Tarlo, tutto ciò che devi sapere per sbarazzarti di loro
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Tarlo, tutto ciò che devi sapere

gallerie tarlo

Da qualche tempo hai un sospetto. Ti è capitato, mentre tutto era in silenzio, di sentire un rumore tra i mobili. Questo sospetto ti ha portato a controllare il vecchio comò della nonna e hai trovato, guarda caso, della polvere nelle adiacenze. Allora il sospetto ha iniziato a trovare conferme e così hai ispezionato bene il mobile e caspita! Il tuo sospetto è stato confermato: hai i tarli in casa. Niente panico, si tratta di un problema che si può risolvere, però devi muoverti nel modo giusto perché i tarli sono infestanti e se questo insetto passa da un mobile all’altro il rischio è che ti divorino gli arredi creando quei bruttissimi buchini che non sono solo brutti, alla fine causeranno la distruzione del mobile che, svuotato dall’interno, finirà per cedere.

 

Ma tu lo sai cos’è un tarlo?

 

Hai sentito parlare di tarli, senza dubbio, hai sentito anche frasi fatte come “un tarlo nel cervello” per dire che un pensiero costante ti “rode”, ed è proprio questo che fa il tarlo, rode. Ma veniamo a questo singolare insetto che fa parte dell’ordine dei coleotteri, nello specifico di quelle specie dette xilofaghe, ovvero, che si nutrono di legno. E già da qui riesci a farti un’idea di quanto concreto sia il problema. Il tarlo ha sempre convissuto in modo più o meno pacifico con l’uomo, ma negli ultimi tempi è diventato decisamente più invadente, in parte per il surriscaldamento del clima, in parte perché nelle nostre case ormai siamo tutti dotati di riscaldamento e creiamo il clima ideale per il loro ciclo riproduttivo.

ciclo vitaleCome si riproduce: il tarlo dei mobili più comune, l’Anobium punctatum, si riproduce all’interno delle fessure del legno, o in tutti gli interstizi che consentono alla femmina di deporre le uova e dove la larva, una volta uscita dall’uovo, potrà trovare nutrimento a sufficienza. Il tarlo quindi si nutre con il legno, ecco perché scava immense gallerie minando il mobile. Le gallerie solitamente seguono le venature del legno e il ciclo vitale può durare anche diversi anni. Ora una curiosità, l’insetto adulto esce dal mobile mediante i fori che noi possiamo vedere a occhio nudo, quindi quando li vediamo il mobile è già sotto assedio.

 

I tarli più comuni

 

Ovviamente ci sono diverse specie di tarli, iniziamo proprio dall’Anobium punctatum, una delle più comuni. Si tratta di una specie tanto comune quanto vorace, ha una lunghezza di circa 4 mm massimo, ma può fare danni davvero consistenti. Un altro ospite da temere è poi il capricorno delle case. Questo è un tarlo molto curioso perché è molto rumoroso. Infatti, questo grosso insetto, è un tarlo strepitante, cioè produce rumore in determinate condizioni.

Il suo nome scientifico è Trichoferus holosericeus è fa parte della famiglia dei Cerambicidi. Per completare il suo ciclo vitale può impiegare dai 2 ai 4 anni. Ma è proprio durante il suo stadio larvale che questo insetto crea gravissimi danni a mobili e strutture in legno, anche se le larve vivono nei mobili o nel legno che non sia stato tagliato da oltre cent’anni dal tronco. Inoltre questo animaletto ama gli ambienti umidi e le temperature temperate. I danni della larva del capricorno delle case sono ingenti perché le gallerie che scava durante l’ultimo stadio larvale possono avere il diametro di un dito mignolo, quindi se ci sono diverse larve, immagina che fine farà il mobile, ma soprattutto il pericolo è per le travi in legno che si devono monitorare e trattare costantemente. Infatti il capricorno delle case divora, producendo tantissimo rosume (la polverina di legno) le travi di castagno e ama particolarmente i manufatti di latifoglia.

 

I danni che arrecano i tarli in casa

 

I danni che possono fare i tarli non sono solo di carattere estetico come si può pensare. Chi ha una casa con delle travi in legno deve stare molto attento perché allora i danni diventano anche inerenti la sicurezza della struttura stessa. Un’infestazione di tarli nelle travi significa potenziale pericolo per l’incolumità di chi ci vive. Non solo i tarli scavano gallerie, quindi minando la struttura del mobile o delle travi, ma possono collaborare con microorganismi che, sovente, sono presenti nell’ambiente e che producono particolari enzimi in grado di distruggere le fibre del legno, quindi aggredendo anche gli strati più profondi. Non pensare allora che sia solo una questione di salvaguardia del mobilio, ma è soprattutto una questione di  sicurezza. Se hai un pavimento in legno e questo viene attaccato dai tarli c’è il serio rischio che tu, o chi vive con te, possa farsi veramente male.

Come abbiamo visto prima, in genere ti accorgi della presenza dei tarli quando trovi il rosume a terra e quando senti il rumore tipico che alcuni di loro fanno. Il consiglio è quello di correre immediatamente ai ripari al primo segnale della loro presenza, ma se vedi che hanno attaccato strutture importanti della casa devi assolutamente chiamare un esperto che possa eliminare subito l’infestazione, prima che crei dei gravi danni irreparabili. Tentare col fai da te in questa circostanza è un grave rischio.

 

Ci sono mobili e superfici di legno che i tarli non attaccano?

 

I mobili particolarmente trattati non risultano molto graditi dai tarli, anche perché se vi sono sostanze tossiche non ameranno cibarsene, ma a quel punto chiediamoci anche quanto possano essere salubri per noi! Comunque, l’infestazione di tarli è molto più difficile se:

  • Spolveri tutti i giorni i tuoi mobili: puoi semplicemente spolverare con un panno o utilizzare un prodotto antipolvere.
  • Non creare un ambiente ideale: i tarli amano gli ambienti umido-temprati, per cui se il mobile ha un’umidità del legno tra il 18-20% e nella stanza in cui si trova la temperatura è gradevole, allora i tarli potrebbero trasferirsi da te. Anche la mancanza del circolo d’aria è un problema e favorisce l’accumulo di umidità. Quindi se hai una stanza umida, poco arieggiata, i mobili che contiene sono potenzialmente a rischio.
  • I mobili sono verniciati o trattati: i mobili verniciati con sostanze chimiche repellenti o con gommalacca non sono molto appetibili per i tarli, si spennella su tutte le parti non già verniciate del mobile.

 

Elimina i tarli e vivi meglio

 

buchi del tarloSebbene vi siano altri animali infestanti ben più fastidiosi dei tarli, comunque dover coabitare può non essere piacevole. E allora una volta scoperta l’infestazione, l’unica cosa che resta da fare è sbarazzarsi del nemico. Come abbiamo visto è bene non ricorrere al fai da te quando si tratta di infestazioni importanti perché se sbagli strategia il rischio è quello che i tarli possano colpire anche altri mobili oltre a quelli già colpiti e questo ti creerà gravi complicazioni, a quel punto sarai comunque costretto a chiamare una ditta di disinfestazione.

Quindi il modo più efficace è certamente quello di richiedere l’intervento di un professionista. E come agisce una ditta di disinfestazione? Ci sono varie tecniche che si possono utilizzare per eliminare i tarli, ma come prima contromisura puoi spostare il mobile colpito dagli altri, in modo che i tarli non si propaghino. Se il mobile fosse troppo ingombrante prova a isolarlo con del cellophane per imballaggi, ma se si tratta di travi allora dovrai richiedere un intervento immediato e urgente prima che sia tardi.

Una ditta di disinfestazione può, come prima soluzione, se il mobile è delle dimensioni idonee, provare con la fumigazione. Naturalmente il primo step è quello di effettuare un sopralluogo in modo che si possa scegliere la tecnica migliore. Se appunto il mobile è piccolo potrà essere facilmente avvolto in una pellicola all’interno del quale verrà introdotto del fumo che ucciderà tutti gli insetti. Purtroppo questo procedimento si può utilizzare solamente quando il mobile ha delle piccole dimensioni, diversamente si dovrà procedere con altri metodi.

tarlo e larvaC’è per esempio un sistema che è molto utile per catturare gli insetti adulti, con lampade UV, ma in effetti gli insetti adulti permangono all’interno del mobile solo il tempo di depositare le uova o il tempo necessario a sfarfallare, per il resto la lotta si deve incentrare sulle larve. Altri ancora utilizzano il pallone in PVC all’interno del quale vengono collocati i mobili e viene poi creato un vuoto d’ossigeno e al contempo viene inserita anidride carbonica, di modo che le larve muoiano per soffocamento una volta che l’aria all’interno del pallone sia giunta a saturazione. In questo modo si possono eliminare non solo le larve, ma anche gli adulti, e comunque l’insetto a qualsiasi stadio del suo ciclo vitale. Un altro metodo molto efficace, soprattutto se si tratta di dover trattare pavimenti e travi, è l’emettitore a microonde che innalza la temperatura del legno fino a 75°, il massimo che un tarlo può sopportare. Ora ti starai dicendo che sì, va bene, eliminiamo il tarlo ma ti distrugge i mobili! Assolutamente non è così perché il legno è trasparente per le microonde per cui tollera una temperatura che può arrivare anche a 200° gradi, quindi non si corre proprio alcun rischio né per mobili né per pavimenti o travi.

Questi sistemi sono anche i più ecologici e consentono di eliminare lo sgradito ospite in tempi decisamente contenuti e senza alcun rischio per chi vive nell’abitazione in cui sono presenti i tarli. Ovviamente ci sono anche altri sistemi chimici che la ditta può decidere di utilizzare facendo un sopralluogo e valutando, quindi, sia le superfici da trattare, il tipo di infestazione e la spesa che ciascun trattamento ti potrebbe comportare.

Una volta che i tarli saranno eliminati dalla tua casa, dovrai comunque fare molta attenzione affinché il problema non si ripresenti, per cui, se per esempio decidi di portare a casa un altro mobile antico, controlla bene il manufatto in ogni dettaglio e se notassi i tipici fori di sfarfallamento dei tarli non portarlo dentro casa! Fallo sistemare da un restauratore e poi, ma solo poi, potrai scegliere una collocazione.

 

 

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