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Ratti

Le specie più presenti negli ambienti domestici ed urbani:

  • Topo domestico (Mus  musculus)  è il più diffuso e di conseguenza quello che provoca la maggior quantità  di danni
  • Topo  di  fogna (Rattus  norvegicus)
  • Ratto  nero  o  dei  tetti  ( Rattus rattus)

Le caratteristiche identificative: Incisivi che continuano a crescere per tutta la vita dell’animale. Da qui la necessità dei roditori di rodere tutto quanto capita loro a tiro.

La prolificità: in condizioni ideali al coperto, i ratti ed i topi sono in grado di riprodursi per tutto l’anno. Dall’altissima capacità riproduttiva, risulta un rapido incremento della popolazione di roditori.

I TRATTI DISTINTIVI DELLE PRINCIPALI SPECIE

  • Mus musculus (topo domestico) si distingue  dai  ratti  per le sue dimensioni più piccole. Un topo adulto può essere distinto da un giovane ratto per le sue  orecchie  più grandi e per la coda più lunga  del  corpo.  La testa  del giovane ratto è più grande rispetto  al corpo. Anche  le zampe  sono sproporzionate.
  • Rattus norvegicus (ratto grigio, ratto di fogna, pantegana) si distingue dal Rattus rattus (ratto nero, ratto dei tetti) per le dimensioni più grosse del corpo, dal muso meno appuntito, dalle orecchie più piccole e dalla coda più corta del corpo. Il colore non è un valido elemento di distinzione. Gli escrementi sono inoltre una utile traccia distintiva.

Figura 1 Testa Rattus rattus

Figura 2 Testa Rattus norvegicus

LA BIOLOGIA E LE ABITUDINI DELLE PRINCIPALI SPECIE

 Mus domesticus

Chiamato volgarmente topo, sorcio, topolino, topo delle case, originario dell’Asia centrale, è uno dei roditori di taglia minore che qui vengono trattati. Ha un corpo lungo sui 6-12 cm, la coda è lunga 6-1O cm ed il peso va dai 15 ai 18 g. Ha un mantello di colore grigio bruno sul dorso, con ventre e fianchi più chiari. Gli escrementi sono molto piccoli, lunghi pochi mm, e vengono abbandonati lungo le piste e soprattutto ove l’animale si sofferma per nutrirsi. Può vivere anche più di tre anni; la maturità sessuale si può  avere  anche  dopo sei settimane,  mentre la gestazione dura 22 giorni. I nati, in media 4-7, a volte anche 12, sono nudi, ciechi e richiedono per le prime due settimane di vita cure parentali continue. La femmina può avere anche fino a 8 parti all’anno.

Il M. domesticus è diffuso  uniformemente in tutto il territorio italiano.

Nelle zone litorali, dove il clima è   più mite, conduce un’esistenza costantemente selvaggia. Si insedia soprattutto  in aree pianeggianti, irrigue, intensamente coltivate con colture (protette o libere) di ortaggi e fiori, che mettono a disposizione del topo una quantità cospicua di cibo per buona parte dell’anno. Costruisce la tana (interrata e poco profonda) nei tanti lembi marginali incolti, ove il terreno non viene mai sconvolto da lavorazioni e permane coperto da una spessa coltre erbacea. Nelle zone dove il clima è più sfavorevole, il topo si annida nelle abitazioni e nei magazzini dove, riproducendosi continuamente, causa in breve tempo gravi infestazioni. I nidi, costruiti nei mobili, nelle tubature vuote, nei cassetti chiusi da lungo tempo, nelle imbottiture delle poltrone, sono fatti di detriti di carta rosicchiata, stracci, segatura di legno, fieno, frammenti di materiale plastico.

Attivo di giorno, ma soprattutto di notte, il topo domestico si muove molto rapidamente , sempre lungo gli stessi percorsi, può spiccare salti ed è un ottimo arrampicatore.

Vive in gruppi famigliari; la territorialità è data dalla distribuzione di urina; l’area utilizzata  da ogni individuo è di pochi mq e viene incessantemente esplorata.

Il topo domestico è  essenzialmente granivoro,  ma si adatta ad ogni substrato alimentare (adora grassi e formaggi).

In   ambito   domestico   questa   specie,   dotata   di denti robustissimi, causa danni alle coibentazioni di pareti prefabbricate; in particolare danneggia gravemente il polistirolo espanso, che utilizza anche per fare i nidi. Frequentemente si rintana nelle centraline elettriche, aggredendo i cavi e determinando corto-circuiti.

Rattus rattus

Chiamato comunemente “ratto nero, ratto dei tetti, ratto dei granai”, da adulto misura 2O cm circa, con coda lunga 23-24 cm; il suo peso corporeo è compreso tra 120 e 210 grammi. Il capo, appuntito, è  abbastanza  grosso, con  occhi vivaci; le orecchie sono piuttosto sviluppate, arrotondate  all’apice  e  completamente glabre.

Il mantello è di tinta varia da individuo a individuo; le parti superiori del corpo sono dal bruno scuro  al rossastro grigio, quelle inferiori bianche, grigio chiaro o camoscio. Gli escrementi sono affusolati, leggermente curvi, lunghi sui 12 mm e vengono lasciati sparsi nell’ambiente. L’animale ha una vita media di 9-11 mesi, alcuni esemplari riescono a vivere fino a tre anni.

La maturità sessuale viene raggiunta dopo circa 11 settimane; la gestazione dura 24 giorni e di solito sono partoriti 5-1O individui, ogni femmina può avere fino a  sei parti all’anno. Il nido viene tendenzialmente fatto nei sottotetti, sugli alberi – questo, rotondeggiante di circa 30-40 cm di diametro, è realizzato con materiale vegetale il più disparato (in prevalenza foglie secche e rametti) e serve sia come rifugio sia come nido di riproduzione – e a volte può scavare tane interrate.

La specie è diffusa nell’intero territorio italiano in una forma caratterizzata da mantello di  colore  grigio  chiaro  sul dorso (con sfumature brune negli esemplari più anziani) e bianco-crema nell’area ventrale. La forma tipica, di colore  completamente nero, è  divenuta  assai rara e limitata ad alcune località dell’Italia  nord­ occidentale. Nelle aree litorali del nostro paese, dove il  clima è più mite, la specie vive tutto l’anno allo stato selvatico in elevazione sugli alberi, prediligendo le essenze sempreverdi. Si insedia pertanto facilmente sui cipressi, pini, lecci come pure sulle palme di  parchi, giardini e viali.

Dotato di eccezionali doti  acrobatiche  (è in  grado  infatti di utilizzare, stando in equilibrio, cavi elettrici e fili del telefono) può trasferirsi anche nelle abitazioni, alla  ricerca  di cibo.

Dove invece il clima è più rigido, la specie tende a frequentare, più o meno stabilmente, le parti più elevate ed asciutte degli edifici dell’uomo: magazzini, fienili, conigliere e pollai, ma anche terrazze, tetti e soffitte delle abitazioni. In questo caso il nido è fatto in anfratti di muro o sulle travature dei tetti, utilizzando anche detriti  di varia natura, materie plastiche comprese.

Il ratto nero è caratterizzato da neofobia: come dice il termine, l’animale nutre sospetto verso qualunque cosa trovi sul suo abituale cammino; se rinviene un alimento situato ove prima non c’era, non lo tocca per parecchio tempo e comincia poi a nutrirsene poco per volta. Ciò è di particolare importanza quando si deve intraprendere la lotta.

Trattasi di specie tendenzialmente onnivora, ma che predilige i semi (soprattutto quelli  ad  alto  contenuto  in  olii e carboidrati), i frutti (anche se ancora acerbi), le gemme e le tenere corteccie di piante  coltivate.

Il ratto nero e notevolmente dannoso anche per l’inquinamento e la distruzione delle derrate a  causa degli escrementi; è altresì un potenziale vettore di malattie sia all’uomo che agli animali domestici.

Rattus norvegicus

E’ chiamato volgarmente ratto norvegico, ratto grigio, topo delle fogne o delle chiaviche, ratto dei macelli, surmolotto. Ha una lunghezza di 17-25 cm, con coda di  25 cm circa, ed  un peso di 250-500g; è quindi la specie di maggiori dimensioni tra quelle trattate.

Più robusto e massiccio del ratto nero, ha tronco meno slanciato, orecchie più brevi, lievemente pelose. Il mantello è di colore variabile dal grigio scuro al grigio bruno nelle parti superiori e grigio chiaro nelle parti inferiori. Gli escrementi, a forma di arachide e lunghi fino a 20 mm (quindi molto vistosi), sono abbandonati generalmente in gruppi. L’animale ha una vita media di 9-11 mesi, alcuni esemplari riescono a vivere fino a due anni. La maturità sessuale viene raggiunta dopo circa due mesi; la gestazione dura 23 giorni e di solito sono partoriti 5-1O individui, a volte si arriva fino a 12; ogni femmina può avere fino a sette  parti all’anno.

Originario dell’Asia centrale, invase con orde immense l’Europa verso il 1720, scacciando dalle strade il R. rattus, che si rifugiò negli ambienti alti (solai,  alberi, ecc.). Giunse in Italia agl’inizi dell’800. Oggi è una specie cosmopolita e viene considerata la più pericolosa come potenziale vettore di malattie.

Il ratto grigio tende ad insediarsi a stretto contatto dell’uomo per il grande vantaggio che, in termini di cibo e di rifugio, esso riesce a trarre dalle sue multiformi attività.

Infatti questa specie, in quanto fortemente legata ad ambienti a ricchezza d’acqua (contrariamente al R. rattus è in grado di nuotare molto bene) , si stabilisce presso i bordi di qualsiasi struttura idraulica di scolo e trova sufficiente sostegno alimentare nel vasto assemblamento di rifiuti solidi che l’uomo disperde nell’ambiente. Il surmolotto si può così trovare insediato nell’ambito di aree rurali più o meno isolate, nelle discariche, nelle periferie o anche nel cuore dei centri urbani. Si stabilisce di solito fuori dagli edifici dell’uomo: la sua presenza è limitata agli scantinati, ove può giungere attraverso la rete fognaria; più di frequente si rinviene in prossimità di ristoranti, tavole calde, industrie alimentari, mattatoi. Meno abile del ratto nero nell’arrampicarsi, il surmolotto è invece dotato di un’elevata attitudine fossoria, scava quindi gallerie sotto terra e vi fa il nido; preferisce terreni compatti, possibilmente in vicinanza di corsi d’acqua; a volte le tane sono profonde oltre mezzo metro.

Dotato di neofobia, per la ricerca del cibo percorre itinerari costanti ed evidenti, lungo i muri  degli  edifici, tra le erbe dei fossati, negli incolti.

Molto mobile, esplora l’ambiente circostante il nido anche durante il giorno, pur essendo prevalentemente ad attività notturna. Vive in gruppi a volte numerosi, con una spiccata territorialità.

I danni più gravi causati dal R. norvegicus sono dovuti soprattutto alla contaminazione delle derrate e degli ambienti visitati, con gravi  rischi  per  la  salute  pubblica, in quanto la specie è uno tra i più importanti potenziali vettori di malattie, a causa degli ambienti abitualmente frequentati.

Tabella riassuntiva dei dati Bio-Etologici

  • La   riproduzione . I ratti ed i topi raggiungono la maturità sessuale  molto  presto  durante  la  loro  vita. I topi sono potenzialmente più prolifici dei ratti in quanto hanno un numero maggiore di cucciolate durante l’anno ed in ognuna il numero dei cuccioli è più elevato, inoltre raggiungono prima la maturità sessuale.
  • I cuccioli. I cuccioli appena nati sono  ciechi,  senza  peli e completamente dipendenti dalla  madre.  Perciò sia i topi che i ratti hanno dei nidi costruiti con molta cura. I cuccioli crescono rapidamente e sono svezzati dopo  3 – 4 settimane.

CICLO  RIPRODUTTIVO

  • Il cibo. I ratti ed i topi mangiano ogni genere di cibo (onnivori), ma mostrano una preferenza per i cereali. Il ratto nero oltre a mangiare i cereali, mostra una preferenza per la frutta e cibi  ad alto  contenuto di acqua. Il ratto norvegico mostra una preferenza per i grassi animali. Le specie inoltre  differiscono  tra  loro  per il fabbisogno di cibo ed  acqua.
  • Abitudini nutritive. I topi generalmente rosicchiano il grano, rimuovendo lo strato di pellicola esterna e mangiando la parte bianca interna. I ratti, invece, tagliano il grano con i denti, dando l’impressione che il chicco  sia stato tagliato  in due.

FABBISOGNO NUTRITIVO

  • Dove l’acqua? Pozze piovane, condensa su pannelli e tubazioni, recipienti abbandonati, alimenti, ecc.
  • Distribuzione  sul territorio:
  1. Il topo domestico è ampiamente diffuso in ogni tipo di realtà, sia industriale che domestica, inoltre vive anche all’aperto. Territorialità molto bassa (pochi mq), può vivere per generazioni in piccolissimi ambienti (es. armadi, cabine  elettriche), uscendo  solo per nutrirsi.
  2.  Il  topo di fogna vive  principalmente all’aperto, entra negli edifici per cercare cibo, movendosi anche attraverso la rete fognaria (può  entrare  attraverso i sifoni dei water) .
  3.  Il ratto nero si annida nelle parti alte (esterno: alberi – interno: sottotetti, soppalchi, canaline, ecc.)
  • Sviluppo dei sensi. I sensi dei ratti e dei topi sono altamente  sviluppati.
  1. Vista. Serve principalmente per registrare forme e movimenti, ma non è in grado di percepire dettagli precisi.
  2. Olfatto, Gusto, Udito sono ben sviluppati,
  3. Tatto. I baffi (vibrisse) ed il corpo permettono loro di muoversi facilmente al buio. All’interno di edifici il loro movimento generalmente avviene lungo i muri, oppure lungo altri oggetti  sul pavimento . Ratti e topi tendono a non  attraversare  spazi  aperti.  Le  esche  rodenticide, dovrebbero quindi essere posizionate lungo i muri oppure accostate ad oggetti sul pavimento.
  • Senso di pulizia. I ratti ed i topi possono vivere in ambienti molto sporchi, ma il loro senso di pulizia corporea è molto sviluppato. I topi possono arrivare a trascorrere il 25°/o del tempo in cui sono svegli a leccarsi per pulirsi.

INDIZI DA RICERCARE QUANDO SI EFFETTUA UNA ISPEZIONE PER I RODITORI 

  1.  Forma e dimensioni diverse a seconda delle  specie.
  2.  Morbidi e luccicanti: indicherà se sono ancora presenti roditori vivi .
  3.  La presenza di escrementi grandi (di adulti) e  più piccoli (di giovani) indica che c’è una popolazione di roditori in  aumento.
  4.  I ratti producono circa 40 escrementi  al giorno,  mentre i topi  circa 80.
  • Le tracce. Le impronte dei topi sono piccole, mentre quelle dei ratti sono più grandi. Il topo di fogna tende a camminare appoggiando tutta la pianta del piede, mentre il ratto nero tende a camminare sulle dita. Ricordatevi che le impronte delle zampe e della coda possono rimanere impresse nella polvere per diversi mesi in luoghi indisturbati.
  • Le macchie. causate dalla deposizione sulle  superfici del grasso corporeo, evidenziano punti di frequente passaggio . In presenza di infestazioni molto pesanti, unite alla sporcizia e alle urine, possono addirittura formare dei mucchi. Queste macchie, potrebbero rimanere  sulle  superfici per molto  tempo, senza che ciò indichi al momento una infestazione.
  • I buchi. La polvere e le ragnatele in corrispondenza dell’entrata del buco, indicano che non è stato  utilizzato di recente . Il legno rosicchiato di fresco, è generalmente di colore chiaro.
  • I danni. I roditori rosicchiano  di tutto  per  consumare gli incisivi. La carta generalmente viene rosicchiata dai topi per  costruire  il nido.
  • Roditori vivi durante il giorno, significa che sono a corto di cibo, oppure che il grado di infestazione è molto elevato, oppure che il loro nascondiglio è stato disturbato. Eseguite la vostra ispezione senza fare rumore. Utilizzate il vostro naso.
  • Odori: odori di roditori in decomposizione,  di  urine, ecc. Un grande numero di roditori 1ns1eme,  specialmente i topi domestici, hanno un odore caratteristico.
  • Tane/ nidi: all’aperto scavate nel terreno, all’interno degli edifici in posti tranquilli e riparati (es. interno canaline e quadri elettrici, intercapedini dietro colonne e pilastri, sotto i bancali di merce fermi da tempo, controsoffittature, pavimenti flottanti, ecc.) .

DIVERSI METODI DI CONTROLLO DEI RODITORI

Utilizzando delle esche. Questo è il sistema usato generalmente per controllare i roditori. Le esche che normalmente utilizziamo, sono formulate per:

  • essere il più gustose possibile, in modo che i roditori le preferiscano ad  altri cibi.
  • includono un ingrediente tossico, che uccide i roditori efficacemente e procurando loro la minor sofferenza. I principi attivi derattizzanti (P.A.) di maggior impiego, facenti tutti parte della classe degli ANTICOAGULANTI, sono: brodifacoum , difenacoum, coumatetralil, bromadiolone.

Tra i vantaggi delle esche a base di anticoagulanti, vi sono:

–   unico antidoto (Vitamina K);

–   I topi/ ratti, evidenziando l’avvelenamento dopo alcuni  giorni dall’assunzione  di queste sostanze, muoiono diverso tempo  dopo che la dose letale è stata assunta,  senza dolori  o manifestazioni  di anormalità, e quindi senza pericolo di determinare allarme negli individui della popolazione murina;

–   portano il roditore a morire in spazi aperti, uscendo quindi dagli edifici;

–   l’animale morto per  avvelenamento mummifica , impedendo quindi formazione di  batteri, mosche,  ecc. e riducendo notevolmente gli odori della decomposizione.

– una derattizzazione con anticoagulanti, se effettuata  in modo corretto, determina  una  mortalità  prossima al lOO%;

I roditori intossicati dagli anticoagulanti sono riconoscibili da diversi segni caratteristici: pelo arruffato, emorragie dalle mucose del naso e degli occhi e, nelle femmine, dagli organi genitali; si hanno inoltre emorragie plurali e peritoneali, nei muscoli e nelle cavità del corpo. Spesso le emorragie nei tessuti sottocutanei provocano diffuse tumefazioni esterne.

Note: alcune delle esche impiegate contengono una sostanza inappetente (denatodium benzoato o bitrex) che impedisce l’ingestione delle stesse da parte degli animali no-target, uomo compreso.

  • Esche in polvere (polvisbrom) e liquide (rodentbrom) , non attrattive , impiegabili per creare esche “artigianali”.
  • Esche no-toxic (virtuali), usate a solo scopo di monitoraggio,  all’interno  degli ambienti produttivi.
  • Tutte queste esche dovranno essere inserite in Postazioni (box) di sicurezza in plastica rigida, chiuse e fissate.

Utilizzando rodenticidi da contatto (polveri). Questi sono utilizzati per trattare i passaggi e le tane. I prodotti da contatto

  • vengono ingeriti  durante le fasi di pulizia  del  corpo
  • una piccola quantità può penetrare direttamente attraverso la pelle
  • possono  anche venire inalati

Utilizzando delle trappole. Le trappole meccaniche e le tavolette collanti, da introdurre lungo i perimetri dei locali o nei punti di passaggio obbligato dei roditori.

APPLICANDO  MISURE DI  PREVENZIONE  (PROOFING)

La parola proofing riferita all’attività di derattizzazione significa bloccare ai roditori tutte le possibili vie di accesso all’edificio e ridurre la facilità con cui si possono  spostare  da una  parte  all’altra  dello stesso.

L’apertura massima consentita per evitare l’ingresso dei topi è 6mm. Un controllo rapido per verificare se la fessura è grande abbastanza per permettere ad un roditori di entrare è provare ad infilare una penna  biro.  Se passa, un topo adulto ed un ratto giovane  sono  in grado di entrare.

Le cavità nei tetti, nei soffitti, nei muri e le aree inaccessibili dietro mobili o macchinari sono frequentemente utilizzate dai topi per creare nascondigli.

Prevenzione:

  • chiudere fori di passaggio , mettere  reti ai tombini;
  • setole sotto le porte che non chiudono perfettamente;
  • controllare le tubazioni ed i cavi che entrano ed escono dagli edifici, ogni minimo foro deve essere sigillato onde evitare l’ingresso dei roditori;
  • limitare il più possibile i nascondigli (es. bancali di merce ferma) ed in generale rendere la vita difficile ai roditori.

Figura  4. Esempi di  interventi  di Proofing  in  un edificio

 Un  efficace controllo dei roditori dipende dai seguenti fattori:

  • Svolgere una ispezione approfondita ad ogni visita.
  • Saper riconoscere il problema quando esiste.
  • Selezionare i prodotti adeguati alle condizioni dell’ambiente da trattare.
  • Posizionare le esche nei punti giusti ed utilizzare preparati di supporto.
  • Utilizzare quantitativi di  prodotto  adeguati  al grado  di infestazione.
  • Secondo trattamento al massimo dopo 7 giorni dal primo.
  • Utilizzare l’ingegno per incoraggiare il consumo delle esche.
  • Prendere delle precauzioni per evitare la reinfestazione.
  • Incoraggiare il cliente a collaborare.

 CAUSE DI FALLIMENTO DI UN TRATTAMENTO.

Non riuscire a riconoscere il problema. Non basatevi esclusivamente su quello che vi dice il cliente. La causa più comune di scarsi risultati è  spesso legata alla  mancata individuazione di un piccolo numero di roditori che rapidamente si moltiplicano causando una grave infestazione. Una ispezione approssimativa e la mancanza di azioni tempestive sono le maggiori  cause del fallimento di una derattizzazione.

E’ di vitale importanza che controlliate ogni magazzino, armadietto, cantina, armadio a muro e ogni cavità accessibile, includendo i pannelli removibili dei macchinari. La mancanza di queste azioni potrebbe essere la causa di continui problemi,  spesso erroneamente definiti di reinfestazione.

Non  riuscire ad individuare   il luogo  di riproduzione quando si trova all’esterno  dell’edificio.  I roditori  che si  nutrono all’interno  di  un  edificio  potrebbero avere il loro nido all’esterno oppure  in  edifici adiacenti. Localizzate tutti i  luoghi  di riproduzione dovunque si trovino. Se i roditori hanno il nido all’esterno, oltre  alle esche  interne è   consigliabile posizionarne  alcune all’esterno negli appositi contenitori (bisogna dargli da mangiare fuori, per evitare che entrino nell’edificio a cercarlo!)

Deve  essere fatto  ogni tentativo per  inserire nel contratto di derattizzazione  anche gli edifici adiacenti.

Utilizzo insufficiente di esche. Lo scarso numero di esche impiegate è il secondo punto debole della derattizzazione. E’ di gran lunga più economico utilizzare un ampio quantitativo di esche nel trattamento iniziale, riducendo così rapidamente il numero di roditori, che economizzare sulle  esche  e nutrire i roditori per lunghi periodi con quantitativi non letali.

Collocamento inadeguato delle esche. Per un efficace controllo   dei  roditori   è   essenziale   che  le   esche siano posizionate dove i roditori sono annidati e dove passano per  andare a cercare il cibo.

Il primo trattamento fornirà indicazioni di dove i roditori si nutrono maggiormente ed è importante, se si vogliono ottenere dei risultati rapidi, concentrare le esche in quantità sufficienti in questi  luoghi.

Mancanza di tempestività. Con la maggior parte dei preparati anticoagulanti un nutrimento continuo dei roditori è essenziale per ottenere buoni risultati. Il secondo trattamento di controllo deve essere fatto non  più tardi di sette giorni dal trattamento iniziale.  Se questa regola non viene rispettata può  succedere che  tutte  le  esche  vengano  consumate  laddove  il quantitativo  non era sufficientemente apportato al grado di infestazione.  Un secondo trattamento fatto in tempi ravvicinati al primo vi consente di posizionare meglio le esche nei luoghi di maggior consumo.  Inoltre due trattamenti  in  rapida successione  faranno un’ottima impressione sul cliente.

Utilizzo del preparato sbagliato. Alcuni tipi di  preparati sono stati realizzati per essere utilizzati in particolari condizioni. Il fallimento  di  un  trattamento può risultare dalla scelta di un preparato non  adeguato alle  condizioni  dell’ambiente  dove viene  posizionato. (es. impiegando esca a base esclusivamente di cereali in ambienti dove si lavorano questi prodotti alimentari; in ambienti molto polverosi impiegare esca liquida; ecc.) .

LE  MALATTIE  TRASMESSE  DAI RODITORI

TRASMISSIONE DI MICRORGANISMI (BATTERI, VIRUS) PATOGENI

  • SALMONELLA. I ratti ed i topi sono portatori dei batteri della salmonella, che causano infezioni intestinali. La salmonella vive nel tratto intestinale degli animali (uomo compreso) e può essere trasmessa attraverso cibi contaminati da feci animali, che  però non presentano alcuna alterazione alla vista o all’olfatto. I cibi pericolosi sono quelli  consumati crudi, in quanto la cottura degli alimenti abbatte totalmente il rischio di infezione. La contaminazione del cibo è probabilmente più frequente di quanto si possa immaginare, infatti una frequente fonte di diffusione del batterio sono le mani di chi sta  in  cucina, che non applica rigorosamente le norme igieniche.
  • PESTE. E’ causata dal batterio Yersinia pestis , che ha come ospite le pulci parassite dei roditori (principalmente Xenopsylla cheopis). Questa malattia ha causato la morte di 25 milioni di  persone in Europa nel 14° secolo. Le epidemie ormai si registrano solo nell’America del sud, in alcune parti dell’Africa e del sud-est Asiatico. Si manifesta sotto tre forme diverse: Peste Polmonare , Bubbonica e Setticemica.
  • TIFO MURINO. Malattia causata da Rickettsia mooseri, trasmessa all’uomo dalla pulce di ratto (Xenopsylla cheopis). Causa febbre, cefalea, dolori  ossei,  eruzioni  cutanee  (esantema).
  • LEPTOSPIROSI. E’ la malattia europea più pericolosa originata dai roditori; più frequente tra gli agricoltori o coloro che lavorano in ambienti umidi. Oggigiorno gli amanti degli  sport  acquatici  sono  i  più  a  rischio. Questa malattia è causata da un microrganismo ( Spirochaeta Leptospira icterohaemorrhagiae) che si  trova nel sangue  e  nelle  urine  dei  ratti.  Gli  esseri umani  possono  essere  infettati  tramite  l’acqua  o le cose contaminate di recente dalle urine di ratto,  mangiando  cibi  contaminati  oppure   essendo   stati  morsi da un ratto. Alcuni dati evidenziano che circa il 26-30o/o dei topi  di  fogna  sono portatori  di Leptospirosi e  le  possibilità  di  infettare  gli   esseri   umani aumentano, quando in una determinata zona la popolazione  di  ratti  è molto elevata. Malattia infettiva causata dal virus Vibrio Cholerae. Si manifesta con diarrea, perdita di liquidi, vomito e conseguentemente forte disidratazione. Trasmessa con cibi infettati da feci di  Rattus  sp.  e Mus sp. Cocendo gli alimenti il battere  muore.
  • FEBBRE DA MORSO DI RATTO. Causata da batteri che albergano nell’orofaringe dei roditori, che possono essere trasmessi  all’uomo  da morso  e graffio del ratto.

TRASMISSIONE DI “VERMI” (NEMATODI,  CESTODI) PARASSITI INTESTINALI

MALATTIE A CARICO DELL’INTESTINO  

Dovute principalmente  a   Trichinella   spiralis,   Ascaris lumbricoides, Tenia solum e Tenia sagitata trasmessi all’uomo tramite  cibo  (maiale  poco   cotto)   infettato tramite  feci di Rattus  sp. o Mus  sp.

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