Ordinanza zanzara 2018 Roma - Hampton
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Ordinanza zanzara 2018 Roma

tigre

Anche quest’anno ci troviamo a lottare contro la famigerata zanzara tigre. Nella città di Roma, ma non solo, ha iniziato a diffondersi dalla fine degli anni ’90 e da allora ha tormentato, e tutt’oggi tormenta, la vita degli italiani e in particolare dei romani. Questa zanzara, infatti, a differenza di quella che possiamo individuare coma la zanzara comune, la culex pipiens, agisce prevalentemente durante le ore diurne, rendendo la vita difficile dall’alba al tramonto sia all’aperto che tra le mura domestiche, ecco perché è ogni anno necessario un’ordinanza zanzara che contenga tutte le indicazioni e prescrizioni del caso.

Scarica qui il PDF dell’ordinanza 2018 del sindaco Raggi

 

Ordinanza zanzara, a Roma la lotta continua

 

La zanzara tigre si è diffusa, e questo è un dato di fatto. I fattori che hanno contribuito alla diffusione di questo fastidioso insetto sono in primis le condizioni climatiche che sono cambiate. Infatti, se fino a qualche anno fa alcuni territori dell’Italia risultavano ostili per la zanzara tigre, perché troppo caldi e secchi, il mutamento registrato nel corso del tempo ha reso tali ambienti più favorevoli alla prolificazione dell’insetto.

L’umidità è la condizione che rende più favorevole l’habitat della zanzara tigre assieme all’aumento della temperatura. Si può infatti notare che se prima questa zanzara faceva la sua comparsa tra maggio e settembre, ora, con le temperature più alte, ha anticipato il suo arrivo e ce la ritroviamo a farci “compagnia” a partire da marzo e fino a novembre o dicembre, a seconda del caldo.

 

Zanzara tigre e malattie

 

Quello che preoccupa però non è tanto il fatto che la zanzara possa più o meno dare fastidio, quanto il fatto che possa, e può, veicolare malattie. Come la stessa Sindaca Raggi ricorda nella sua nuova ordinanza contro le zanzare 2018,  nel 2007 era stato rilevato un focolaio epidemico di febbre causato dal virus della Chikungunya in Emilia Romagna. Questo caso ha rappresentato il primo focolaio in Europa autoctono. La diffusione della zanzara tigre è quindi soprattutto un rischio per la salute.

Solo lo scorso anno, invece, i focolai epidemici accertati sono stati ben 4: Anzio, Roma, Latina e Guardavalle Marica, in provincia di Catanzaro. Ben tre focolai nel Lazio, e questo lascia intendere la portata della diffusione di questa zanzara nella regione.

 

Ordinanza 2018 della Raggi

 

La nuova ordinanza della Sindaca Raggi arriva per cercare di limitare il più possibile la diffusione di queste zanzare. Nei primi punti, infatti si prendono in considerazione i luoghi dove maggiormente la zanzara tigre trova un habitat favorevole, quindi dove depone le uova e si riproduce. Si deve quindi cercare di impedirne la schiusa, evitando di lasciare erba alta e depositi, anche molto piccoli, di acqua.

Per quanto riguarda le zanzare adulte, per legge sono vietati diversi trattamenti in quelli che sono i siti individuati da Rete Natura 2000, quindi parchi, aree di riequilibrio ecologico, riserve. Inoltre “in conformità alla Direttiva Comunitaria 2009/28/CE, recepita con il D.lgs 150/2012, concernente l’utilizzo sostenibile dei pesticidi, al fine di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, con particolare riguardo agli insetti impollinatori, è emersa la necessità di monitorare i trattamenti contro le zanzare adulte in ambito privato”.

Questo significa che non possono essere utilizzati i pesticidi indiscriminatamente nemmeno nella propria abitazione. Si punta tutto sulla prevenzione quindi, dato che le zanzare adulte richiedono trattamenti che sono considerati decisamente più tossici e con un più elevato impatto ambientale. A tale proposito va ricordato l’intervento del Comune di Roma e la scelta di utilizzare la lotta biologica, come le rondini, contro le zanzare adulte, scelta molto discussa dai cittadini.zanzara tigre 2

 

Prevenzione efficace, quando lo è davvero

 

Quindi la prevenzione deve essere efficace, ma quando lo è davvero? Ovviamente quando tutti i cittadini collaborano, quindi adottando tutte quelle precauzioni che ormai sono abbastanza conosciute dai più. In breve, si deve evitare di lasciare acqua, basta anche un tappo di bottiglia per consentire la schiusa delle uova. Si devono poi adottare misure atte alla prevenzione, per esempio dei pesci in giardino, in un laghetto, laddove sia possibile.

I trattamenti delle zanzare adulte devono essere effettuati da ditte specializzate in modo da danneggiare meno possibile l’ambiente. Non si devono inoltre intraprendere una serie di azioni che favoriscono la diffusione delle zanzare tigre, come l’abbandono di oggetti dove possa accumularsi, anche occasionalmente, dell’acqua.

Si devono svuotare frequentemente i sottovasi delle piante e eventuali contenitori di acqua per gli animali domestici, annaffiatoi, ma senza riversare queste acque all’interno dei tombini. Nei cimiteri, inoltre, l’acqua dei fiori va sostituita spesso. Le acque dei tombini e dei pozzi neri vanno poi idoneamente trattate come ben spiegato nell’ordinanza. Tali trattamenti vanno effettuati dopo ogni precipitazione atmosferica.

Oltre a queste indicazioni vi sono delle vere e proprie restrizioni imposte sia ai privati che ai gestori di esercizi pubblici o responsabili di cantiere e così via. In tutti questi casi però il comune denominatore è sempre quello di evitare che si accumuli dell’acqua in modo da non favorire la schiusa delle uova.

Le zanzare tigre infatti, sono in grado di deporre le uova anche su superfici asciutte, ma nel momento in cui queste si bagnano le uova riusciranno a schiudersi.

 

Sanzioni per inadempienze

 

Sono previste sanzioni per gli inadempienti che si aggirano tra i 50 e i 500 euro per coloro i quali non si troveranno nella condizione di rispettare l’ordinanza.

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