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Servizi di spurgo ecologici: altro ramo del settore disinfestazione

Abitazioni isolate e condomini vengono progettati con un sistema idoneo per il contenimento di rifiuti solidi. La fognatura statica delle fosse biologiche raccoglie le acque nere della toilette e quelle grigie (dei lavabi, vasche da bagno, docce, tubature della cucina, bidè e quant’altro) convogliandole nella conduttura comunale.

In questo modo, vengono soddisfatte le esigenze igieniche delle utenze senza ulteriori opere di depurazione. Per pozzi neri si intendono degli ampi contenitori sotterranei all’interno dei quali si accumulano le acque nere e pluviali. Con il tempo, questi serbatoi possono perdere di efficienza ed ostruirsi. In tal senso, saranno incapaci di raccogliere altri liquami, favorendo possibili allagamenti, deturpazione dell’ambiente circostante e conseguenti invasioni di ratti, blatte ed insetti come vespe, formiche, zanzare adulte e larve. Per purificare le zone infestate saranno necessarie opere di disinfestazione mirate.

Tuttavia, per prevenire gli effetti catastrofici, si potrà provvedere con dei semplici interventi di manutenzione periodica di spurgo, ad opera di ditte qualificate con strumentazioni all’avanguardia ed automezzi ideali per svolgere servizi di ispezionamento, disotturazione e pulizia di fosse biologiche e pozzi neri. Le ditte operanti nel settore, sul territorio nazionale, garantiscono un lavoro a norma di legge certificato, con servizi immediati di manutenzione ordinaria, straordinaria, programmata e d’emergenza.

Differenza tra fossa biologica e pozzo nero

Per provvedere adeguatamente alla manutenzione di un impianto privato o pubblico, nel pieno rispetto ambientale, occorre effettuare una distinzione tra fossa biologica e pozzo nero. La fossa settica biologica è tipica delle abitazioni in condominio oppure delle villette.

Viene realizzata in cemento armato (tipo monoblocco oppure prefabbricato), vetroresina o materiali simili. La struttura a tenuta stagna ha forma rettangolare o circolare e viene installata sottoterra. E’ dotata di una condotta di afflusso ed un’altra di efflusso per il convoglio dell’affluente verso un recapito finale. Periodicamente va svuotata, evitando il superamento del limite massimo consentito.

Pertanto, l’effluente va smaltito adeguatamente. Si può procedere con trattamenti di spurgo tradizionali oppure con metodi secondari, come la subirrigazione, la fitodepurazione o la trincea drenante. Nella prima tipologia l’effluente viaggia in tubazioni sotterranee. La fitodepurazione, invece, simula il sistema di autodepurazione degli ambienti acquatici e delle zone umide. La trincea drenante sfrutta le capacità depurative del recapito finale.

In base alle esigenze, la fossa biologica si distingue in tradizionale e di tipo Imhoff. La prima risponde perfettamente alle esigenze abitative. Nella conformazione si riscontrano due compartimenti: il divisorio ed il setto verticale. Ognuno svolge ruoli ben precisi e ben coordinati. Nel divisorio, infatti, si sedimentano le sostanze pesanti non solubili ed avviene la fermentazione di quelle organiche solubili, per mezzo di batteri anaerobi contenuti nei liquami. Nel setto verticale, invece, si posiziona un’apertura del divisorio.

Qui, il liquido chiaro decanta prima di raggiungere il risultato finale. La fossa biologica è dotata di fori di ispezione con chiusura ermetica per agevolare il personale qualificato nelle operazioni di spurgo. Inoltre, sono localizzate delle tubazioni di ventilazione per l’eliminazione sicura dei gas prodotti dalla fermentazione.

In tal senso, le ditte specializzate agiscono aspirando i liquami o i fanghi, rimuovendo le incrostazioni e lavando l’ampio contenitore con getti d’acqua ad alta pressione.
La fossa settica di tipo Imhoff viene impiegata per il trattamento di liquami, nei sistemi di depurazione e piccoli insediamenti non serviti da rete fognaria. A differenza della fossa biologica, si costituisce di due vasche di dimensioni differenti. Nella prima, più grande, avviene la sedimentazione; nella seconda più piccola e comunicante con la precedente, avviene invece la digestione anaerobica dei liquami. Il refluo finale ha basso valore settico e viene trattato facilmente con mezzi naturali, come la subirrigazione oppure la fitodepurazione.

Il pozzo nero è destinato alla raccolta delle acque nere ed è dotato solo della condotta di afflusso. Pertanto, va svuotato periodicamente con frequenza maggiore. In caso contrario, le capacità di assorbimento verranno seriamente compromesse. Il sistema non sarà più in grado di raccogliere ulteriori liquami. Ciò comporta conseguenze per l’ambiente urbano e rurale. Il cattivo funzionamento della fognatura favorisce lo sviluppo di insetti, ratti e malattie virali, eliminabili solo con attente opere di derattizzazione, disinfestazione e diserbo.

Servizi di spurgo

Le aziende operanti nel settore effettuano grandi investimenti in automezzi e macchinari tecnologicamente all’avanguardia per garantire i tradizionali servizi di spurgo per le fosse biologiche ed i pozzi neri. Operano in maniera puntuale ed altamente professionale nel pubblico come nel privato.

Eseguono inoltre lavori di raccolta e trasporto di rifiuti speciali. A questa categoria appartengono generalmente tutte le sostanze trasportabili pericolose e non, come i rifiuti derivanti da prospezione, da estrazioni in miniere o cave, da trattamenti di minerali; elementi di scarto prodotti da agricoltura, orticoltura, selvicoltura, caccia, pesca e lavorazione degli alimenti. Rifiuti ottenuti dal legno, carta e cartone; dalle pelli, pellicce e dell’industria tessile; sostanze derivate dalla raffinazione del petrolio, dei gas naturali e dai trattamenti pirolitici del carbone; rifiuti di prodotti organici ed inorganici; da acrilici, smalti vetrati, pitture, vernici, adesivi, sigillanti, inchiostri per la stampa e prodotti per la fotografia.

Si occupano anche dello smaltimento di oli esausti, residui di combustibili, solventi organici, refrigeranti, rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti, indumenti protettivi; prodotti provenienti dal settore sanitario, veterinario e di ricerca; rifiuti urbani, come quelli domestici e assimilabili provenienti da attività commerciali, industriali e dalle istituzioni. Le ditte sono specializzate nel settore e provvedono allo smaltimento anche nel loro stesso impianto. Realizzano pulizia ad alta pressione ed operazioni di video-ispezione con telecamere, per la ricerca di possibili rotture, con il rilascio della documentazione fotografica.

Prevedono servizi di trattamento e smaltimento di fanghi e liquami; trasporto adr; pulizia degli scarichi delle cucine, dei pozzetti e delle vasche di decantazione; disostruzione delle colonne di scarico; pulizia delle tubazioni ad alta pressione. Si può richiedere la manutenzione programmata per i condomini, le case isolate, i depuratori civili ed industriali; ma anche il noleggio di bagni chimici per grandi manifestazioni, dove si richiede la massima igiene ed efficienza nel rispetto degli ambienti civili e naturali. Le aziende distribuite in tutto il territorio nazionale offrono servizi di bonifica dell’ambiente e di riqualificazione urbana. Molte si attivano nell’ambito dei lavori civili per i Comuni e gli Enti pubblici, per spurgo di fognature, pozzetti stradali ed altri impianti civili.

Manutenzione delle fosse biologiche e dei pozzi neri.

Per mantenere in perfetta efficienza gli impianti fognari privati e pubblici, bisogna senza dubbio programmarne per tempo la loro manutenzione. Il monitoraggio frequente ad opera di personale esperto garantisce un perfetto funzionamento di fosse biologiche e pozzi neri.

Questi ultimi vanno ispezionati con maggiore interesse, in base alla quantità di liquidi gestita. Pertanto, vanno controllati per evitare il sovraccarico, con acqua piovana ed altre sostanze provenienti dal mondo esterno. Lo stesso principio è applicabile per le fosse settiche biologiche, con particolare attenzione agli usi eccessivi di detersivi, in particolare quelli molto schiumosi ed in polvere. Alcune sostanze disponibili in commercio possono semplificare il lavoro di spurgo, limitandone la frequenza degli interventi.

I prodotti, solitamente disponibili in bustine specifiche per le fosse biologiche, svolgono azione enzimatica, sciogliendo in maniera definitiva i residui organici, come rifiuti umani, vegetali, carta e grassi. Purificano gli scarichi di lavandini e della cucina, evitando che le sostanze si accumulino. Sostanze naturali sostituiscono egregiamente i classici corrosivi e gli acidi, responsabili di danni alle tubature. Sopprimono i cattivi odori da intasamento delle fognature o da lunghi periodi di inattività, come accade ad esempio in una seconda casa. La manutenzione di una fossa biologica va effettuata preferibilmente con cadenza annuale. Le aziende di spurgo provvedono allo svuotamento dell’impianto per la rimozione di schiume ed altri residui che possono ostruire o danneggiare i canali di dispersione dell’acqua purificata.

In tal senso, si riducono al minimo le possibilità di dispersione della stessa. A questa fase, segue quella della pulizia della fossa biologica, con un’operazione approfondita di lavaggio e risciacquo ed eventuale riparazione dei danni. Personale qualificato, iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (diffidare da chi non è in possesso di tale certificazione), provvederà alla pulizia con attrezzature apposite ed un equipaggiamento adeguato, garantendo la massima efficacia. I rifiuti speciali verranno dovutamente smaltiti.

Per garantire efficienza e longevità alla fossa biologica l’utente può seguire alcuni utili suggerimenti:

  • evitare il sovraccarico di acqua, limitandone il consumo giornaliero;
  • fare eseguire le adeguate attività di manutenzione ad una ditta specializzata, almeno una volta all’anno o due;
  • non utilizzare additivi per fosse biologiche;
  • evitare l’introduzione volontaria o accidentale negli scarichi di corpi estranei e di difficile deterioramento, come assorbenti, fondi di caffè o addirittura carta;
  • limitare l’utilizzo di detersivi in polvere e schiumosi;
  • non iniziare alcun tipo di coltivazione in prossimità di una fossa biologica perché potrebbe sovraccaricare il canale di dispersione dell’acqua. Inoltre, le radici potrebbero ostruirne le fessure.

 

Durata di una fossa biologica con regolare intervento di spurgo

Un impianto realizzato a perfetta regola d’arte da personale esperto potrebbe vantare lunghi periodi di attività, senza danni, sostituzioni o dispersioni accidentali nell’ambiente. Per salvaguardarne il corretto funzionamento, provvedere con una manutenzione accurata e regolare, affidandosi ad una società di spurgo seria ed affidabile.

Con questi semplici accorgimenti, l’impianto può durare anche quarant’anni. L’importante è non caricare la fossa biologica oltre il limite consentito. Pertanto, fare controllare spesso i parametri attraverso le speciali sezioni. L’impianto non costituisce assolutamente un pericolo per l’ambiente o una minaccia per le falde acquifere, a patto che vengano rispettate tutte le norme di legge previste. Pertanto, l’utente dovrà richiedere e possedere tutte le certificazioni del caso.

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