Gestione del rischio Legionella negli stabilimenti termali o con vasche idromassaggio - Hampton
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Gestione del rischio Legionella negli stabilimenti termali o con vasche idromassaggio

La maggior parte delle acque termali hanno alte temperature (maggiore di 20°C, alcune anche maggiore di 60°C). Altra proprietà delle acque termali è quella di avere, a volte, una propria flora batterica, che favorisce la formazione di biofilm sulle superfici con cui viene a contatto.

Le applicazioni termali cosi come descritto nel Decreto del Ministro della Sanità 15 dicembre 1994 sono: fanghi, con o senza “doccia d‟annettamento”, bagni con o senza idromassaggio, grotte, cure inalatorie (inalazioni, nebulizzazioni e polverizzazioni, aerosol, docce nasali, humages), insufflazioni endotimpaniche, irrigazioni vaginali, docce rettali, cure idroponiche, percorsi vascolari. In relazione agli usi, l’acqua termale può essere utilizzata tal quale oppure trattata o diluita con acqua di acquedotto.

All’interno di stabilimenti termali viene spesso offerta una serie di servizi legati al benessere della persona. Questi servizi comprendono: bagni con idromassaggio, docce filiformi, “docce francesi”, bagno turco, sauna, fanghi, massaggi, piscine con zone con idromassaggio, ecc.

Le caratteristiche della flora batterica tipica di queste acque ed il fatto che queste siano usate a temperature spesso comprese tra i 30 ed i 40°C costituiscono condizioni favorevoli allo sviluppo e la prolificazione di Legionella. Le apparecchiature e le cure termali per le quali è maggiore  il rischio di contaminazione possono essere:

  • cure inalatorie (inalazioni, aerosol-humages, nebulizzazioni, docce nasali), sia per le caratteristiche delle strumentazioni  utilizzate che per la classe di persone interessate (soggetti con patologie croniche dell’apparato respiratorio);
  • bagni con idromassaggio e docce d‟annettamento (se previste).

Allo stesso modo, sono fonte di pericolo tutti quei servizi erogati nei reparti “benessere” soggetti alla formazione di aerosol.
Inoltre, anche negli stabilimenti termali possono rappresentare una fonte di pericolo gli impianti di condizionamento e quelli idrosanitari.

Valutazione del rischio

Anche in questo caso, il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre la legionellosi negli stabilimenti termali è quello di adottare misure preventive. I gestori sono obbligati ad eseguire la valutazione del rischio che andrà poi aggiornata con regolarità e documentata formalmente.
È indispensabile che la valutazione ed il conseguente Piano di autocontrollo comprendano, innanzitutto, gli impianti di distribuzione ed erogazione delle acque termali, ma anche tutti gli impianti idrici ed aeraulici a rischio.

Periodicità della valutazione del rischio

I gestori di stabilimenti termali devono effettuare e revisionare la valutazione del rischio, ogni anno ed ogni volta che ci sia motivo di considerare che la situazione possa essersi modificata (ad esempio: lavori di ristrutturazioni o rifacimento di parti d’impianto, esame batteriologico positivo con valori di Legionella che richiedono intervento).

Gestione del rischio

Forniamo le indicazioni più importanti per la corretta gestione degli impianti d’acqua termale.
Per quanto riguarda l’impianto relativo all’erogazione delle cure termali è necessario:
Essere in possesso di una descrizione dettagliata dell’impianto idrico, in modo da identificare i percorsi ed eventuali punti di stagnazione ecc., con particolare accuratezza per quanto riguarda le cure inalatorie.

  • Effettuare interventi analoghi a quelli previsti sulle reti idrosanitarie normali, inclusa la disinfezione con mezzi chimici o fisici, cercando di salvaguardare le proprietà delle acque termali.
  • Effettuare trattamenti di pulizia, decalcificazione e sostituzione a cadenza periodica dei soffioni delle “docce d’annettamento”.
    Effettuare la regolare manutenzione dei filtri presenti nelle piscine termali, con particolare riferimento ai lavaggi controcorrente, e prevedere la regolare rigenerazione e sostituzione dei filtri secondo le indicazioni del produttore, in modo da mantenere sempre l‟efficienza di ciascun filtro.
  • Effettuare la sostituzione, almeno giornaliera, di metà dell’acqua delle vasche per idromassaggio collettive, in condizioni di elevato utilizzo e qualora il monitoraggio microbiologico indicato nei punti successivi, abbia individuato rischi specifici e, comunque, se sostenibile dal giacimento. Il trattamento non si applica alle piscine.
  • Effettuare una rigorosa pulizia della superficie delle vasche, dei dispositivi per l’idromassaggio e degli skimmer, per la rimozione dello strato di biofilm microbico.
  • Effettuare interventi di formazione del personale sugli aspetti della manutenzione e della pulizia, con evidenziazione della presenza di rischi aumentati rispetto alle normali piscine.
  • Effettuare un monitoraggio microbiologico degli impianti termali almeno ogni 6 mesi e comunque ogni volta che ci sia una ripresa dell’attività dopo un periodo di chiusura dello Stabilimento, prevedendo interventi di disinfezione nel caso le indagini ambientali rilevino la presenza di Legionella.
  • Sostituire i dispositivi per i trattamenti individuali di terapia inalatoria dopo ogni utilizzo da parte di un paziente o sottoporli a sterilizzazione.
  • Prevedere che gli impianti che servono i reparti per le cure inalatorie individuali siano sottoposti ad interventi periodici di disinfezione (di regola settimanali) per garantire la rimozione del biofilm, disponendo eventualmente la rotazione nell’utilizzo degli impianti per tutta la durata della stagione termale.

Vasche idromassaggio

Le vasche idromassaggio sono particolarmente a rischio e possono essere causa di casi di Malattia dei Legionari e, soprattutto quelle molto grandi, possono rappresentare un rischio anche quando non vengono usate dagli utenti (ad es. anche quando vengono utilizzate a scopo dimostrativo durante fiere o manifestazioni). Molta attenzione deve essere data alla costruzione, mantenimento e pulizia di tutte le parti e al periodico trattamento dell‟acqua per prevenire e controllare il rischio di infezione da Legionella.

Le vasche idromassaggio sono vasche o piscine di piccole o grandi dimensioni in cui l’acqua calda viene costantemente fatta ricircolare attraverso getti ad alta velocità. La temperatura dell’acqua è normalmente maggiore ai 30°C e il movimento a cui è sottoposta genera un aerosol sopra la superficie dell’acqua. L’acqua non viene cambiata dopo ogni utilizzatore, ma viene filtrata e trattata chimicamente. Effettuare la sostituzione, almeno giornaliera, di metà dell’acqua delle vasche per idromassaggio collettive (solo per vasche ≤ a 10 m3), in condizioni di elevato utilizzo e qualora il monitoraggio microbiologico indicato nei punti successivi, abbia individuato rischi specifici. Il trattamento non si applica alle piscine natatorie.

Le piscine devono essere dotate di un filtro a sabbia adatto per piscine e questo dovrebbe essere lavato in contro corrente ogni giorno. Filtri di carta o poliestere non devono essere utilizzati per scopi commerciali, oppure in centri termali o in alloggi per vacanze. La piscina deve essere trattata continuamente con un biocida ossidante, preferibilmente cloro, idealmente iniettato a monte del filtro. Il dosaggio a mano non deve essere usato se non in caso di emergenza. Il cloro libero residuo dovrebbe raggiungere e mantenersi nella concentrazione di 0,7-1,5. Il pH dovrebbe essere 7,0-7,6. Le pompe e i sistemi di disinfezione devono essere lasciati in funzione 24 ore al giorno. La concentrazione del disinfettante residuo e il pH dovrebbe essere misurato prima dell’uso e ogni due ore durante l’uso.

Piscine in esposizione presso fiere, centri commerciali, ecc., devono essere trattate nello stesso modo. Maggiori dettagli sulla manutenzione di piscine termali sono indicate nel libretto di Gestione di piscine termali: Controllo del rischio di infezione (HPA &HSE 2006) e in Surman-Lee et al. 2007.

Campionamento nelle vasche idromassaggio

Il campionamento per la ricerca di Legionella deve essere effettuato una volta ogni 3 mesi, raccogliendo un litro d’acqua dalla piscina e, se presente, dalla vasca di compenso. In alcune indagini sono state riscontrate basse concentrazioni di Legionella nell’acqua della piscina al momento del campionamento sebbene nei filtri e nel biofilm all’interno dei tubi erano presenti grandi quantità di Legionella. Questo probabilmente riflette il tipo e il posizionamento del trattamento biocida e zone all’interno della tubazione in cui l’effetto biocida non penetrava adeguatamente. Pertanto, è anche importante ispezionare le tubature ei tubi di circolazione dell’aria e dell’acqua per la presenza di biofilm contenente Legionella. Campioni di biofilm devono essere raccolti con tamponi dall’interno dei getti e alcune sezioni di questi tubi. Talvolta è possibile farlo rimuovendo un getto ma molto spesso sezioni di tubo dovrà essere tagliato per ottenere l’accesso adeguato.

L’acqua della vasca deve essere testata microbiologicamente una volta al mese per la conta microbica aerobica totale, coliformi, E. coli e Pseudomonas aeruginosa.

La conta microbica aerobica totale a 37°C deve essere <100 UFC/mL e preferibilmente <10 UFC/mL; Pseudomonas aeruginosa dovrebbe essere presente in concentrazioni <10 UFC in 100 mL e i coliformi assenti in 100 ml.

Livelli di Legionella riscontrati nell’acqua a seguito delle analisi microbiologhiche:

Legionella UFC/L sino a 100.

Verificare che le correnti pratiche di controllo del rischio siano correttamente applicate.

Legionella UFC/L tra 101 e 1000.

L’impianto idrico deve essere ricampionato, dopo aver verificato che le correnti pratiche di controllo del rischio siano correttamente applicate .
Drenare l’acqua e riempire di nuovo la vasca. Ripetere il test il giorno successivo e 1-4 settimane più tardi. Se il risultato viene confermato, si deve effettuare una revisione della valutazione del rischio per identificare le necessarie ulteriori misure correttive.

Legionella UFC/L superiore a 1001.

Chiudere immediatamente la piscina e escludere il pubblico dall’area circostante
Effettuare una bonifica shock per un’ora facendo circolare l’acqua e assicurando che tutte le parti dell’impianto siano disinfettate. Svuotare e pulire e disinfettare di nuovo con le stesse modalità. Rivedere la valutazione e il controllo del rischio e effettuare tutte le misure correttive individuate.
Riempire la vasca e ripetere il campionamento il giorno successivo e 1-4 settimane più tardi.Tenere chiuso l’impianto fino a che la concetrazione di Legionella torni ad essere <100CFU/L e la valutazione del rischio non sia soddisfacente.

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