Il tarlo: riconoscerlo dal rumore - Hampton
icona telefono Chiamaci subito! 06 89 879 586 oppure scrivici

Il tarlo: riconoscerlo dal rumore

Fra i maggiori nemici del legno, responsabili della distruzione di questo materiale, vi sono i “tarli del legno” (Fig.1, tavola sinottica di alcune specie di tarli più comuni) che comprendono varie specie di insetti coleotteri, appartenenti a vari ordini entomologici (ad esempio fra i più comuni Lyctidi e Anobidi), i quali, in corrispondenza dello stadio di sviluppo larvale sono in grado di forare e attaccare il legno al fine di completare il loro ciclo biologico su questo substrato. I tarli a loro volta fanno parte del più ampio gruppo di insetti detti xilofagi, ovvero di insetti che si nutrono a carico del legno e che, pertanto, possono provocare seri danni a questo materiale. Alcuni di essi attaccano determinati tipi di legno e preferiscono attaccare direttamente il legno di piante vive instaurando generalmente un legame specie-specifico fra il tipo di tarlo e la specie di pianta ospite (tipo di legno). Queste specie possono avere una certa rilevanza in agricoltura e nel settore della gestione della flora selvatica. Altri tarli, come quelli che attaccano il legno in opera sono più generalisti e riescono a svilupparsi anche a carico di legnami di diverso tipo. In particolare, le loro forme larvali, il cui sviluppo può durare moltissimi mesi all’interno del legno, completata la metamorfosi, fuoriescono come insetti adulti, che tuttavia hanno vita assai breve. L’adulto, infatti, ha il solo compito di accoppiarsi e deporre le uova su una superficie lignea, all’interno delle irregolarità del legno stesso. Dalle uova fuoriescono le larve, che sono le dirette responsabili dei danni causati a carico del legno stesso. Per questo motivo, più che il riscontro diretto degli insetti, generalmente, è possibile individuare le tracce di erosione (dette generalmente “rosume”) a carico del legno simili a farina gialla di mais che si possono trovare in corrispondenza di mobili e strutture di legno in opera. Un occhio più esperto è in grado di identificare con facilità anche esemplari adulti di tarlo. Data la loro breve vita, infatti, spesso questi si trovano morti in prossimità di vetri e finestre in quanto attratti dalle fonti di luce. Più difficile avvistare le larve che rimangono quasi sempre all’interno delle gallerie scavate nel legno fino al completamento del ciclo e allo sfarfallamento. Sono, invece, ben visibili i fori provocati dall’attività delle larve sul legno. I fori che risultano tappati dalla rosura sono il segno evidente di infestazione in atto. I fori cavi, privi di rosura segnalano che l’adulto ha sfarfallato e si è allontanato dal legno per cui probabilmente non vi è un’infestazione in atto, anche se non si può certamente escludere che essa si ripresenti nel breve periodo.

tarli_tavola_sinottica
Figura 1. Tavola sinottica di alcune specie di “tarlo”
                               

Come riconoscere la presenza dei tarli

 

I principali segni di presenza di una possibile infestazione da tarli sono i segni di erosione e in particolare il rosume, ovvero il materiale giallo di risulta simile a talco o farina derivante dall’azione delle larve a carico del legno. Ovviamente anche la presenza dei fori di uscita sul legno costituiscono un segnale importante di potenziale attacco del manufatto.

Si deve tener presente che la maggior parte delle specie di tarlo non emette alcun rumore udibile durante l’attività di erosione del legno. L’unico tarlo che emette un rumore ben riconoscibile dovuto allo sfregamento di porzioni di legno di cui si nutre è il Capricorno delle case (Hylotrupes bajulus), coleottero cerambicide che attacca legni di conifere come abeti, pini, larici e latifoglie come pioppi e salici. Le infestazioni, presenti anche in Italia, sono molto frequenti soprattutto nel Nord Europa (Germania e Gran Bretagna). L’altra specie in grado di emettere un rumore percepibile, simile al ticchettio di un orologio, è un grosso Anobide noto come Orologio della morte (Xestobium rufovillosum) e così chiamato per il rumore che l’adulto provoca percuotendo le pareti delle gallerie con la porzione di esoscheletro compresa fra capo e corpo. Tale battito ha una frequenza precisa e funziona da richiamo sessuale per le femmine. Questa specie di tarlo, infatti, è fra le poche ad accoppiarsi anche all’interno delle gallerie senza uscirne. Generalmente, i rumori dei tarli nel legno sono più facilmente udibili durante le ore notturne. Tuttavia è importante precisare nuovamente che le specie di tarlo più diffuse (Anobium spp., Lyctus spp.) non emettono alcun rumore percepibile.

 

Come difendersi dai tarli

 

In presenza di infestazioni da tarli, è necessario intervenire tempestivamente con trattamenti antitarlo, allo scopo di impedire il propagarsi dell’infestazione sia a carico dei manufatti già colpiti, sia a carico di altri manufatti presenti nel medesimo sito. I tarli, infatti, sono ottimi volatori, e gli adulti, una volta concluso l’accoppiamento depongono nuove uova sui substrati lignei, dando inizio a una nuova generazione di insetti.

Progettare e elaborare trattamenti antitarlo idonei ed efficaci richiede conoscenze specialistiche ed è pertanto sconsigliato ricorrere a sistemi fai-da-te. Innanzitutto è necessario stabilire se l’infestazione potrebbe essere ancora in corso o meno valutando i segni di infestazione. Altro parametro fondamentale riguarda la tipologia di legno e manufatto da trattare e lo stato di danneggiamento subito dal legno. In ultima analisi è possibile valutare le tecniche e i trattamenti da effettuare: fumigazioni, spennellature, iniezioni, trattamenti con calore, etc… Il personale specializzato ha il compito di elaborare un trattamento specifico e personalizzato in modo da eliminare il problema. Vi sono, inoltre, interventi di tipo preventivo in grado di impedire nuovi attacchi da parte dei tarli su manufatti lignei e legno in opera.

Torna alla lista degli articoli
Top