Zanzare in primavera, come mai arrivano sempre prima a infastidirci?
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Invasioni di zanzare: ecco che arrivano già in primavera

zanzare in primavera

“Che fretta c’era, maledetta primavera!” La famosissima canzone della Goggi si riferiva a un amore perduto, ma oggi questa canzone sarebbe la colonna sonora perfetta delle nostre prime serate all’aperto infestate e funestate dal ritorno delle zanzare. Eh sì, la nemica delle grigliate, ma anche delle giornate all’aperto nelle ore diurne, non ha aspettato il cambio degli armadi e quest’anno si è presentata con notevole anticipo. Complice il cambiamento (drammatico) del clima e il nostro stile di vita. Ci troviamo quindi con le zanzare in primavera.

 

Zanzare in primavera, ma non è un po’ presto?

 

Eravamo abituati a vederle svolazzarci e ronzarci attorno nelle serate e notti estive, ma forse non eravamo ancora pronti a doverle combattere fin dalla primavera. Eppure questo è quello che sta accadendo, già da qualche settimana le zanzare hanno fatto capolino e hanno iniziato la ricerca spasmodica di proteine per deporre le loro uova. Ma cosa sta accadendo?

La risposta principale a questo arrivo anticipato delle zanzare la troviamo semplicemente guardandoci attorno: il clima sta cambiando, anzi, per molti versi è già cambiato. In realtà, è ormai da qualche anno che le zanzare, soprattutto in certe zone del nostro Paese, che hanno condizioni particolarmente favorevoli al loro sviluppo, hanno iniziato a comparire con un certo anticipo rispetto a quanto accadeva in passato.

Il surriscaldamento globale è il principale imputato in questo processo. Che i ghiacci si stiano sciogliendo e che non ci siano più le mezze stagioni è un dato di fatto, come ora lo è anche che le zanzare compariranno nel nostro Paese sempre con maggiore anticipo, fino ad arrivare a non scomparire per niente. Non è un anatema, ma quello che dobbiamo aspettarci.

L’Italia, infatti, che fino a qualche tempo fa poteva vantare un piacevole clima mediterraneo, mitigato dalle correnti marine, oggi sta diventando sempre più un Paese a clima tropicale. Certo, ancora siamo lontani dal clima cubano, per esempio, ma la rotta è quella se non si riuscirà a invertirla.

 

Cosa dobbiamo aspettarci per quanto riguarda le zanzare

 

ZANZARE-1-minPer quanto riguarda le zanzare il discorso è strettamente connesso con quello del clima. Più il caldo arriva prima in Italia, più le zanzare anticiperanno il loro arrivo nel nostro Paese. Che poi, a voler essere pignoli, in certe località non se ne sono mai andate del tutto, complici i condizionatori e gli impianti di riscaldamento, ci siamo ritrovati a combattere contro questo fastidioso insetto anche durante il Natale.

Le zanzare che ci stanno dando il tormento già da fine marzo, come spiegano diversi studiosi, sono quelle che hanno svernato. Per chi non lo sapesse, le zanzare non muoiono tutte con l’arrivo dei primi freddi. Il maschio ha una vita decisamente breve, lo vedremo nel dettaglio più avanti, ma la femmina è più longeva e non muore dopo aver deposto le uova. Questa si rintana negli angoli nascosti e riparati della casa e aspetta che le giornate fredde finiscano. Ai primi tepori, poi, fanno la loro ricomparsa, pronte a pungere e a infastidire le nostre serate all’aria aperta.

Non è da escludere nemmeno una sempre maggior diffusione di zanzare diverse da quelle che conoscevamo fino a una decina di anni fa, come per esempio la terribile zanzara tigre, o perfino l’arrivo di nuove tipologie di zanzare, cosa che preoccupa non poco dato che certe zanzare sono in grado di trasmettere malattie anche molto pericolose.

 

Le zanzare e le malattie, facciamo attenzione

 

Nel nostro Paese siamo abituati ad avere a che fare con quella che è conosciuta come la zanzara per eccellenza, quella che ci punge dal tramonto in poi. Il nome scientifico di questo insetto è Culex pipiens. Questa zanzara, come detto, punge durante le ore notturne, a partire dal tramonto, fino all’alba, e non trasmette particolari malattie che dobbiamo temere.

A partire dagli anni 2000, però, è arrivata nel nostro Paese anche la zanzara tigre. Il nome scientifico è Aedes albopticus ed è originaria del sud est asiatico. Giunta in Italia probabilmente mediante trasporto di pneumatici, qui ha iniziato a trovare dei climi favorevoli e si è ben adattata a quelli che non lo erano. La zanzara tigre è facilmente riconoscibile: è più piccola della zanzara notturna, è nera con le zampe striate di bianco, molto evidenti.

Questa zanzara è particolarmente aggressiva e riesce a pungere a ripetizione, anche da sopra gli indumenti (meglio evitare capi d’abbigliamento neri e colorati prediligendo quelli chiari, per esempio bianchi). La puntura della zanzara tigre da una reazione, alle persone sensibili, più forte rispetto a quella della zanzara notturna.

Un’altra tipologia di zanzara presente sul territorio è quella che viene chiamata zanzara del riso, l’Ochlerotatus caspis, perché pungeva prevalentemente le persone che lavoravano nelle risaie, ambiente più che favorevole per le zanzare, sempre nelle ore del tramonto.

Ma quali sono i reali pericoli che si celano dietro la presenza di quello che abbiamo sempre ritenuto un insetto fastidioso, ma non pericoloso, almeno non qui da noi? Ebbene, la zanzara tigre veicola gli agenti patogeni della febbre gialla, della Dengue e Chikungunyia. In Italia sono stati diagnosticati alcuni casi di Chikungunyia, fortunatamente con esiti positivi.

La zanzara anofele, altro insetto poco simpatico, invece, trasmette il Plasmodium, l’agente patogeno che causa la malaria, malattia che ha registrato qualche caso in Italia, ma per lo più dovuto a persone che l’hanno contratta in viaggio non per la presenza della zanzara incriminata.

Insomma, c’è poco da stare tranquilli e la scelta migliore è sempre quella di richiedere un servizio professionale di disinfestazione, soprattutto se si vive in campagna o si ha un giardino. Per il resto dovremo abituarci a fare i conti con le zanzare sempre con maggiore anticipo e con delle specie che fino a ora non erano presenti sul territorio.

 

Come combattere le zanzare senza prodotti chimici

 

pipistrello-minPrima di parlare del modo in cui contrastare la presenza delle zanzare, qualsiasi tipologia, vediamo come funziona il loro ciclo vitale, e questo ci servirà per capire come difenderci da loro. Chiariamo subito che a pungere sono le femmine, e lo fanno per ovvi motivi, per avere le proteine necessarie per le uova. Il maschio, invece, non da fastidio, vive nella vegetazione e si ciba di nettare e linfa, serve per l’accoppiamento.

Una volta accoppiati, la zanzara femmina ha subito bisogno di succhiare il sangue sia degli esseri umani che di animali. Quindi depone le uova. L’ambiente perfetto è costituito da una superficie di acqua stagnante, poco profonda. Qui avrete già capito che i sottovasi delle piante e della veranda e del giardino e del terrazzo sono un habitat perfetto per le uova. Le larve hanno bisogno di temperature tra i 20 e i 22° Celsius.

Le zanzare femmina hanno una vita di circa 4 o 5 mesi mentre le zanzare maschio arrivano a 10-15 giorni.

E adesso vediamo di capire come possiamo difenderci senza impestare il nostro ambiente con spray e prodotti chimici in genere che, se da una parte aiutano a contenere il problema, dall’altro danneggiano altre specie animali, nonché la nostra salute.

La prima cosa che si deve fare, quindi, è la prevenzione. Il nostro comportamento, al contrario di quello che si può pensare, è tra i primi responsabili della prolificazione del malefico insetto ematofago.

 

Le zanzare si diffondono anche per colpa nostra

 

Forse ci si può stupire davanti a questo fatto, ma è vero, purtroppo, che siamo noi stessi a facilitare la diffusione delle zanzare. Basti pensare all’arrivo della zanzara tigre in Italia: è grazie ai trasporti commerciali dell’uomo che l’insetto ha avuto un facile “passaggio” da un territorio a un altro. La proliferazione nelle nostre case è sempre un po’ colpa nostra. Tutti dovremmo fare nel nostro piccolo, qualcosa poter limitare la riproduzione della zanzara.

Facciamo un piccolo esempio: vicina di casa che ha vasi e sottovasi nel suo terrazzo. Ogni giorno la vicina innaffia piante e fiori e lascia residui di acqua nei sottovasi. Ecco, che la zanzara, anche tigre, che depone le uova anche in piccolissimi specchi d’acqua, si diffonde e arriva pure a casa degli altri. Ora, se hai una vicina di casa di questo tipo è inutile che ti cospargi di spray e quant’altro perché sarai sempre assediato dalle zanzare. Quello che puoi fare è chiamare una ditta per la disinfestazione zanzare e sperare che risolva il problema rapidamente, magari coinvolgendo anche la vicina.

Questo è solo un esempio, ma è assolutamente il modo più frequente nel quale le zanzare si diffondono. Si deve quindi stare molto attenti e cercare di lasciare meno superfici con acqua possibile. Ugualmente è indicato utilizzare delle piante e dei prodotti repellenti naturali che tengano lontane le sgradite zanzare.

A proposito della lotta biologica

La lotta biologica si sta diffondendo anche nel nostro Paese dove, finalmente, si è capito che l’uso eccessivo di prodotti chimici non solo è sempre meno efficace, ma è anche sempre più dannosa dato che non la si utilizza con parsimonia, quindi solo nei casi realmente gravi.

disinfestazione-minA causa dello spropositato utilizzo di pesticidi, infatti, si è verificata una rapida e inquietante moria di api, insetto indispensabile nella catena biologica. Facendo ricorso da prima alla lotta biologica, probabilmente non ci troveremmo a questo punto. Ma attenzione, perché la lotta biologica dispone di diverse “armi” e non tutte sono efficaci allo stesso modo.

Basti pensare all’utilizzo dei pipistrelli. C’è stato un periodo in cui avere una bat box era diventata quasi una moda. Ebbene, questo utile animale nella lotta contro le zanzare non è certo determinante. In primo luogo perché il pipistrello è attivo durante le ore notturne, quindi contro la zanzara tigre è assolutamente inefficace, in secondo luogo perché le zanzare hanno un peso del 5% nella dieta di un pipistrello.

Ci sono però altri metodi biologici per eliminare le zanzare, come quello che si sta utilizzando a Bologna dove è ancora in fase di sperimentazione l’utilizzo dei copepodi. I copepodi sono dei piccoli crostacei  che si nutrono di larve di zanzara. Possono essere inseriti anche nei tombini della fogna, c’è da vedere però se e quanto sopravvivranno ai liquami chimici, come gli idrocarburi, e all’inquinamento della superficie.

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