Rimedi punture pappataci, tutto quello che devi sapere
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Guida definitiva sui pappataci (flebotomi): prevenzione, cura delle punture, eliminazione dei flebotomi

Belle le sere d’estate vero? Si può già sentire il profumo della bella stagione, quell’aria fresca e serena che evoca giochi all’aperto, grigliate in giardino con gli amici e vacanze in campeggio.

Ma come ogni anno si ripresenta il solito problema dei pappataci. Tu sei tranquillo, mentre magari ceni all’aperto, e nel tempo di pochi minuti, che non sei neppure arrivato al secondo piatto, sei già crivellato di fastidiosissime punture: i pappataci hanno colpito ancora!

I pappataci, noti anche col nome di flebotomi, sono minuti moscerini ematofagi, ovvero che si nutrono di sangue essendo dotati di apparato boccale pungente-succhiante.

Sono diffusi, con almeno 600 specie, dai tropici alle zone temperate e in Italia possono trovarsi in moltissime zone, da quelle agresti agli ambienti urbani.

Il nome comune di questi insetti è indicativo del fatto che il loro volo risulta assai silenzioso, a discapito della povera vittima che subisce punture dolorose.

Cosa sono i pappataci?

Sono insetti di piccolissime dimensioni (non più di 4 mm) caratterizzati dall’avere tutto il corpo, ali comprese, rivestito di una folta peluria grigio-brunastra, lunghe antenne, palpi penduli e asse della testa perpendicolare all’asse longitudinale del corpo.

Spesso vengono confusi erroneamente con le zanzare a causa delle punture e della necessità delle femmine di nutrirsi di sangue. In realtà la biologia di questi insetti differisce in molti aspetti da quella delle zanzare e delle zanzare tigre.

Alcune specie di pappataci hanno comportamento decisamente antropofilo, mentre altre prediligono le vittime fra gli animali a sangue caldo, ancora alcune specie possono pungere rettili e anfibi.

Gli adulti di entrambi i sessi non mostrano dimorfismo sessuale come per le zanzare ma i maschi sono riconoscibili per le lunghe appendici addominali sporgenti. L’accoppiamento avviene in volo, nelle ore crepuscolari talora accompagnato da danze.

Il volo di questi insetti è poco vivace, quasi saltante, spesso a breve altezza sopra il suolo ed entro brevi distanze.

Durante il giorno i flebotomi tendono a rintanarsi in nicchie buie, più fresche e umide per uscire solo verso sera alla ricerca di un pasto. In genere vivono in ambiente rurale ma alcune specie si sono adattate a vivere nelle aree urbane soprattutto laddove vi siano case in pietra e muratura antica in cui è più facile trovare anfratti freschi e umidi dove nascondersi.

Le femmine depongono piccole uova bianche, circa una cinquantina, che imbruniscono dopo poche ore e per schiudersi necessitano del contatto con acqua. È sufficiente un contatto anche minimo, per cui la biologia di questo insetto non è legata alla presenza di ristagni di acqua come avviene per le zanzare ma è sufficiente un ambiente umido.

Le tane degli animali, i luoghi in cui si accumula fogliame in marcescenza, le abitazioni dell’uomo vecchie o umide sono luoghi ideali per la sopravvivenza e la riproduzione dei flebotomi.

Le larve presentano caratteristici peli pinnati. Tuttavia, le uova e le larve sono difficili da notare per cui è improbabile che un occhio non esperto possa distinguerle.

Figura 1. Flebotomo o pappatacio prima del pasto di sangue (a sinistra) e dopo il pasto di sangue (a destra).

Importanza sanitaria dei pappataci

La presenza dei pappataci nelle abitazioni e nei ricoveri per gli animali (stalle, canili, pollai) rappresenta un problema in prima istanza a causa delle punture che causano la formazione di un ponfo cutaneo simile a quello provocato dalle zanzare o di lesioni eritematose più estese in caso di punture multiple.

Poiché questi insetti non sono buoni volatori, le punture in genere si concentrano nelle aree più basse del corpo o che possono essersi trovate a contatto col terreno (gambe, caviglie).

Ma il danno principale sul piano sanitario è rappresentato dalla capacità di questi insetti di trasmettere attraverso la puntura agenti patogeni responsabili di diverse malattie.

In particolare i flebotomi (precisamente le specie Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfliewi) rappresentano il vettore del protozoo parassita noto come Leishmania spp., responsabile di diverse sindromi parassitarie raggruppate sotto il nome di leishmaniosi che colpiscono l’uomo e molti altri animali fra cui il cane.

In Italia esistono focolai endemici di leishmaniosi lungo le coste meridionali della penisola ma anche in varie zone della Liguria e dell’Adriatico settentrionale. La malattia comunque mostra una certa espansione lungo la penisola.

L’agente patogeno responsabile delle leishmaniosi del cane è potenzialmente trasmissibile, sempre attraverso il flebotomo, all’uomo stesso. In assenza dell’insetto vettore (flebotomo) non è possibile la trasmissione diretta fra uomo e animali né fra uomo e uomo o da animale malato ad animale sano. Trasfusioni con sangue infetto sono invece a rischio.

La malattia è molto frequente nei cani randagi, che rappresentano certamente un importante serbatoio di mantenimento del patogeno, e si può manifestare in forma cutanea meno grave o in forma viscerale che compromette la funzionalità degli organi e pertanto può portare a morte l’animale.

Grazie alle terapie è possibile spesso migliorare moltissimo la vita dei cani affetti da leishmaniosi, tuttavia la malattia una volta contratta non è guaribile e rende comunque il soggetto più suscettibile ad altre infezioni.

Gli animali sotto terapia molto difficilmente rappresentano un rischio di trasmissione della malattia ad altri animali o all’uomo, anche se è sempre consigliabile utilizzare dei repellenti efficaci per evitare le punture dei pappataci.

In Italia, la leishmaniosi canina trasmessa all’uomo si manifesta quasi sempre in forme cutanee autolimitanti o curabili con idonea terapia, tuttavia la malattia può diventare molto pericolosa in soggetti già deboli o in stato di deficit immunitario.

Nelle zone tropicali dell’Asia è diffusa la leishmaniosi viscerale dell’uomo (detta kala-azar), malattia che ad oggi miete moltissime vittime umane soprattutto fra i bambini.

Oltre alla leishmaniosi, che sicuramente rappresenta la malattia più comunemente trasmessa da questi insetti, non bisogna dimenticare che i pappataci possono essere vettore di malattie virali che possono provocare meningite e encefalite (febbre da pappataci) nell’uomo e della stomatite vescicolare virale del bestiame.

Figura 2. Ciclo biologico del parassita protozoo Leishmania infantum portatore della leishmaniosi nel cane e nell’uomo. A sinistra le punture tipiche del flebotomo (ponfi su caviglia e gambe).

Prevenzione e trattamento delle punture da pappataci

Sebbene al momento della puntura difficilmente ci si rende conto della stessa, successivamente le punture da flebotomo si dimostrano molto dolorose, danno intenso prurito e si manifestano solitamente come piccoli ponfi arrossati, in genere presenti nelle zone delle gambe e delle caviglie.

Tuttavia le punture possono manifestarsi anche sul collo, sulle mani, sulle braccia o sulla schiena se il soggetto è rimasto sdraiato o seduto sul prato o nei pressi di posti infestati da questi piccoli insetti.

La forma eritematosa delle punture, simile a quella di un eritema solare è riconducibile ad una manifestazione allergica alla puntura dell’insetto.

Esattamente come per le zanzare il sistema più efficace per prevenire le punture all’aperto è quello di utilizzare dei repellenti.

Sicuramente l’utilizzo di repellenti a base di DEET funziona sia per le zanzare sia per i pappataci ed è consigliabile in caso di elevato rischio di punture.

Altri prodotti repellenti sono formulati utilizzando estratti naturali sgraditi agli insetti. In particolare esistono saponi a base di citronella, estratti di oli essenziali di piante aromatiche (olio di foglia di cannella, mistura di olio di vaniglia e olio di oliva, olio di menta gatta, olio di Neem). Questi estratti, che si possono utilizzare anche per proteggere gli animali, mostrano una buona efficacia nella prevenzione delle punture da insetto in generale. Hanno spesso una consistenza oleosa ma sono certamente privi di sostanze chimiche di sintesi.

Nelle aree chiuse è bene utilizzare zanzariere a maglia molto fitta per prevenire l’ingresso dei flebotomi nelle abitazioni. Anche le lampade UV elettroinsetticide o a cattura sono indicate per la prevenzione in ambienti confinati.

Mantenere il giardino in ordine evitando l’accumulo di materiali da giardinaggio e delle foglie è un sistema di prevenzione assolutamente consigliabile per rendere l’ambiente ostile ai pappataci. Inoltre, indossare abiti lunghi fino alle caviglie e di colore chiaro aiuta a prevenire le punture.

Per gli animali domestici (cani) sono disponibili antiparassitari come collari a lento rilascio che allontanano gli insetti. Questi andrebbero sempre applicati se decidiamo di portare il cane in una zona ove la leishmaniosi è molto diffusa.

Se non vi sono reazioni allergiche che provocano eritemi più estesi, come spesso accade anche per le punture di zanzare nei bambini, i ponfi delle punture da flebotomi guariscono nell’arco di alcuni giorni a meno che non vi siano complicazioni dovute al grattamento.

Queste punture, infatti, danno spesso intenso prurito. Il trattamento delle punture può essere fatto utilizzando stick dopo-puntura disponibili in farmacia, o pomate a base di antistaminico.

Prodotti naturali che mostrano una certa efficacia sono gli estratti di aloe vera, di camomilla, lavanda, dell’albero del tè, del limone come disinfettante sulla puntura.

Nell’immediato non è possibile sapere se la puntura può essere stata veicolo di infezione. L’alterazione del punto di inculo dell’insetto verso lesioni più complesse come ulcere è un segnale di una probabile infezione che pertanto richiede l’approfondimento diagnostico presso una struttura medica.

Come eliminare i pappataci

I pappataci, diversamente dalle zanzare, non sono legati alla presenza dell’acqua ai fini del completamento del proprio ciclo biologico. Per loro è sufficiente un certo grado di umidità e il contatto con acqua delle uova, per cui l’eliminazione dei ristagni non è un sistema preventivo sufficiente, anche se utile.

Ridurre la possibilità di trovare microclima fresco e umido che offra loro rifugio è sicuramente di aiuto.

Negli ambienti chiusi, nei ricoveri per gli animali (ad esempio nei canili) che dovessero risultare fortemente infestati è consigliabile l’applicazione di sistemi a cattura massiva mediante l’utilizzo di trappole e lampade UV da mantenere sempre attive ed efficienti da marzo a settembre.

L’applicazione delle zanzariere risulta efficace se queste sono provviste di maglia fitta. Gli spray ad uso domestico possono essere un buon sistema in ambienti piccoli, facendo sempre attenzione alla loro erogazione in presenza di animali.

Negli ambienti all’aperto, qualora la presenza risulti massiva, ai sistemi di cattura e controllo mediante trappole è possibile integrare interventi di disinfestazione antilarvale e di disinfestazione adulticida.

Questi però dovranno essere applicati considerando tutti i potenziali punti di sviluppo degli insetti. Per questi interventi è sempre più efficace l’intervento di un’azienda di disinfestazioni esperta, in grado di poter consigliare il miglior protocollo di intervento in base alle condizioni ambientali del sito da trattare.

In parchi e giardini una corretta gestione del fogliame è fondamentale per ridurre lo sviluppo dei flebotomi. Le azioni di disinfestazione e prevenzione dovrebbero inoltre essere applicate scrupolosamente in ambienti come ricoveri e pensioni per cani, o nei canili di destinazione dei randagi.

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