Tularemia (o febbre dei conigli): cos'è e come viene trasmessa. - Hampton
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Tularemia (o febbre dei conigli): cos’è e come viene trasmessa.

Tularemia

Nel 1911 una malattia simile alla peste, che colpiva i Roditori, venne identificata e riconosciuta come zoonosi grave, ovvero come malattia grave trasmissibile dagli animali all’uomo. L’agente batterico fu identificato l’anno successivo a seguito di un’epidemia nella colonia di scoiattoli della contea di Tulare in California (da cui il nome della malattia). In onore al batteriologo statunitense Edward Francis che ne chiarì il meccanismo di trasmissione, il batterio fu nominato Francisella tularensis. Per la sua straordinaria patogenicità (10 soli batteri possono causare malattia), il batterio della Tularemia è incluso nella categoria A del CDC dei potenziali agenti patogeni di bioterrorismo. In Italia la malattia mostra una prevalenza annua molto bassa, tuttavia viene monitorata in quanto se non trattata può evolvere in forme patologiche con alta mortalità (circa il 30% dei casi con evoluzione setticemica).

Tularemia
Diffusione e contagio

Il batterio della Tularemia è un batterio molto resistente alle basse temperature e per questo resiste bene nell’ambiente, soprattutto nell’acqua oppure in carcasse di animali. Fortunatamente è sensibile a moltissimi disinfettanti per cui condizioni igieniche ottimali aiutano moltissimo a limitarne la presenza negli ambienti di lavoro o domestici. Un’altra caratteristica che rende pericoloso il batterio è la sua capacità di trasmettersi mediante varie vie. La sintomatologia è generalmente correlata alla via di trasmissione utilizzata dal batterio per entrare nell’organismo umano o animale. La trasmissione può essere diretta per contatto o morso di animali infetti tramite cute e mucose (non necessariamente lesionate!), in particolare roditori, lepri e conigli. Gli animali possono essere gravemente colpiti e andare in contro a morte. Le carcasse degli animali restano comunque infette. Per questo motivo categorie professionali che hanno a che fare con carcasse di animali (cacciatori, disinfestatori, contadini, tecnici di laboratorio) devono porre particolare attenzione alla prevenzione. Inoltre la trasmissione può avvenire per via aerea in ambienti contaminati da animali infetti o per contatto e ingestione di acque contaminate. Un’ulteriore via di trasmissione è quella tramite vettori (zecche e zanzare) che si sono nutrite su animali infetti passando poi all’uomo. La malattia è diffusa soprattutto nei climi temperati e freddi, in particolare nell’emisfero settentrionale e quindi in Nordamerica, Europa e Asia.

Sintomatologia nell’uomo e negli animali domestici

Negli animali prevalgono le forme polmonari della malattia e quindi si ipotizza una maggiore frequenza di trasmissione per via aerea o contatto diretto.

Nell’uomo ci sono varie forme di manifestazione della malattia legate alla via di trasmissione e alla complessa patogenesi della malattia. La più frequente, legata al morso di insetti vettori o al contatto diretto con animali infetti o con le loro carcasse, è la forma ulceroghiandolare. Nel punto di ingresso del batterio si sviluppa una lesione cutanea che evolve in un’ulcera necrotizzante e parallelamente si ha aumento di volume dei linfonodi vicini alla parte del corpo. L’ingestione di alimenti o acqua infetti può provocare forme di tonsilliti, faringiti e stomatiti caratterizzate sempre da ulcere e aumento di volume dei linfonodi. Le forme sistemiche che possono evolvere da forme localizzate o manifestarsi direttamente in quanto tali sono legate alla setticemia e si caratterizzano come polmoniti o come forme gastrointestinali (tifoidea) con febbre, diarrea, vomito, dolori muscolari. La variabilità dei sintomi rende necessaria una diagnosi medica certa in quanto la sintomatologia, soprattutto, nelle forme sistemiche, che tra l’altro sono le più pericolose, può risultare aspecifica e comune ad altre patologie come forme influenzali o simil-imfluenzali.

Prevenzione

Chi vive in zone endemiche dove la malattia è segnalata o appartiene a categorie professionali a rischio (cacciatori, conciatori, disinfestatori, contadini, tecnici di laboratorio) deve adottare misure di prevenzione efficaci basate principalmente su:

  • Igiene accurata delle mani
  • Uso di mascherine oronasali e guanti nella manipolazione delle carcasse
  • Controllare la presenza di zecche sul corpo e rimuoverle prima possibile se si svolgono attività all’aperto a rischio
  • Consumo di acqua sicura
  • Consumo di selvaggina ben cotta (lepre)

In aree ristrette e ambienti limitati gli interventi di controllo dei Roditori sicuramente possono abbassare la circolazione e diffusione dei batteri ma le carcasse vanno prontamente rimosse e smaltite. Inoltre sono sicuramente molto utili le operazioni di controllo dei potenziali artropodi vettori (zecche e zanzare).
La profilassi vaccinale, disponibile in Stati Uniti e Russia, fornisce una protezione non completa e pertanto viene sconsigliata, soprattutto se il contagio è già avvenuto in quanto la malattia ha tempi di incubazione brevi.

Normative di riferimento

In Italia la Tularemia è una malattia sottoposta a denuncia obbligatoria dei casi secondo il Reg. di Polizia Veterinaria che prevede lo scambio di informazioni tra servizi medici e servizi veterinari.

  • DPR 320/54 Reg Polizia Veterinaria (artt 5,52)
  • DM 15.12.1990 riconosce la tularemia come zoonosi professionale.
  • Circolare 10.07.2000 del Ministero della Sanità. Misure di prevenzione per le malattie trasmesse da zecche.
  • DM 07.12.2000 del Ministero della Sanità. Norme sanitarie per l’importazione delle lepri destinate al ripopolamento.
  • DM 27.04.2004 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Include la Tularemia fra le malattie professionali sottoposte a denuncia obbligatoria.

Azioni di sanificazione ambientale consigliate

In ambienti di lavoro o di soggiorno di persone e animali i rischi di diffusione possono essere contenuti integrando alla prevenzione opportune azioni di controllo degli animali infestanti. Gli interventi sono fortemente consigliati in aree rurali soprattutto a carico di strutture che possono risultare fortemente sensibili: strutture ricettive agrituristiche o rurali, case di riposo, cliniche o scuole soprattutto se localizzate in ambienti periurbani o in zone di campagna.
In questi ambienti è pertanto consigliato procedere periodicamente a:

  • Interventi di controllo sui Roditori infestanti;
  • Interventi di controllo delle zanzare nel periodo di presenza (da marzo a ottobre)
  • Interventi di controllo delle zecche nei periodi di presenza (primavera e autunno)

Hampton è in grado di elaborare protocolli di interventi idonei a contenere al massimo la possibilità di questi pericolosi infestanti di proliferare in ambienti sensibili promuovendo la difesa e la salute delle persone e degli animali domestici presenti.

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