Febbre Dengue: cos'è e come viene trasmessa - Hampton
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Febbre Dengue: cos’è e come viene trasmessa

Le malattie virali trasmesse da artropodi vettori dette “arbovirosi” sono in aumento in tutto il mondo principalmente a causa della frequenza crescente dello spostamento di merci, persone, animali e della rapidità sempre maggiore di tali viaggi. In Europa il rischio di diffusione di queste malattie è soprattutto legato alla presenza crescente della zanzara tigre sul territorio di molte nazioni dell’Europa meridionale compresa l’Italia. La zanzara tigre (Aedes albopictus) si è dimostrato vettore competente per la trasmissione di arbovirus quali Chikunguya e Dengue, i quali provocano forme patologiche anche gravi nell’uomo che possono in alcuni casi rivelarsi letali. In Italia nel 2007 si è verificato un focolaio di Chikunguya in Romagna a seguito dell’introduzione del virus da parte di un soggetto contagiato in un paese estero. La diffusione è stata mediata dalla zanzara tigre. Alcuni casi autoctoni di Dengue sono stati registrati in Europa negli ultimi anni (2 casi a Nizza in Francia nel 2010, un focolaio di circa un migliaio di casi presso l’isola atlantica portoghese di Madeira nel 2013) ma questa malattia viene costantemente tenuta sotto sorveglianza. Fra il 1927 e il 1928 ad Atene si registrarono un milione di contagiati e circa mille casi di morte da Dengue.

Figura 1. Aree a rischio Dengue (verde)

Diffusione e contagio

La malattia di Dengue è largamente diffusa nei paesi della fascia tropicale in cui il virus è trasmesso attraverso la puntura di varie specie di zanzare ma principalmente le specie Aedes aegypti e Aedes albopictus. In Europa meridionale la presenza di Aedes aegypti si è andata riducendo dal 1950 fino ad oggi, mentre si dimostra in espansione la presenza del vettore Aedes albopictus, la notissima zanzara tigre che risulta fortemente adattata agli ambienti urbani delle città europee. Questa zanzara sta dimostrando una incredibile capacità di adattamento e ad oggi vi sono segnalazioni della sua presenza anche in alcuni paesi nordeuropei ove si riteneva improbabile il suo insediamento per motivi climatici. Le zanzare, oltre a trasmettere il virus all’uomo, possono trasmetterlo per via verticale alle proprie uova e quindi alle larve e alle zanzare di seconda generazione. Per cui, anche in assenza di contagio delle persone il virus può rimanere presente in natura sfruttando gli insetti come serbatoio. Al momento il rischio Dengue nel nostro Paese è considerato basso dall’ECDC, ciò non toglie che focolai epidemici sono comunque possibili. I Paesi interessati dalla presenza della malattia attualmente sono quelli della fascia del centro-sud America, dell’Africa centrale al di sotto del Sahara, del Sud-Est asiatico compresi il Giappone, e parte dell’Australia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima dai 50 ai 100 milioni di nuovi casi all’anno con trend in crescita.

Sintomatologia nell’uomo

Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e retrobulbare (dietro gli occhi), forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini. La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue. Durante il periodo di incubazione, in assenza di sintomi, il soggetto infetto può trasmettere l’infezione alla zanzara e questa di conseguenza può infettare mediante puntura altre persone. Inoltre, la sintomatologia stessa della malattia, risulta spesso aspecifica e facilmente confondibile con altre malattie similinfluenzali. Per questi motivi molto spesso non è possibile arginarne la diffusione quando i primi casi non siano diagnosticati con rapidità. Generalmente la malattia, sotto l’effetto di cure sintomatiche, arriva a guarigione entro un paio di settimane, ma nei casi più gravi, fortunatamente più rari, può evolvere in pericolose forme emorragiche che causano sanguinamento in vari organi e parti del corpo, esponendo l’organismo a rischio di collasso e morte. Poiché esistono quattro virus in grado di provocare la Dengue, succede che i soggetti che hanno già contratto l’infezione siano protetti contro quel virus che l’ha causata ma non contro gli altri tre.

Prevenzione

La misura preventiva più efficace contro la Dengue consiste nell’evitare di entrare in contatto con le zanzare che costituiscono il vettore del virus. Ovviamente, essendo un virus dell’uomo, è molto più facile che le zanzare responsabili dell’infezione e del mantenimento del virus siano quelle appartenenti a popolazioni di zanzare che si trovano nei centri urbani o comunque abitati dall’uomo. Diventano quindi prioritarie, in paesi dove il virus è presente, pratiche come l’uso di repellenti, vestiti adeguati e protettivi, zanzariere e tende nelle abitazioni e nelle strutture turistiche. Dato che le zanzare sono più attive nelle prime ore del mattino e verso il tramonto, è particolarmente importante utilizzare le protezioni in queste parti della giornata. Per ridurre il rischio di epidemie di Dengue, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia. Ciò significa eliminare tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di Aedes spp.

La vaccinazione, attualmente allo studio, non risulta ancora disponibile. Pertanto la lotta alle zanzare rimane l’unico intervento effettivamente efficace per contrastare la diffusione di questa malattia.

La lotta si basa principalmente su:

  • Controllo dei focolai di sviluppo larvale mediante applicazione di prodotti larvicidi.
  • Controllo delle zanzare adulte mediante interventi adulticidi da concentrare principalmente nei luoghi ove                 vi sono  o si sospetta la presenza di focolai attivi di trasmissione della malattia.

Normative di riferimento

In Italia la Dengue è una malattia sottoposta a Sorveglianza Obbligatoria che prevede lo scambio di informazioni tra servizi medici e sanitari del territorio nazionale.

  • CIRCOLARE MINISTERO DELLA SALUTE 16.06.2016: Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle                         arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes spp.) con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e                       virus Zika – 2016.
  • LINEE GUIDA OMS 09.2016: Dengue: guidelines for patient care in the Region of the Americas.

Azioni di sanificazione ambientale consigliate

Quando si viaggia in Paesi a rischio è sempre utile informarsi presso gli uffici della propria Asl di riferimento o il medico curante sulle buone pratiche di prevenzione da applicare al fine di prevenire i contagi. In generale, l’utilizzo dei repellenti per le malattie trasmesse da zanzare è sempre consigliato e utile. Utilizzare abbigliamento adeguato se si visitano zone ad elevato rischio di contagio, evitando le escursioni nelle ore di maggiore attività delle zanzare.

  • Nel caso siano accertati focolai di diffusione della malattia è fondamentale procedere con interventi di disinfestazione sia adulticida sia larvicida
  • Nelle zone a rischio, anche qualora non vi siano focolai attivi di diffusione della malattia, il controllo delle zanzare mediante eliminazione dei siti di riproduzione e trattamenti larvicidi è sempre consigliato come sistema migliore di prevenzione della proliferazione del vettore.

Hampton è in grado di elaborare protocolli di interventi idonei a contenere al massimo la possibilità di proliferazione in ambienti sensibili promuovendo la difesa e la salute delle persone e degli animali domestici presenti.

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