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Zanzare

Cosa sono, come si riproducono e perchè possono essere letali.

Disinfesta adesso

I Ditteri Culicidi, meglio noti come “Zanzare“, sono tra gli insetti più diffusi nel mondo e probabilmente tra i più fastidiosi per l’uomo. In Italia sono rappresentati da una sessantina di specie, ma solo una esigua parte di esse  punge l’uomo.

 Cenni Bio-etologici

uova_zanzare_1

Le uova possono essere deposte singolarmente (es. generi Anopheles, Aedes) , o in gruppi molto numerosi, di 100-300 elementi, formanti zattere galleggianti  (es. genere Culex). La deposizione può avvenire direttamente sulla superficie dell’acqua, oppure in terreni o superfici asciutte, soggetti a successive sommersioni. La schiusa delle uova avverrà comunque solamente in presenza di acqua, ambiente in cui le larve vivono. In piena estate sono sufficienti 2 giorni dalla deposizione per assistere alla schiusa delle  uova. Le larve si cibano filtrando l’acqua e assumendone batteri, alghe, e le sostanze organiche in sospensione. Respirano ossigeno atmosferico per mezzo di strutture apposite (sifoni).

larva_zanzaraStazionano quindi in superficie, immergendosi solo all’avvicinarsi di un pericolo, o per nutrirsi. Grazie a questa caratteristica, una moltitudine  di  ambienti acquatici, anche di piccolissimo volume, (tombini, sottovasi, copertoni, ecc.) possono essere idonei allo sviluppo delle diverse specie. Alcune specie (es. Aedes marie) riescono addirittura a vivere in acque salmastre. La vita larvale ha durata  variabile in funzione della specie, della disponibilità di cibo e  della  temperatura  delle acque: in piena estate o in piccole raccolte d’acqua, che si scaldano facilmente, il tempo necessario per il completo  sviluppo  larvale può ridursi  a 5-6 giorni. Le larve effettuano 4 mute. Dopo la 4a muta l’insetto entra nel breve stadio di pupa (dura 1 o 2 giorni), in cui non si nutre, staziona fermo in superficie, in attesa di trasformarsi in zanzara adulta.

larva_anophelesGli adulti di entrambi i sessi all’inizio  si nutrono di sostanze zuccherine (nettare, succhi derivanti dalla decomposizione di frutti,  ecc.), ricavandone l’energia necessaria per il volo e l’attività riproduttiva. L’accoppiamento si verifica al tramonto. La femmina fecondata, per procurarsi le proteine necessarie alla formazione delle uova, si nutre di sangue ed a seconda delle specie questo potrà essere prelevato da diversi animali, quali anfibi, rettili, uccelli, mammiferi (uomo compreso). Per individuare la vittima, la femmina utilizza le antenne, in grado di percepire , anche a notevole distanza, l’anidride carbonica emessa con la  respirazione. Sfrutta anche la vista, in quanto attratta da luce e colorazioni scure.

pupa_zanzara

Una volta raggiunto il soggetto da pungere,  la femmina di zanzara si posa, inserisce l’apparato boccale nella cute e, prima di succhiare il sangue, inietta  nella  vittima della saliva, contenente sostanze che ne facilitano “il pasto”. Alcune sono anticoagulanti e mantengono il sangue fluido, altre invece provocano una reazione allergica nella vittima, allo scopo di far aumentare il flusso sanguigno nella parte colpita; queste sostanze causano i classici pomfi cutanei. La saliva della zanzara è purtroppo anche il mezzo di trasmissione di numerose malattie. L’insetto si ferma sull’ospite per il brevissimo tempo necessario a completare il pasto, poi vola via con l’addome rigonfio a causa del sangue raccolto. Successivamente la femmina andrà alla ricerca del luogo più adatto alla deposizione delle uova. Dopo l’ovideposizione, l’insetto andrà alla ricerca di una nuova vittima, incominciando così un nuovo ciclo. A seconda delle specie e delle condizioni ambientali, la femmina adulta può deporre da poche decine  fino  ad oltre 300 uova, ogni 2-5 giorni, per tutta la durata della vita, che normalmente si aggira sulle due settimane, ma che può prolungarsi in ambienti favorevoli.

zanzara_culex_pipiens

Le zanzare adulte, nei momenti di riposo, sostano in luoghi freschi in grado di offrire un minimo di  protezione, quali il sottobosco ombroso, la vegetazione sulle  sponde  di  canali  e  fossi,  gli  scantinati,  i magazzini, le stalle, i  pollai,  ecc.  La loro attività si svolge in orari ben precisi, a seconda delle specie: alcune sono notturne ( Culex  pipiens   – Zanzara  urbana) , altre crepuscolari (Aedes caspius – Zanzara delle risaie), altre ancora diurne (Aed es albopictus – Zanzara tigre). La capacità di spostamento degli adulti  dall’habitat larvale è variabile. Alcune non si allontanano più di qualche centinaio di metri dal luogo di origine (es. Culex pipiens, Aedes albopictus), altre hanno invece raggio d’azione molto più ampio (Aedes caspius si sposta per diversi Km).

Cenni Biologici delle principali specie in ambito urbano

 Culex pipiens è specie molto comune, presente anche nelle zone urbane (classica zanzara “cittadina”). Non presenta riposo invernale e quindi in ambienti favorevoli è attiva tutto l’anno. Può svilupparsi in ogni tipo di raccolta di acqua, in particolare quelle “sporche” quali fognature, caditoie stradali, cisterne, canalizzazioni a cielo aperto  o in  qualsiasi  raccolta  d’acqua temporanea.

zanzara_anopheles

Durante l’estate il ciclo biologico si completa in 7-1O giorni.

Aedes caspius e Aedes detritus. I focolai caratteristici di queste due specie sono costituiti da pozze  temporanee  (es. risaie) o aree palustri, con acque anche salmastre. Sono zanzare aggressive durante le ore diurne,  con elevato grado di antropofilia (pungono preferibilmente le persone); sono in grado di disperdersi nei centri abitati partendo da focolai larvali distanti anche più di 1O  Km.

Aedes albopictus (zanzara tigre), di origine asiatica, è stata introdotta in Italia agli inizi degli  anni  ’90  attraverso l’importazione di copertoni usati provenienti dagli U.S.A., dove era stata introdotta da lungo tempo. Essendo in grado di adattarsi al nostro clima temperato, attualmente risulta insediata in colonie stabili in alcune regioni della penisola, principalmente Liguria, Veneto, Lombardia, Bassa Toscana (provincia Grosseto) e Lazio.

zanzara_tigre

L’adulto di zanzara tigre ha un corpo nero con bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome e una striscia bianca sul dorso e sul  capo. E’ una zanzara tipicamente a diffusione urbana, in grado di riprodursi in qualunque piccola raccolta d’acqua (es. tombini, sottovasi, vasche, contenitori lasciati all’aperto, grondaie intasate, ecc.) E’ caratterizzata da una spiccata antropofilia (punge preferibilmente le persone) , da aggressività e da attività diurna. I suoi attacchi all’aperto risultano molto fastidiosi: vola a pochi centimetri da terra, quindi punge sugli arti inferiori e le caviglie.

Ispezioni  per zanzare

Le zanzare non lasciano evidenti indizi della loro  presenza. Comunque, pungendo le persone, la presenza delle zanzare adulte all’interno di un locale o di un’area viene facilmente rilevata (anzi, sono loro che cercano noi!). Nei periodi di riposo, tendono a stare sulle pareti  verticali dei locali, dei magazzini, ecc. in luoghi bui e freschi. All’aperto stanno in prevalenza nella vegetazione erbosa. E’ facile individuare le larve e le pupe delle zanzare all’interno delle pozze d’acqua e di qualsiasi deposito acquifero {tombini, canali di scolo, bacini antincendio, sottovasi,  copertoni,  barattoli  pieni d’acqua, ecc.).

Prevenzione

E’ necessario mettere in atto azioni di pest-proofing per limitare l’ingresso delle zanzare negli edifici. Da sole però sono misure  insufficienti a garantire  l’assenza assoluta e permanente  di zanzare ed  è necessario   prevedere   un   piano   di   lotta   diretta, da effettuare durante le stagioni critiche (primavera-estate­ autunno).

Mezzi di prevenzione

La difesa passiva degli edifici, Pest-proofing, comporta le seguenti misure  di  prevenzione:

  • Verifica costante dello stato di integrità delle strutture murarie (assenza di fessure e buchi a livello di pareti, porte, portoni, finestre, ecc.);
  • Applicazione di zanzariere alle finestre;
  • Installazione, nei reparti di produzione, di doppie porte a battente con chiusura automatica per ostacolare l’ingresso degli insetti;
  • Eliminare o ridurre il più possibile la presenza  di  acque stagnanti nelle aree interne ed esterne agli  edifici;
  • Individuazione di possibili focolai larvali (tombini, raccolte d’acqua stagnante) con possibilità  di eliminazione o trattamento degli stessi in modo da prevenire la formazione delle zanzare adulte.

Lotta chimica contro zanzare

Questo metodo di lotta, di gran lunga il più diffuso, può essere indicato sia contro gli adulti (lotta adulticida) che contro le larve (lotta larvicida).

Lotta adulticida

Con questo termine si intendono gli interventi contro le Zanzare nella forma alata presenti all’esterno delle abitazioni, zone alberate, ecc. per tutelare la qualità della vita in aree residenziali, centri sportivi, insediamenti turistici od altro. Questa tecnica di disinfestazione comporta l’impiego di principi attivi ad effetto abbattente, a base di piretro e piretroidi a dosi che non risultino fitotossiche, se applicate in aree verdi, e che non macchino la  carrozzeria delle automobili, se applicate in aree urbane. La cadenza di intervento, le modalità e le fasce orarie devono essere definite dopo aver valutato quale  è  la  specie di zanzara in grado di arrecare  il maggior  disagio alla popolazione. Ad esempio nei confronti della zanzara comune ( Culex pipiens ) è opportuno intervenire alle prime ore della serata o alle prime luci dell’alba; nei confronti della zanzara tigre (Aedes albopictus) si può intervenire con successo nel tardo pomeriggio mentre il crepuscolo rappresenta un momento idoneo per il controllo di specie quali Aedes caspius. E’ consigliabile comunque impostare un piano di difesa che preveda l’esecuzione di trattamenti a intervalli di tempo ravvicinati, nei mesi più critici (da Aprile ad Ottobre), durante i quali, a causa delle temperature elevate, le zanzare sono molto attive e si riproducono incessantemente. La distribuzione dei formulati viene effettuata, di norma, mediante atomizzatore montato su camion. In ogni caso si utilizza un liquido vettore (l’acqua) per disperdere nell’ambiente minute goccioline composte da acqua ed un formulato insetticida. Il contatto tra zanzara adulta ed  insetticida  potrà avvenire direttamente tra gocciolina e insetto in volo o, quando la zanzara si posa, per contatto tra la superficie ove è si è depositato l’insetticida e le zampe dell’insetto. Negli interventi in aree esterne è importante dirigere il getto dell’insetticida verso i luoghi che offrono alle Zanzare adulte ripari freschi ed ombreggiati (siepi, cespugli,  arbusti, ecc.) . Per contro  non  è utile trattare la chioma di alberi ad altezze superiori i 3-4 metri. Si tratta infatti di una fascia spesso ventosa,  esposta al  sole, poco umida e pertanto non favorevole alla lunga sosta degli insetti. I formulati insetticidi indicati per la lotta alle Zanzare si possono suddividere tra insetticidi ad azione molto rapida, ma solitamente poco o non persistenti, destinati ad un rapido abbattimento delle Zanzare presenti al momento dell’intervento, ed insetticidi ad azione residuale in grado di uccidere le Zanzare per alcuni  giorni dopo l’intervento o, in alcuni casi, capaci anche di un effetto repellente.

Disinfestazione  delle aree interne  degli edifici

I trattamenti interni sono di tipo ambientale, tesi cioè ad eliminare le zanzare adulte presenti all’interno degli edifici. Gli interventi insetticidi nei locali interni sono effettuati sulla base delle  ispezioni visive  e/ o dei dati  ottenuti  con il monitoraggio mediante lampade a raggi U.V., utilizzando p.a. ad attività abbattente come piretrine e piretroidi.

Saranno di due tipi:

  1. Trattamenti per irrorazione delle pareti e delle altre superfici interne su cui gli insetti si posano. A seconda della volumetria degli ambienti da trattare, dell’uso dei locali, ecc. la distribuzione dei formulati liquidi sarà effettuata mediante pompe a pressione o atomizzatori.
  2. Trattamenti per saturazione ambientale. La saturazione dell’ambiente sarà ottenuta mediante termonebbiogeni, nebulizzatori, bombolette insetticide a svuotamento automatico.

Lotta larvicida

La moderna lotta alla zanzara si basa sempre più sulla corretta esecuzione di specifici interventi contro gli stadi larvali. Tale lotta è da sempre stata da noi considerata prioritaria alla lotta adulticida, in quanto consente di eliminare in breve tempo un grande numero di “potenziali” zanzare adulte, agendo in aree limitate ed impiegando quantità modeste di specifici insetticidi antilarvali. Si tratta pertanto di una forma di lotta caratterizzata da un impatto ambientale minore rispetto  a quello che accompagna la lotta contro le zanzare adulte. Per eseguire una corretta disinfestazione antilarvale è necessario esaminare con attenzione l’area oggetto dell’intervento, registrando la presenza di corsi d’acqua, zone ove si formano pozze stagnanti, tombini, scarichi d’acqua, fognature, ecc. in quanto potenziali focolai di sviluppo larvale. In tali ambienti si interverrà poi con trattamenti localizzati, impiegando insetticidi antilarvali. Gli insetticidi antilarvali sono caratterizzati da tossicità, persistenza d’azione e impatto su organismi non bersaglio (pesci, anfibi, crostacei, altri insetti, alghe, ecc.) variabili in funzione del principio attivo contenuto e del tipo di formulazione. La minor persistenza d’azione (circa 36 ore) è posseduta dai formulati microbiologici a base di Bacillus thuringiensis  var. israelensis. Persistenze d’azione antilarvale piu lunghe sono ottenibili con gli insetticidi che appartengono al gruppo degli I.G.R. (Regolatori di Crescita), tra questi il più persistente è il Pyriproxyfen che consente una persistenza d’azione di oltre 30 giorni. Le formulazioni più diffuse sono rappresentate da liquidi concentrati da diluirsi in acqua prima di essere  distribuiti sui focolai di sviluppo larvale, granuli e compresse a lenta cessione del P.A.

Larvicidi Biologici

Insetticidi antilarvali a base del battere Bacillus thuringiensis var. israelensis (B.t.i.).

il B.t.i. è attivo solamente per ingestione sulle larve, nei confronti delle quali l’efficacia risulta inversamente proporzionale all’età.  Il trattamento deve essere effettuato quindi alla comparsa delle larve di prima età, essendo questa età larvale più sensibile alla tossina. Le larve più colpibili dal battere sono quelle di 1°, 2° e 3° stadio.  Le uova,  le  larve  di 4°  stadio, le  pupe  e  gli adulti non sono sensibili  al  battere. Tale battere è innocuo per l’uomo e gli animali. Non agisce, inoltre, nei  confronti  degli insetti utili e  degli altri organismi non-bersaglio. Ha di contro una bassissima persistenza: dopo  circa  36  ore perde completamente efficacia.

MECCANISMO D’AZIONE: I bacilli agiscono all’interno dell’organismo ospite come un vero e proprio veleno. Quando giunge nell’intestino della larva dell’insetto sensibile, il B.t.i. viene sottoposto ai normali processi digestivi ed il cristallo proteico si diffonde nell’intestino. Qui, a contatto con i succhi digestivi dell’ospite e in presenza di un ambiente altamente  alcalino  (pH 9,5-12),  si scioglie liberando la delta-endotossina, che paralizza i muscoli dell’apparato digerente, causando l’interruzione dell’attività trofica della larva (entro mezz’ora dall’ingestione). Nelle specie più sensibili, inoltre, l’epitelio dell’intestino viene distrutto con conseguente morte molto rapida della larva; in altre specie più tolleranti la morte sopraggiunge qualche giorno più tardi.

Insetticidi  antilarvali a base di Regolatori  di Crescita (I.G.R.)

Tali insetticidi svolgono azione inibitrice su ormoni ed enzimi connessi ai processi di crescita degli insetti; ne consegue innanzitutto il blocco nello sviluppo postembrionale, in quanto si verificano alterazioni nella formazione della cuticola. L’insetto colpito non muore immediatamente, ma solo durante le mute. A volte agiscono pure sugli adulti, riducendone la fecondità o, comunque, interferendo sullo sviluppo embrionale. La loro efficacia si manifesta a dosi anche molto basse, su stadi ben definiti di sviluppo degli insetti, ragion per cui vengono considerati prodotti molto interessanti per il controllo degli infestanti. Hanno elevata persistenza d’azione: oltre 30 giorni.

Mezzi fisici di controllo

Lampade a raggi UV (per cattura e monitoraggio)

Un valido contributo nella lotta alle Zanzare è dato dalla dislocazione di lampade UV, che consentono sia  la  cattura massiva degli insetti, sia un’opera di  monitoraggio utile per  individuare  la  specie  infestante  e la gravità  dell’infestazione. Vi sono modelli a pannello adesivo  che hanno sostituito le vecchie lampade a folgorazione. Le lampade dotate di griglia elettrica causano la frantumazione degli insetti  e la  dispersione  nell’ambiente di loro frammenti, determinando in tal modo possibili problemi di contaminazione dei prodotti e  di  allergie  negli  operatori. Prima dell’installazione è necessario effettuare uno studio che consenta di posizionare le lampade in modo corretto (altezza dal suolo, distanza dalle pareti, ecc.) e in giusto numero.

Trappole ad anidride carbonica (per monitoraggio)

Tali trappole sono costituite da un contenitore con sotto apposto un meccanismo composto da una luce a  12  volt e una ventolina aspiratrice azionata da un motorino elettrico per terminare con un cestello di cattura. Il funzionamento di tali trappole è il seguente: nel contenitore superiore viene inserito del ghiaccio secco (anidride carbonica allo stato solido) che sublimando, attraverso due piccoli tubicini posti sotto il contenitore, sprigiona anidride carbonica, la quale in combinazione con la luce attira le zanzare adulte verso la ventolina che le risucchia nel cestello di  cattura.

Le malattie trasmesse dalle  zanzare

 Riportiamo un elenco delle principali malattie trasmesse  a livello mondiale dalle zanzare:

  • Chikungunya
  • Malaria
  • Febbre di Rift Valley
  • Febbre Gialla
  • Dengue e Dengue emorragica
  • Encefalite  Giapponese
  • Encefalite equina del Venezuela
  • Filariasi

Di queste malattie però, per fortuna, solo una piccola parte sono state o sono tuttora  presenti in Italia. I soggetti a rischio di contaminazione saranno pertanto le persone che si recheranno nei luoghi in cui gli organismi patogeni che causano queste malattie sono attualmente presenti. In questi ambienti, si consigliano le seguenti misure preventive al fine di impedire o ridurre al minimo le punture   delle zanzare:

  1. dormire in stanze con reti alle finestre o con aria condizionata, oppure usare zanzariere, abbastanza ampie da poterle rimboccare sotto il materasso; sarebbe bene anche impregnarle con insetticidi;
  2. usare un insetticida al piretro per eliminare eventuali zanzare;
  3. chi sta fuori dopo il tramonto dovrebbe indossare vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi, ecc.); preferire abbigliamento di colore chiaro, perchè i colori scuri attraggono le zanzare;
  4. spalmare o spruzzare le parti del corpo che rimangono scoperte con insetto-repellenti (da evitare il contatto con le mucose o con gli occhi), tenendo presente che il sudore riduce l’effetto di tali preparati;
  5. ricordare infine che le zanzare sono molto attive al buio, all’umido e al caldo.

Culicidi di interesse medico-veterinario  in Italia

Il genere Anopheles comprende una quindicina di specie, di cui almeno tre (An. labranchiae, An. sacharovi ed An. superpictus) sono state in passato in Italia vettori di malaria. Altre specie di interesse medico e veterinario presenti in Italia sono: Culex pipiens, Aedes caspius, Aed es detritus ed Aedes albopictus, di recente importazione.

La Malaria

E’  una malattia causata da protozoi del genere Plasmodium. Tali protozoi vengono trasmessi da malato a sano attraverso la puntura della femmina di zanzare del genere Anopheles. A volte la trasmissione si verifica con la trasfusione di sangue e, occasionalmente, da madre a feto durante la gravidanza. In  Italia, a seguito  dell’eradicazione  del Plasmodium, nel secolo scorso, per mezzo di interventi di disinfestazione e di bonifica di molte aree paludose, la Malaria è oggi praticamente scomparsa, nonostante siano ancora molto diffuse le Zanzare Anopheles. I sintomi della malattia sono molto variabili: in genere è presente febbre, a volte preceduta da brividi, mal di  testa, dolori muscolari e simil-influenzali. I sintomi però possono essere molto lievi e non destare apprensione nel viaggiatore. Gli episodi febbrili si ripetono a vari intervalli. La malaria, se non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte. Il rischio di contrarre la malaria è molto variabile in relazione al Paese a rischio che  si visita, all’area  (urbana o rurale) in cui si soggiorna, alle condizioni degli ambienti in cui si vive.

Chikungunya

Originario dell’Africa, nell’estate del 2007 il virus del Chikungunya è approdato in Italia, precisamente sulle coste dell’Emilia Romagna. Il virus è trasmesso principalmente dalle zanzare del genere Aedes: Aedes aegypti (specie quasi assente in Italia) e Aedes albopictus, comunemente chiamata Zanzara tigre. La malattia, dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, manifesta sintomi che includono febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto causa limitazioni nei movimenti dei pazienti, che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni che evitano il dolore. Sono rari i casi in cui bisogna ricorrere al ricovero ospedaliero, e di solito si tratta di soggetti deboli o già debilitati e il loro quadro clinico comporta interessamento del sistema nervoso centrale (meningo­ encefaliti). Escludendo le eccezioni, questa malattia è quasi sempre auto-limitante e raramente fatale. Anche per questo motivo non esiste un vaccino e per la prevenzione si ricorre alle misure tipiche per evitare le punture di insetti, in particolare di zanzare.

La febbre di Rift Valley

La febbre di Rift Valley è una malattia che interessa soprattutto gli animali (bovini, ovini, caprini ecc), ma che talvolta colpisce l’uomo. E’ una malattia di natura virale. Il virus appartiene al genere Phlebovirus e viene trasmesso dalla puntura di zanzare del genere Aedes. In realtà l’uomo può essere infettato sia con la puntura di zanzare infette che mediante il contatto con il sangue o i fluidi corporei degli animali o di pazienti infetti. Dopo un periodo di incubazione di 2-6 giorni si ha comparsa rapida di  sintomi  simili all’influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari e mal di schiena. In una percentuale più bassa si  manifestano quadri clinici diversi e più gravi  quali:  retiniti  emorragiche  che esitano in parziale perdita della vista, sindromi neurologiche quali meningoencefalite e sindromi emorragiche con vomito e diarrea ematica. In totale la mortalità è inferiore all’ 1% dei casi.

La prevenzione  si basa su:

  1. programmi  di vaccinazione  degli animali.
  2. adeguate misure di protezione per  evitare  il  contatto con il sangue o i fluidi corporei di animali infetti e  adeguate barriere protettive per evitare il contatto con materiale  infetto proveniente  da persone  ammalate.
  3. lotta alle punture delle zanzare.

La  Febbre Gialla

E’ una malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia dei Flavivirus, il quale viene trasmesso all’uomo dalla puntura di zanzare della specie Aedes aegypti (specie quasi assente in Italia) . La malattia è diffusa nell’America meridionale (Brasile, Colombia, Venezuela) e negli stati dell’africa centrale. Il periodo di  incubazione , dopo la puntura della zanzara, è di 3-6 giorni. I sintomi della febbre gialla sono: brividi, febbre, mal di testa, dolori ossei e muscolari, stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito appaiono emorragie . Esiste un vaccino contro questa malattia. La mortalità può essere anche superiore al 50% nei pazienti non vaccinati. Alcuni Paesi richiedono ai viaggiatori internazionali, un certificato di vaccinazione valido.

La Dengue e la Dengue emorragica

E’ una malattia di origine virale. Il virus viene trasmesso mediante la puntura della femmina della zanzara della specie Aedes aegypti; ma anche la specie Aedes albopictus (Zanzara tigre) è in grado di fungere da vettore. La Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di casi ogni anno.  E’ diffusa in centro e sud America; nell’Africa subsahariana; in India, Indocina e nel sud-est  asiatico. I sintomi sono: febbre alta, mal di testa frontale, dolori alle articolazioni e ai muscoli. A volte c’è vomito, nausea ed eruzioni sulla pelle del torace, delle braccia , delle gambe ed anche del volto. Molti casi sono così lievi da non essere facilmente riconoscibili, ma al contrario la Dengue può presentarsi nella forma emorragica che è molto più grave. Non c’è una cura specifica per la Dengue e non esiste un vaccino.

L’Encefalite Giapponese

E’ una malattia causata da un virus del genere  Flavivirus, che viene trasmesso  all’uomo  con  la  puntura di zanzare del genere Culex, ed è diffusa in molti Paesi dell’Asia e dell’Estremo Oriente. Nella maggioranza dei casi, l’infezione nell’uomo decorre in modo silente e si risolve senza alcun sintomo; in altri casi la malattia si presenta con sintomi di una grave encefalite che può portare a morte fino al 30% delle persone colpite o, nei sopravvissuti, determinare delle conseguenze permanenti a carico del sistema nervoso centrale. Il rischio per il viaggiatore è generalmente molto basso; esso può sussistere per coloro che si dirigono nelle zone rurali dei Paesi a rischio e vi soggiornano nel periodo estivo-autunnale (zone temperate}, o nel periodo delle piogge (zone tropicali) , per diverse settimane. Il rischio è ancora maggiore per coloro che vanno in zone coltivate a risaia o in prossimità  di allevamenti  di maiali. La prevenzione si basa sulla lotta alle punture di zanzara. La prevenzione specifica, nei casi in cui è realmente indicata, può essere fatta, su consiglio del medico, con la vaccinazione.

Encefalite equina del Venezuela

E’ una malattia infettiva dovuta ad un virus del genere Alphavirus. Viene trasmessa dalla puntura di zanzare del genere Aedes e Culex. E’ diffusa nel nord e centro America (Panama, Messico, Florida), in Venezuela, Colombia, Brasile e Argentina. Colpisce prevalentemente i cavalli che ne rappresentano gli ospiti terminali; raramente colpisce l’uomo (ospite occasionale). Il serbatoio naturale dei virus è costituito  da roditori o altri mammiferi. Nell’uomo la malattia provoca, dopo un periodo di incubazione di 1-2 settimane, una sintomatologia simil­ influenzale. La mortalità è dello 0,5%. In genere non si trasmette da uomo a uomo in via diretta. La prevenzione individuale consiste nella lotta alle zanzare. La terapia è sintomatica e a volte si rende necessario il ricovero in ospedale.

Le Filariosi

Sono malattie causate da vermi della famiglia delle filarie. Le filarie vengono trasmesse da uomo ad uomo o da animale ad uomo, mediante la puntura di insetti, tra cui le Zanzare. Sono diffuse soprattutto in Africa e Sud America. Le principali forme di Filariosi trasmesse da zanzare sono quelle Linfatiche. Sono causate dalle filarie delle specie Wuchereria bancrofti e Brugia malayi (Filariasi di Bancroft), e vengono trasmesse da zanzare dei  generi Culex e Aedes. Sono caratterizzate da infiammazione ed ostruzione  delle vie linfatiche  degli arti inferiori. La prevenzione delle Filariasi è basata sulla lotta alle punture di zanzara. Non esiste una vaccinazione, ma c’è una cura con farmaci.

 

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