Sanificazione ambientale, cos’è e come funziona  - Hampton
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Sanificazione ambientale, cos’è e come funziona 

Sebbene spesso si faccia riferimento al concetto di pulizia come ad un concetto intuitivo, molto spesso si ricorre ai termini “pulizia” o “sanificazione” o “disinfezione” utilizzandoli come sinonimi. In realtà ciascuno di questi concetti porta significati tecnici ben precisi e dovrebbe essere utilizzato in modo corretto e consapevole.

Il termine “pulizia” indica l’insieme delle operazioni atte a eliminare lo sporco visibile, ovvero polvere, macchie, corpi estranei, rifiuti, compresi i cattivi odori. La pulizia si ottiene con idonee operazioni di lavaggio e con l’uso di detergenti e ha un valore estetico oltre che sanitario.

La disinfezione è l’operazione, successiva alle operazioni di pulizia, che ha l’obiettivo di ridurre al livello minimo la carica di microrganismi, anche potenzialmente patogeni, in un ambiente confinato e si ottiene mediante l’uso di detergenti disinfettanti o di altri sistemi di disinfezione ambientale.

La “sanificazione”, invece, comprende, oltre alle operazioni di pulizia, e di disinfezione, anche tutte quelle operazioni necessarie a rendere un ambiente sano per la vita delle persone. Nelle operazioni di sanificazione rientrano anche gli interventi di disinfestazione e derattizzazione atti ad allontanare o eliminare animali infestanti e parassiti dagli ambienti, ma anche gli interventi necessari a ristabilire un microclima adeguato all’interno di tali ambienti (temperatura, ventilazione, umidità, presenza di polveri, etc…).

 

Quando è necessario effettuare la sanificazione

 

La sanificazione non deve essere una attività di carattere straordinario ma una procedura di tipo ordinario in ambienti di lavoro, impianti del settore alimentare, strutture ricettive,strutture sanitarie, scuole e ospedali. In questi ambienti, infatti, non ci si può limitare a una pulizia ordinaria ma è necessario applicare opportuni interventi di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione che rendano gli ambienti salubri e privi di alti rischi di contaminazione. A tal proposito è necessario sottolineare che in alcuni casi, oltre la sanificazione, è necessario ottenere la anche “sterilizzazione” (ospedali, cliniche, centri per anziani, industrie alimentari). Questo termine indica l’eliminazione di ogni forma vitale vegetativa, delle spore e dei virus. La sterilità è un concetto assoluto e pertanto non si possono usare termini come “quasi sterile”, in quanto la presenza di anche una sola cellula microbica annulla la sterilità.

 

Come si effettua la sanificazione?

 

Premesso che per ogni ambiente è necessario predisporre le corrette procedure di sanificazione e, qualora necessario le procedure per garantire la sterilità, è possibile elencare le principali fasi per una corretta sanificazione degli ambienti.

Pulizia: asportazione dello sporco visibile tramite sistemi meccanici e mediante l’uso di detergenti. Detergenti acidi hanno la capacità di rimuovere lo sporco secco come calcare, ruggine, calce. Detergenti alcalini o basici sono solventi dello sporco grasso. In alcuni casi, per evitare di rovinare superfici delicate si ricorre a detergenti neutri, ad esempio applicati nella pulizia dei pavimenti. Alla pulizia deve seguire inevitabilmente una prima fase di risciacquo, se necessario, per la rimozione dei detergenti e per procedere poi alle successive operazioni di disinfezione. La frequenza delle operazioni di pulizia dovrebbe essere correlata al tipo di utilizzo che si fa di un ambiente e comunque negli ambienti di lavoro le operazioni ordinarie non dovrebbero avere una frequenza inferiore a quella giornaliera.

Disinfezione: consiste nell’applicazione di prodotti disinfettanti, quasi sempre di natura chimica, che sono in grado di ridurre moltissimo la carica batterica presente su oggetti e superfici. La riduzione non è mai a livello zero come per la condizione di sterilità.  necessario per eliminare detergenti e disinfettanti. Bisogna sempre ricordare che tali prodotti sono comunque considerati contaminanti chimici per cui il risciacquo è fondamentale per evitare problemi di contaminazione chimica. Alcuni formulati non richiedono il risciacquo del prodotto. A queste fasi possono essere integrate le operazioni di pest-control o disinfestazione che in genere si intersecano fra la pulizia e la disinfezione degli ambienti. La frequenza delle operazioni di disinfezione e delle altre operazioni comprese nella sanificazione ambientale devono essere programmate in base alla destinazione d’uso dell’ambiente ed è sempre necessario prevedere interventi straordinari di sanificazione anche a seguito di situazioni di emergenza o di aumento dell’attività lavorativa.

 

Sanificazione con l’ozono

 

L’ozono, forma allotropica dell’ossigeno, è una sostanza conosciuta principalmente per il suo importantissimo ruolo nell’equilibrio ecologico, in quanto assorbe la maggior parte delle radiazioni ultraviolette provenienti dal sole, impedendo loro di raggiungere la superficie terrestre. È un gas instabile con un elevatissimo potere ossidante, secondo solo al fluoro che per la sua tossicità non può trovare utilizzo. L’ozono grazie al suo potere ossidante, a seguito di saturazione dell’ambiente e dopo soli 15/20 minuti è in grado di eliminare il 99,98% dei microrganismi presenti comprese muffe, e alcuni parassiti come gli acari. Inoltre è in grado di abbattere i cattivi odori all’interno dell’ambiente. L’ozono, essendo instabile, viene prodotto sul posto da generatori in grado di saturare gli ambienti. Attualmente questa tecnologia trova applicazione soprattutto nel settore sanitario ma sta prendendo piede anche in altri settori come quello alimentare.

 

Sanificazione con erogatori di aerosol

 

Questa tecnica trova applicazione in ambienti dove il rischio che si sviluppino patologie, anche contagiose, è estremamente alto: si pensi ad esempio alle ambulanze o ai mezzi di soccorso in genere. Anche in questo caso, la tecnica è molto semplice ed ha un elevato potere sanificante. Attraverso l’aerosolizzatore si immette nell’aria un aerosol secco che non bagna le suppellettili e non forma patine, inducendo virus e batteri alla distruzione.

Indipendentemente dalle tecniche utilizzate per arrivare alla sanificazione di un ambiente, è importante ribadire l’importanza di un concetto: la sanificazione deve diventare un’attività consueta e routinaria. Laddove infatti non si intervenga ad intervalli regolari si corre il rischio di una infezione batterica che se non trattata adeguatamente può portare alla successiva moltiplicazione dei batteri. È importante quindi attuare tutte le misure di prevenzione con interventi di pulizia e sanificazione regolari con un monitoraggio costante per fare in modo che gli ambienti abbiano la garanzia della totale salubrità.

 

Quanto costa un intervento di sanificazione

 

Come si deduce dall’articolo la sanificazione in senso lato può comprendere moltissime operazioni e interventi di igiene ambientale che vanno dalla semplice asportazione meccanica dello sporco, alla disinfezione accurata fino alla più complessa sterilizzazione di determinati ambienti. Possono poi essere ricompresi vari interventi di controllo degli animali infestanti, dei parassiti e delle muffe. Tutti questi fattori influenzeranno il costo finale dell’intervento di sanificazione, e la valutazione economica dovrà tenere conto anche delle caratteristiche e delle dimensioni degli ambienti da trattare. Per questo motivo il preventivo è molto variabile e necessita certamente di un sopralluogo specifico da parte di un tecnico.

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