La processionaria: i pericoli per pini e querce - Hampton
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La processionaria: i pericoli per pini e querce

Uno dei parassiti più pericolosi

Le larve della processionaria sono un reale pericolo per le piante, in particolare il pino e la pianta. Il nome scientifico dell’insetto è Thaumetopoea e appartiene alla famiglia dei lepidotteri, ma viene chiamata comunemente “processionaria” per l’abitudine delle larve di muoversi in fila.

Un piccolo insetto con effetti devastanti per gli alberi: sono infatti in grado di spogliare la pianta di tutte le sue foglie. Ospiti sgraditi che è importante eliminare il più presto possibile.

La processionaria del pino

Si chiama Thaumetopoea pityocampa e prolifera in Europa meridionale, nel vicino Oriente e in Africa settentrionale, privilegiando le zone con clima temperato. Il pino è la pianta più colpita: in particolare vengono presi di mira il pino nero e il pino silvestre.

Il ciclo biologico della processionaria del pino

Le farfalle depongono centinaia di uova, anche 300 ciascuna, che si attaccano agli aghi del pino. Le uova sono coperte da scaglie. Dopo un mese nascono le larve che si nutrono degli aghi dei pini, riuscendo a fagocitarle grazie a mandibole molto forti. Quando hanno distrutto tutti gli aghi del pino, si muovono in fila lungo i rami e il tronco per cercare altro cibo.

Ogni volta che colonizzano un ramo costruiscono nidi provvisori. Giunto l’autunno, intorno a ottobre, si preparano un nido pù resistente per trascorrere l’inverno. A maggio, raggiunto ormai lo stadio di maturità, le larve, che sono grigie e coperte di peli con effetto urticante per gli uomini e che possono rivelarsi letali per i cani, scendono al suolo e, a circa 15 centimetri di profondità nel terreno, si costruiscono il bozzolo.

A luglio nascono le farfalle, o falene, che hanno ali di circa 4 centimetri, grige con strisce marroni. Hanno una vita di circa due giorni, il tempo sufficiente a deporre le uova, infestando altre piante.

La processionaria della quercia

La Thaumetopoea processionea è molto simile alla processionaria del pino e infesta la quercia caduca. Si tratta di una farfalla notturna. Anche le larve, che escono dalle uova intorno ad aprile, si muovono e si nutrono soprattutto nelle ore del crepuscolo e dopo il tramonto. Si spostano in file disordinate.

Durante il giorno si riparano nei nidi provvisori, di forma piatta, che costruiscono sui rami o alla base del tronco. Gli effetti per le querce sono purtroppo gli stessi: le larve fagocitano le foglie, spogliando la pianta ramo per ramo. Terminata la fase di sviluppo le larve si stabiliscono in un nido più stabile che solitamente si preparano sul tronco dell’albero ospite.

A differenza della larva del pino, la larva della quercia non scende sotto terra per costruirsi il bozzolo. La metamorfosi avviene all’interno del nido. Le falene escono dalla crisalide tra luglio e settembre.

Come combatterla?

Esistono diversi metodi per eliminare la processionaria. Si può procedere direttamente con la distruzione dei nidi, oppure con la lotta microbiologica, spruzzando insetticidi. Esistono anche trappole ai ferormoni che catturano le falene maschio.

Un altro sistema è l’endoterapia, che consiste nell’iniettare nel sistema vascolare della pianta sostanze insetticide. Infine, sono state create nuove trappole meccaniche che consentono di invischiare le larve durante le loro “processioni” lungo il tronco e i rami.

 

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