faq sulla legionella, tutto quello che devi sapere
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Faq sulla Legionella

1. Cos’è la malattia del legionario

 

Si tratta di una patologia causata dal batterio della legionella e che può causare una forma di polmonite con esiti gravissimi. Vi sono due forme di esito della malattia,la prima, quella più lieve, si chiama febbre di Pontiac, ed è appunto una forma decisamente più lieve contraddistinta da esiti sempre positivi, mentre la legionella vera e propria, scoperta nel 1976, può indurre anche alla morte. Nell’ultimo anno i casi a Parma sono stati 41 con 2 decessi, con un’età media delle persone colpite di 67 anni.

 

1.1 Quali sono le fonti di infezione e modalità di trasmissione?

 

I batteri della legionella sono presenti soprattutto nelle acque, ma in piccole quantità anche nel terreno. Il problema, tuttavia, insorge nel momento in cui i batteri hanno l’occasione di proliferare e questo accade quando si trovano in un ambiente con temperatura compresa tra i 25° e 55° C e se si tratta di acqua stagnante. Per scongiurare il pericolo s deve lasciare scorrere l’acqua calda per un periodo di tempo sufficiente e con un flusso forte, ma se vi fossero angoli nelle tubature dove l’acqua ristagna, questa precauzione sarebbe inutile.

 

1.2 Quali sono i sintomi della malattia?

 

Il periodo di incubazione dura circa 10 giorni. Tra i sintomi più frequenti un forte mal di testa improvviso, dolori muscolari e una generale sensazione di malessere, ecco perché i primi sintomi possono essere confusi con quelli di una normale influenza. In seguito si verifica la polmonite, generalmente con febbre alta oltre i 39° C, si possono verificare inoltre forti colpi di tosse, fiato corto, diarrea e vomito. Sebbene le conseguenze della legionella possano essere anche molto gravi, la malattia è trattabile in modo efficace mediante somministrazione di terapia antibiotica.

 

1.3 Quali sono i sintomi della febbre di Pontiac?

 

Il periodo d’incubazione è di circa 5 giorni e i sintomi più frequenti sono simili a quelli dell’influenza. Dolori muscolari, tosse. La forma lieve della malattia della legionella non è pericolosa e ha quasi sempre esito positivo. La malattia regredisce anche senza ricorso a particolari terapie.

 

1.4 Quali sono le cure per la forma acuta conosciuta come Malattia del legionario?

 

Il trattamento più incisivo per la forma grave della malattia è quello antibiotico, tuttavia occorrono diverse settimane per guarire completamente. Ovviamente se la malattia viene trattata immediatamente è molto più agevole arrivare alla completa guarigione in tempi più brevi. Se invece la malattia non venisse trattata nel modo corretto l’esito potrebbe essere letale.

 

1.5 Come si trasmette la malattia?

 

La malattia si trasmette principalmente per via aerea, quindi mediante inalazione di goccioline d’acqua in sospensione nell’aria, nebulizzate, e contenente i batteri. La legionella non si trasmette da persona a persona e agli animali.

2. Domande inerenti le abitazioni private

 

2.1 Posso fare tranquillamente la doccia a casa mia?

 

Sebbene la malattia possa essere contratta anche tra le mura della propria abitazione la risposta a questa domanda è sì, sarà sufficiente prendere alcune precauzioni. Il sistema del riscaldamento dell’acqua delle caldaie, per esempio, deve essere settato sopra i 60° C, temperatura alla quale i batteri della legionella non si riproducono. Se non si a nell’impianto di casa un serbatoio di stoccaggio il rischio di contrarre la legionella si azzera. Questo vale sia per quanto riguarda la doccia sia per quanto concerne l’utilizzo dei rubinetti, quindi per esempio mentre si lavano i piatti.

 

2.2 Utilizzare il ferro a vapore o la macchina per il caffè è rischioso per il contagio?

 

No, dato che entrambi questi elettrodomestici funzionano con temperature superiori ai 60° C.

 

2.3 Si corrono rischi vaporizzando le piante?

 

Solo nel caso in cui il vaporizzatore sia rimasto con dell’acqua ed esposto al calore del sole, in ogni caso è sempre meglio svuotarlo e riempirlo ogni volta.

 

2.4 I serbatoi dei radiatori sono sicuri?

 

Sì, anche in caso di vaporizzazione non abbiamo nebulizzazione, quindi non si formano goccioline. In ogni caso è bene procedere con una manutenzione regolare.

 

2.5 E gli umidificatori?

 

Se gli umidificatori sono vaporizzatori, nessun rischio, se invece nebulizzano è sempre meglio pulire sistematicamente il serbatoio con del cloro almeno una volta alla settimana.

 

2.6 Caldaie solari, possono essere un rischio?

 

Le caldaie solari hanno una temperatura effettiva di circa 60° C, quindi non sono un rischio per il proliferare dei batteri. Ovviamente queste devono essere state installate e devono funzionare nel modo corretto, quindi secondo le norme UNI 9182.

 

2.7 L’aria condizionata/riscaldamento dell’auto è rischiosa?

 

No, dato che non è un impianto a nebulizzazione

 

2.8 Corro dei rischi a utilizzare l’impianto d’irrigazione nel giardino?

 

Con l’acqua fredda nessun rischio, se i tubi dell’acqua sono rimasti esposti al calore del sole però e contengono dell’acqua stagnante da diverso tempo allora c’è effettivamente il rischio di proliferazione batterica. Se l’impianto è interrato nessun rischio.

 

2.9 Doccia in giardino, è pericolosa?

 

Il rischio è molto basso dato che raramente, ma se il tubo è rimasto esposto al sole o se il serbatoio contiene acqua stagnante esposta al calore allora il rischio sussiste, meglio svuotare tutto e pulire.

 

2.10 Laghetto in giardino, è pericoloso?

 

La domanda è lecita in virtù del fatto che durante le giornate più calde può prodursi una leggera nebbiolina, ma il rischio è davvero molto basso anche per il fatto che nell’acqua proliferano altri batteri in competizione con quelli della legionella.

 

2.11 L’acqua dell’impianto idrico è sicura?

 

L’impianto idrico pubblico fornisce acqua sostanzialmente sicura, se non lo fosse ci sarebbero delle ordinanze comunali che e vieterebbero l’utilizzo.

 

2.12 E nella piscina posso correre rischi?

 

No se si utilizza cloro e si ha un buon impianto di filtraggio.

 

2.13 Come posso prevenire il rischio di contagio?

 

Se si è stati fuori casa per diversi giorni si deve far scorrere dalla doccia e dai rubinetti solo acqua calda per qualche minuto avendo cura di lasciare le porte aperte. Si deve controllare che la temperatura della caldaia sia sopra i 60°C e si devono controllare eventuali vasche a idromassaggio e acqua della piscina.

 

2. 14 Da privato posso far analizzare campioni d’acqua?

 

Ovviamente si, ci sono diversi laboratori privati che eseguono un campionamento delle acque a pagamento.

 

3. Strutture pubbliche per il nuoto/ sauna/ vasche idromassaggio

 

3.1 C’è il rischio di contrarre la malattia in una piscina riscaldata?

 

No, a patto che sia utilizzata una giusta quantità di cloro.

 

3.2 Se vado in una sauna corro rischio di infettarmi?

 

Il rischio sussiste, tuttavia, se l’impianto è a norma e sono stati effettuati i controlli annuali secondo le linee guida del SSN, non ci sono problemi. I documenti possono essere visionati presso la reception della struttura.

 

3.3 I luoghi più rischiosi quali sono in questi impianti?

 

Le docce a gettone, dove non si ha la possibilità di far scorrere acqua calda a sufficienza prima di miscelarla con la fredda e le vasche a idromassaggio.

 

3.4 Corro rischi in un giardino botanico?

 

Non più di quanti se ne corrano altrove.

 

4. Rischio di infezione in viaggio

 

4.1 Attualmente qual è la situazione all’estero?

 

I maggiori rischi si corrono nelle località con temperature più elevate. Le precauzioni da prendere son pressoché le stesse che in Italia, tuttavia è bene avere più attenzione.

 

4.2 Cosa posso fare per ridurre il rischio negli hotel e nei campeggi?

 

Il rischio di contrarre la malattia nelle docce dei camping è molto basso, è bene comunque far scorrere la sola acqua calda per qualche istante. Se tuttavia notate che il serbatoio dell’acqua è esposto a fonti di calore o al sole diretto, cambiate campeggio.

 

4.3 Come prevengo il rischio in camper?

 

Si deve controllare la temperatura dell’acqua della caldaia che va svuotata e pulita sistematicamente, così come i serbatoi e i tubi. Per una maggiore tranquillità si può utilizzare del cloro.

 

5. Responsabili di strutture pubbliche

 

5.1 Sono responsabile di una struttura pubblica, a chi mi devo rivolgere per una verifica dell’impianto?

 

Gli impianti d’acqua sono a rischio se:

-la temperatura è regolata troppo bassa

-la circolazione nei tubi è insufficiente

-i termomtri funzionano male

-le pompe funzionano male

-tubi di scarico troppo lunghi

-impianto con perdite di calore

Per maggiori sicurezze si può richiedere un campionamento dell’acqua, col Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001, n. 31 le ASL, mediante i laboratori di ARPA (Piemonte), effettuano oltre 20 mila campionamenti. In ogni regione comunque le Asl effettuano controlli periodici. I responsabili degli impianti restano comunque i proprietari, per cui sarà vostra cura richiedere i prelievi e i controlli.

 

5.2 Vasca a idromassaggio, quali i rischi reali?

 

I rischi dell’utilizzo di una vasca a idromassaggio non sono da sottovalutare, ma se l’acqua è superiore ai 60° C nessun pericolo. L’importante è scaricare la vasca e pulirla dopo ogni utilizzo. Si consiglia l’utilizzo di cloro per la pulizia. Se la vasca è rimasta inattiva per diverso tempo è bene ripulirla con cloro e far scorrere acqua calda. Tuttavia, se si vuole fugare ogni dubbio basta richiedere dei campionamenti dell’acqua al servizio Asl pubblico o a dei laboratori privati. L’acqua deve essere comunque disinfettata con almeno 0,5 mg/lt di cloro libero e il ph deve essere compreso tra 6,8 a 7,8.

 

6. Rischi sul posto di lavoro

 

6.1 A chi devo rivolgermi per avere delle rassicurazioni su eventuali rischi riguardanti la legionella sul posto di lavoro?

 

Il datore di lavoro è responsabile dei rischi di salute dei propri dipendenti, anche per quanto riguarda la legionella, per cui è lui a essere tenuto alla richiesta di controlli e certificazioni per esempio dell’impianto di areazione. Il lavoratore può visionare tali certificazioni in qualsiasi momento.

 

6.2 Le persone che lavorano in agricoltura sono più esposte a rischio?

 

No, non lo sono, ma è bene comunque considerare eventuali richieste di certificazioni se si lavora all’interno di serre o si utilizzano lunghi tubi flessibili per l’irrigazione.

 

7.Case di cura

 

7.1 Sono sicure le docce nelle case di cura?

 

Anche le case di cura, come le strutture pubbliche e i posti di lavoro si devono attenere alle Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi 79/CSR/2016-17 e alle normative pubblicate sulla G.U. n.103 del 5 Maggio 2000 e in G.U. n.28 del 4 Febbraio 2005. Resta comunque una buona prassi quella di controllare tutte le certificazioni e di far scorrere l’acqua calda per qualche istante con la porta aperta se si vuole essere pi tranquilli.

 

 

 

 

 

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