ciba l’ospite indesiderato che fa danni a casa tua. Se lo conosci lo eviti, o per lo meno riesci comunque a liberartene.

 

Ratti e topi, dannosi in ogni caso, ma un modo diverso

 

Ratti e topi non sono lo stesso animale quindi, ma entrambi, sebbene in modo differente, sono in grado di fare danni anche molto gravi. Per questo motivo è importante distinguerli, perché conoscendo le loro abitudini potrai essere in grado di prevenire le loro incursioni e a sbarazzarti della loro presenza.

Ci sono diverse specie dannose sia di ratto che di topo. Tali specie sono riuscite ad adattarsi molto bene alle varie differenze climatiche e a quello che è l’ambiente dell’uomo, come per esempio le grandi città. Oggi nessuno è al riparo dall’incursione di questi animaletti che possono essere anche abbastanza grandi, come per esempio le pantegane, e che non solo possono causare danni, ma sono un vero e proprio vettore di patologie anche molto gravi.

Forse molti non sanno ancora che i topi in casa veicolano diversi agenti patogeni e che solo per questo andrebbero tenuti molto lontani dalle nostre abitazioni. Purtroppo, soprattutto se si vive in campagna, questo non sempre è possibile, quindi cerca di capire bene chi sia l’infestante, se un ratto o un topo e prendi subito le precauzioni idonee. Se hai notato diversi esemplari hai bisogno di una disinfestazione professionale, contattaci per un preventivo.

 

I topi non sono ratti

 

I topi non sono ratti, quest’affermazione può far venire in mente un celebre canzone degli anni ’80, ma vale anche per distinguere due animali che molto spesso vengono accomunati e che in comune hanno solo il fatto di essere dei roditori.

Il topo, il cui nome scientifico è Mus domesticus (chi mastica latino sa che mus-muris è il sostantivo che significa topo) è ben diverso dal ratto, che si distingue in altre due categorie, il ratto grigio, o Rattus norvegicus, che sarebbe poi il ratto comune, e il ratto nero, Rattus rattus, conosciuto anche come ratto dei tetti e ratto delle navi.

C’è però da dire che anche dei topolini domestici quindi il topolino di campagna, ci sono diverse sottospecie che, tuttavia, pur presenti in diverse parti del mondo, oramai sono praticamente indistinguibili.

Non mancano comunque i tratti in comune tra tutte queste tipologie e che sono una coppia di incisivi nella mascella superiore, una lunga coda (sebbene ci siano differenze) e delle zampette corte.

 

Tratti peculiari del topo domestico

 

Il topo domestico è tra i più diffusi, e di conseguenza tra quelli che fa maggiori danni. Tra le varietà più comuni di questo animale ci sono il topo campagnolo, il topo comune o altrimenti detto selvatico. Il primo tratto distintivo che ce lo fa distinguere da un ratto è la dimensione. I topi sono più piccolini dei ratti, possono misurare  tra i 3 e i 10 cm di lunghezza, coda inclusa e con un peso di circa 12-45 grammi. Hanno grandi orecchie in proporzione al corpo, la coda è lunga e sottile e ricoperta da peluria. Le zampe sono piccoline, il pelo ha una colorazione grigio-chiara, ma anche marrone, e sulla pancia è coperto da peluria più chiara.

Il topo può partorire dai 4 ai 16 cuccioli per volta e può avere fino a 7-8 parti all’anno. Amano fare il nido in zone riservate, solitamente approfittano di buchi o pertugi nei muri. Per quanto riguarda le loro abitudini alimentari, invece, arrivano a consumare circa 3 grammi di cibo al giorno e possono arrivare a bere non meno di 3 ml di acqua al giorno.

Non è facile distinguerli dai ratti se non si è esperti, per cui ci si può confondere facilmente tra questi due roditori che, in ogni caso, non son da lasciare bivaccare tra le mura di casa.

 

I ratti, segni caratteristici

 

Qui dobbiamo parlare delle diverse tipologie di ratto. Iniziamo col ratto nero. Questo roditore che ha appunto una pelliccia nera e che ci può ricordare il caro vecchio Topolino, ma che di fatto può non risultare poi così simpatico, è ben riconoscibile da alcune sue peculiari caratteristiche. Ha delle grandi orecchie sottili, un naso appuntito, corpo sottile e coda molto più lunga del corpo.

Il ratto grigio, invece, conosciuto all’estero anche come ratto marrone, risulta di dimensioni maggiori rispetto a quelle del ratto nero. Ha un colore della pelliccia leggermente più pallido sotto la coda, le orecchie sono piccole e pelose, il corpo più spesso, il naso smussato, la coda più corta rispetto alla lunghezza del corpo.

Più in generale, i ratti, sia quello nero che quello grigio, hanno orecchie più piccole rispetto a quelle del topo, una dimensione del corpo che varia tra i 16 e i 40 cm per un peso che oscilla tra i 150 e i 300 grammi. Le zampe sono grandi, la coda senza peli e più spessa rispetto a quella del topo. I ratti possono partorire dai 5 ai 10 cuccioli per nidiata e con circa 3-6 parti durante l’anno. Amano fare il nido in posizione elevate, eccetto il ratto marrone che preferisce stare più vicino al suolo.

Per quanto concerne le abitudini alimentari, il ratto consuma circa 15-30 grammi di cibo al giorno e circa 15-60 ml di acqua al giorno.

 

Come ci accorgiamo della presenza di questi roditori in casa

 

Solitamente, se non lo avvistiamo mentre si aggira circospetto tra le pareti domestiche, possibilmente al buio, troviamo gli escrementi e il segno del suo passaggio. Ma come facciamo a capire se abbiamo a che fare con un ratto o con un topo se non abbiamo modo di coglierlo in flagrante? Gli escrementi, per esempio, possono dirci molto.

Il topo può produrre circa 80 escrementi al giorno. Questi hanno una forma simile a quella di un chicco di riso, ma con un’estremità a punta, e con una lunghezza di circa 2 millimetri. Il ratto, invece, può produrre circa 40 escrementi al giorno, di circa 10-20 millimetri, ma con una forma a banana molto caratteristica. Il colore, per entrambi, è di un marrone scuro, quasi nero.

Altri segni della presenza di questi roditori sono scatolame rosicchiato, residui di cibo, nido.

 

Come ci sbarazziamo del topo di campagna

 

topi2Dopo questa piccola guida per riconoscere i ratti e i topi, oggi vediamo come fare a sbarazzarci del topo di campagna. Fermo restando che in caso di grave infestazione si dovrà comunque ricorrere all’intervento di un professionista, in caso di uno o pochi esemplari si potrà ricorrere anche a metodi fai da te che non sono nocivi, come per esempio l’utilizzo di repellenti naturali, le trappole o gli ultrasuoni.

Piante repellenti

Ci sono diverse piante che respingono i topi, che hanno cioè degli odori poco graditi per il piccolo roditore e che dunque lo tengono alla larga. Tra queste citiamo la corona imperiale, l’aglio, la lingua di cane, l’erba rogna. Queste sono tutte piante con un aroma molto intenso e sgradito ai topi. Vediamo dove vanno posizionate.

In generale, se si mettono disposte per tutta l’area perimetrale del giardino, sui davanzali delle finestre e sulle soglie delle porte d’accesso alla casa, dovrebbero sortire al meglio il loro effetto repellente. Questo potrebbe bastare a scoraggiare anche i topolini più temerari, ma il “potrebbe” nel caso dei rimedi naturali, è d’obbligo. Il consiglio sempre valido è quello di cercare di non attrarli, quindi gettando con costanza la spazzatura, non lasciando in giro residui di cibo, evitando di mettere a dimora piante e fiori a loro graditi, come in genere sono le bulbose come i tulipani.

Piante aromatiche

La loro funzione repellente è molto simile a quella delle piante odorose, solo che si possono utilizzare anche le parti recise che, appunto, ne fanno una sostanza aromatica. Anche queste vanno posizionate nei medesimi punti che abbiamo visto prima, quindi in un certo senso dobbiamo delimitare con esse il nostro territorio.

Tra queste sostanze risulta essere molto efficace l’aglio a spicchi, ma anche le foglie di noce, le foglie di sambuco. Altre sostanze non vegetali che risultano sgradite ai topi sono le teste di pesce, ma in effetti non regaleranno un buon profumo nemmeno a te e di contro possono attirare mosche e altri infestanti, e perfino i capelli, quindi se vai dal parrucchiere fatti conservare qualche ciocca tagliata, sembra che il loro odore sia un forte deterrente.

Dissuasori sonori

Certi suoni e gli ultrasuoni tengono lontani i topi. Questi, infatti, oltre ad avere un ottimo olfatto, hanno anche un udito molto fine. Se vivi in una zona ventosa, puoi posizionare nel terreno delle bottiglie inclinandole leggermente. Il suono che produce il vento entrandovi dentro sembra essere molto fastidioso per i topi. Se poi vuoi ricorrere alla tecnologia, puoi utilizzare un produttore di ultrasuoni, che trovi facilmente in commercio.

Trappole per topi

Di trappole per topi ce ne sono diverse, alcune anche abbastanza dolorose per l’animale, altre, invece, ti permettono di catturare il topo e di liberarlo un secondo momento lontano da casa tua. Se hai delle piante di topinambur, posiziona li la trappola, i topi ne sono molto ghiotti. Puoi usare questa pianta anche come esca. Una volta che il topo sarà rimasto imprigionato nella trappola potrai decidere dove liberarlo, ma ti consigliamo di portarlo sufficientemente lontano da casa tua, come detto prima, hanno un ottimo topi4olfatto!

 

Infine qualche dritta

 

Avere uno o più gatti può aiutare, ma non sempre. Utilizza invece delle zanzariere e fa attenzione soprattutto a mansarde e scantinati, o comunque quei luoghi dove non soggiorni spesso. Tieni sempre tutto pulito e al minimo sospetto fai un’accurata ispezione della casa.

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