Lavori al chiuso? Attento all'aria che respiri! - Hampton
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Lavori al chiuso? Attento all’aria che respiri!

Molto spesso, soprattutto durante la brutta stagione, l’unica preoccupazione è quella di fare attenzione ai colpi d’aria, al freddo, agli sbalzi di temperatura e così, vuoi per paura, vuoi per precauzione, si esce di casa per andare in ufficio tutti bardati che nemmeno in Patagonia in pieno inverno. Eppure hai mai pensato che invece il pericolo per la tua salute non si nasconde all’aria aperta, e nemmeno tra le vie (sempre più inquinate) della città, ma invece ti attende subdolamente tra le “sicure” pareti del tuo ufficio? Probabilmente adesso starai pensando “ma che è?”, ma se ti soffermi un attimo a riflettere inizierai a capire il vero punto della questione (acari, aria troppo secca, legionella).

 

Non si tratta solo di aria viziata

 

Quando si permane in un posto chiuso per diverse ore la cosa più naturale che ci viene da dire è “oh che aria viziata!” Infatti soprattutto se si tratta di un ambiente piccolo e con alcune persone dentro, l’ossigeno viene consumato e si produce anidride carbonica. Oggi il problema dell’aria viziata visto in questi termini non esiste più perché ci sono fior fiore di impianti di aerazione che consentono un ricambio dell’aria capillare. Gli uffici sono sempre più moderni e con comfort all’avanguardia. Eppure tante volte l’aria che si respira non ha un buon “sapore”. I motivi sono diversi. Il principale è sicuramente imputabile alla polvere, e dunque di conseguenza agli acari. Ovviamente gli uffici vengono puliti, chi più chi meno, ma questo non basta per eliminare il problema.

Gli acari sono estremamente prolifici e se trovano le condizioni ottimali per il loro sviluppo le conseguenze possono essere disastrose per tutte quelle persone sensibili e allergiche. La soluzione, in questo caso è quella di tenere sotto controllo l’umidità dell’ambiente – gli acari amano particolarmente gli ambienti umidi e caldi – e far igienizzare con degli igienizzatori a vapore, ci si deve poi accertare, per esempio, che gli addetti alle pulizie utilizzino aspirapolvere con determinate tecnologie che non consentono agli acari di essere reimmessi in circolo. Inoltre è bene far eseguire periodicamente una pulizia professionale da una ditta specializzata. Singolarmente, invece, ci si può proteggere  utilizzando gli specifici filtri per il naso, che per per onestà d’intenti, va detto, sono dei palliativi, o facendo ricorso ad antistaminici.

 

Troppi detergenti chimici fanno male

 

Un altro fattore che rende poco salubre l’aria dell’ufficio è l’eccesso di pulizia. Sì, hai sentito bene. Certi ambienti vengono puliti “troppo”. Chiariamo, non è che per stare bene in ufficio si debba lasciare tutto sporco, abbiamo già visto quali problemi possa creare la polvere quando gli acari prolificano, ma quello che accade all’opposto è altrettanto dannoso. Infatti, per pulire e disinfettare, le ditte di pulizia utilizzano una gamma di detergenti chimici. Per comprendere cosa accade basta scomodare il buon Eraclito: “nulla si crea e nulla si distrugge”. Quindi se sui tavoli, piuttosto che sui pavimenti o sui device elettronici, vengono utilizzati dei detergenti chimici, questi non spariranno con l’acqua.

Le sostanze chimiche infatti, rilasciano piccole particelle che permangono nell’ambiente, particelle che nel tempo possono andare a irritare, per esempio, non solo le mucose nasali, ma anche i bronchi delle persone più sensibili. Pensa, per esempio, a quante persone si lamentano di provare un certo fastidio nell’inalare un determinato odore di X detergente. Ovviamente non è l’odore a irritare e dare fastidio, ma le sostanze chimiche contenute. Le particelle chimiche, infatti, vengono messe in circolo dagli impianti di aerazione e condizionamento. Una buona precauzione è quella di areare i locali prima di farvi soggiornare gli utenti, quindi basta semplicemente aprire le finestre per un tot di minuti per bonificare l’aria.

Ovviamente se gli uffici si affacciano su un’arteria particolarmente trafficata, tanto vale lasciare chiuso perché il particolato è comunque tossico, a meno che non ci sia la possibilità di aprire le finestre durante le ore di minor traffico, almeno per cambiare l’aria.

 

Delle piante possono risultare utili

 

Ora, non si consiglia certo di riempire gli uffici di piante, ma qualcuna, oltre a ingentilire degli ambienti troppo spesso asettici e anonimi, possono dare una mano a contribuire al miglioramento della qualità dell’aria che vi si respira. Le piante, infatti, producono ossigeno (durante il giorno) e aspirano l’anidride carbonica, non solo, esistono anche particolari piante mangia fumo! Ovviamente negli uffici non si deve fumare, ma nelle aree comuni dove questo è concesso, delle piante possono davvero fare la differenza.

 

E adesso parliamo di legionella

 

Infine, oltre a tutte le cose viste fino a qui, un problema che quasi mai viene preso in esame è quello della legionella. Questa malattia, infatti, non viene presa spesso in considerazione, se ne parla poco e solamente quando salgono agli onori della cronaca dei casi eclatanti. Eppure la legionella esiste da anni ed è un problema concreto che si può verificare negli ambienti chiusi, come gli uffici, ambienti domestici e perfino negli hotel.

La legionella è una malattia provocata da un batterio aerobico, vale a dire che si propaga nell’aria, il batterio della Legionella pneumophila. Questa malattia ha iniziato a diffondersi dal 1972 durante un convegno, appunto, di ex combattenti, da cui prende il nome. Da allora non è mai scomparsa e di quando in quando torna a far parlare di lei. Ma perché fa paura la legionella?

Questo batterio è in grado di colpire l’uomo e di causarne anche il decesso. Le forme in cui si manifesta la malattia sono due di cui una molto più leggera, chiamata febbre di Pontiac, l’altra la legionella vera e propria che nei soggetti immunodepressi o con patologie altre arriva, come detto, a causarne anche il decesso.

La malattia ha un periodo di incubazione di circa 24-48 ore per febbre di Pontiac e in circa 5 giorni ci si rimette in salute. Le legionella, invece, ha un periodo di incubazione di circa 6 giorni. A giocare a favore del soggetto colpito è la tempestività della diagnosi: prima viene riconosciuta, e dunque curata la malattia, maggiori sono le possibilità di non avere conseguenze serie. Purtroppo però la diagnosi non è sempre facile. I sintomi, infatti, possono essere confusi con quelli di una normale influenza, ed ecco che così tutto si complica. Difficile infatti diagnosticarla tempestivamente, a meno che non si ricorra a esami più approfonditi. Una volta individuata, la legionella si può combattere con una terapia mirata. Le morti causate da questo batterio vengono rilevate attorno al 15% ma riguardano soprattutto persone con un sistema immunitario compromesso.

 

Il ruolo della prevenzione

 

Il ruolo della prevenzione, e non solo per la legionella, è fondamentale. Quando si lavora in un ambiente chiuso bisogna assolutamente prendere tutte le precauzioni del caso. Per quanto riguarda gli uffici, anche gli open space, è necessario fare accurati controlli periodici agli impianti di condizionamento dell’aria. La legionella, infatti, può contaminare tanto questi ultimi quanto le tubature dell’acqua, ecco perché si deve stare anche particolarmente attenti, quando si viaggia, alle strutture che si scelgono per pernottare il proprio soggiorno. Le tubature ideali per evitare la propagazione del batterio sono quelle in rame, ma anche con l’altra tipologia si può evitare il contagio con una pulizia accurata in modo da evitare, soprattutto, ristagni dell’acqua.

 

E se il batterio è già presente?

 

Con controlli periodici si può arrivare a verificare se il batterio della legionella sia già presente nella rete idrica o nei condotti degli impianti di condizionamento. A questo punto bisogna precedere con l’eradicazione del batterio e con la successiva bonifica. Un metodo molto semplice, per esempio, è quello di innalzare la temperatura dell’acqua andando così ad uccidere il batterio. Anche il cloro è in grado di eliminarlo, vanno quindi effettuate operazione di clorazione mirate e periodiche. Ovviamente, questi e gli altri metodi di eradicazione e bonifica vanno fatti eseguire da ditte specializzate in tale compito e che, a operazioni ultimate, possano garantire la sicurezza degli impianti.

Eliminare il batterio della legionella non è troppo difficile, ma si deve operare con assoluta professionalità e competenza. Diverso è il discorso per gli hotel. In questo caso spetta soprattutto a chi pernotta chiedere allo staff se e quando siano stati effettuati gli ultimi controlli e valutare, di conseguenza la salubrità di tali strutture.

 

Niente panico, basta un po’ di attenzione

 

Tuttavia, nonostante la diffusione del batterio della legionella sia effettivamente un rischio attuale, non si deve certo entrare nel panico poiché, come abbiamo potuto vedere, i metodi per sanificare i locali in cui si lavora, si vive e si soggiorna, esistono e garantiscono risultati ottimali. Purtroppo le morti recenti avvenute anche nel nostro paese possono spaventare, ma tutto va contestualizzato e razionalizzato. Si trattava per lo più di persone con un sistema immunitario compromesso. Per essere comunque tranquilli, il consiglio è quello di far eseguire i dovuti controlli. Tali controlli sono stati anche regolamentati dal nostro Istituto Superiore della Sanità (ISS) che le ha raccolte nel GU n. 103 del 5 maggio del 2000.

Un ultima considerazione va fatta per gli impianti che devono ancora essere progettati. In questo caso tale progettazione va eseguita tenendo in considerazione quanto detto in precedenza, quindi che le tubature non siano eccessivamente lunghe, se è possibile, che non formino asperità nelle quali possa ristagnare dell’acqua e che siano, possibilmente, di rame.

 

Valutazione del rischio

 

Il DVR è il documento Valutazione Rischi che viene stilato per facilitare l’accertamento degli eventuali casi  e per individuare le migliori strategie di prevenzione e controllo. Per poter effettuare la compilazione di questo documento si effettuano due sopralluoghi in modo da poter pianificare al meglio tutto il lavoro da eseguire. Quali sono gli oneri dell’azienda? Fondamentale è che questa individui un responsabile per la gestione degli impianti e di quelle che sono le procedure di manutenzione. Tale figura dovrà essere formata e a sua volta dovrà far formare gli addetti della pulizia, conduzione e manutenzione.

Non correre rischi, richiedi subito ulteriori informazioni.

 

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