Legionella: un pericolo che si cela negli impianti di aerazione - Hampton
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Legionella: un pericolo che si cela negli impianti di aerazione

Sotto il termine di legionella vengono riuniti, distinguendoli in specie e sottospecie, più di 120 diversi batteri la cui caratteristica è quella di essere aerobici. Essi infatti per sopravvivere necessitano di ossigeno, elemento componente degli ambienti acquatici nei quali trovano il loro habitat naturale.

 

L’acqua, trasformandosi in vapore, risale gli impianti cittadini portando con sé gli eventuali batteri legionella presenti in essa e l’uomo rischia così di inalarli; per questo è importante prevenire un contagio tramite un’attenta installazione e manutenzione degli impianti di aerazione, soprattutto di condizionamento, degli edifici. Infatti, in caso di legionella, impianti di condizionamento diventano un habitat dalle condizioni ideali per il batterio.

Rischi del contagio da legionella

Quando l’uomo inala acqua in forma di goccioline contaminate dai batteri legionella rischia di insorgere in infezioni polmonari, ovvero polmoniti, le quali possono degenerare, nel migliore dei casi, nella febbre di Pontiac o nella più pericolosa legionellosi.

Nel primo caso verranno lamentate tosse, cefalee e malessere generale da trattare con terapia antibiotica. La legionellosi, invece, oltre a presentare i sintomi di una polmonite può portare a complicazioni molto gravi, che interessano l’apparato cardiocircolatorio, neurologico e gastrointestinale con rischio di morte dell’individuo contagiato. L’aspetto più preoccupante è che risulta molto difficile distinguere una polmonite da legionella da un’altra forma di polmonite.

Tale distinzione può essere operata solo monitorando come evolve il quadro clinico degli organi extrapolmonari, ma il risultato è di intervenire in ritardo o in modo errato sul contagiato.

Per questi motivi è molto più augurabile prevenire un contagio tramite la disinfestazione periodica dai batteri legionella dagli impianti di condizionamento e di aerazione degli uffici.

Un po’ di storia

La Legionella pneumophila è il batterio responsabile della maggior parte dei casi di legionellosi. Prima del 1976 i batteri della legionella erano sconosciuti all’uomo.

In quell’anno essi furono isolati per la prima volta nell’impianto di condizionamento di un albergo di Filadelfia, ma nel frattempo avevano contagiato 221 persone che avevano soggiornato nello stesso albergo causando la morte di 34 fra loro.

Dato che tutte queste persone facevano parte della American Legion, un’associazione di veterani appartenenti alle forze militari statunitensi riunitasi in quell’albergo per un congresso, ai batteri appena scoperti fu dato il nome di Legionella. Questo episodio storico vide proprio la presenza della legionella negli impianti di condizionamento.

Metodi di controllo e prevenzione

Legionella e impianti di condizionamento sono un binomio rischioso.

Il Rischio Legionella è riportato nel Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. La migliore arma contro la legionella è la prevenzione da usare sia in sede di progetto degli impianti di aerazione, di condizionamento e idrici sia con una gestione continua di tali impianti, tenendo presente che alcuni luoghi, come piscine, saune e idromassaggi, a causa della loro conformazione sono più esposti alla diffusione della Legionella rispetto ad altri.

Infatti, stagnazione e presenza di incrostazioni favoriscono il prolificarsi della legionella. I batteri cominciano il loro ciclo riproduttivo fra i 20 e i 50 gradi centigradi, mentre al di sotto dei 20 gradi risultano inattivi.

Nella progettazione bisogna evitare che le tubazioni siano prive di circolazione, di lunghezza eccessiva, facili al ristagno e bisogna prediligere materiali in rame. Inoltre deve essere limitato il contatto tra aria e acqua. Ancora più importante è progettare gli impianti in modo che possa essere effettuata in modo facile una pulizia periodica.

Metodi di trattamento

I trattamenti da effettuare in caso di presenza eccessiva di batteri legionella sono volti alla rimozione delle cause, da identificarsi soprattutto nelle incrostazioni e nella stagnazione.

Tuttavia i metodi di intervento variano da caso a caso. Laddove è possibile si opera con un trattamento termico mantenendo la temperatura dell’acqua superiore ai 60 gradi centigradi in modo da rendere inattiva la legionella, ma ovviamente questo non è possibile in alcuni impianti, come per esempio le piscine, la cui temperatura media si aggira intorno ai 30 gradi centigradi.

In questi casi allora è preferibile operare lo shock termico portando la temperatura dell’acqua nell’intera tubazione (rubinetti compresi) a circa 80 gradi centigradi per trenta minuti al giorno e per minimo due o tre giorni consecutivi. In altri casi ancora è preferibile operare con una immissione continua di cloro nell’impianto o con una iper clorazione shock, fornendo cioè all’impianto un alto quantitativo di cloro per due o quattro ore consecutive. Oltre al cloro libero possono essere utilizzati altri elementi come il biossido di cloro o l’ozono.

Fra gli interventi meccanici il più diffuso è l’installazione di filtri terminali da applicarsi ai punti di prelievo e fuoriuscita dell’acqua. Essi vanno sostituiti periodicamente, sono abbinati al biossido di cloro e formano una barriera contro il batterio. Inoltre è stato riscontrato che la Legionella negli impianti di condizionamento viene indebolita dai raggi ultravioletti.

In conclusione affidarsi a dei tecnici esperti nella manutenzione e disinfestazione della Legionella negli impianti di condizionamento è certamente la procedura migliore per evitare rischi gravi per la salute.

 

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