Polmonite da legionella: impianti di condizionamento ed altri ambienti a rischio  - Hampton
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Polmonite da legionella: impianti di condizionamento ed altri ambienti a rischio 

Alla fine degli anni ’70 un gruppo di legionari fu colpito da una grave forma di polmonite che portò al decesso di alcuni di loro; solo più tardi fu identificato il batterio responsabile, localizzato nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove era avvenuto il raduno, che per questo motivo prese il nome di legionella pneumophila, del quale conosciamo ad oggi più di 40 specie diverse.

Impianti di condizionamento ed altri ambienti a rischio

A causa dell’episodio che accompagna la scoperta di questa famiglia di batteri si tende ad associare agli impianti di condizionamento l’esclusiva fonte di contagio per questo tipo di infezioni. L’habitat che favorisce la proliferazione di questa specie di batteri è l’acqua calda (24-40°C); sono a rischio quindi tutti i depositi di acqua naturali (laghi, stagni, fiumi) ed artificiali (tubature, serbatoi di acqua, apparecchi per l’aerosolterapia, sistemi di raffreddamento dell’acqua, umidificatori); soprattutto se si tratta di sistemi chiusi e con meccanismi di ricircolo.

Il contagio

Gli ospedali, le case di cura e le terme sono generalmente i più colpiti da queste contaminazioni, non solo per le caratteristiche elencate in precedenza, che rendono questi ambienti favorevoli alla proliferazione del batterio, ma anche per la tipologia di persone che accedono a queste strutture, tendenzialmente più immunocompromessi rispetto al resto della popolazione.

Questi individui, definiti in campo medico come “fragili” sono in genere anziani con comorbidità quali il diabete, patologie respiratorie preesistenti (la maggior parte delle quali legate al fumo di sigaretta), insufficienza renale, patologie cardiovascolari; ovviamente nel caso di persone immunodepresse (affette da HIV, trapiantate o con patologie neoplastiche) il quadro si complica ulteriormente.

Quando sospettare la polmonite da legionella

I sintomi sono purtroppo sovrapponibili alle altre forme di infezione polmonare e possono essere anche sfumati o silenti, con febbricola e risoluzione entro pochi giorni; nelle forma più gravi alla febbre ed i sintomi tipici del raffreddamento (raffreddore, dolori muscolari) possono associarsi disturbi delle vie urinarie, diarrea, inappetenza, confusione mentale e disorientamento.

Come fare diagnosi

Oltre alla tradizionale radiologia del torace, che ci da solo una parte delle informazione, esistono dei test specifici effettuati mediante esame dell’espettorato e delle urine con la ricerca dell’antigene della legionella.

La terapia

La forma più lieve si risolve in genere spontaneamente senza bisogno di ricorrere a terapia specifiche. Per quanto riguarda la forma più grave la terapia antibiotica più efficace è quella con macrolidi che negli ultimi anni sono stati utilizzati in associazione con i chinolonici con un’ottima sinergia.

Prevenzione

Bisognerebbe evitare il ristagno di acqua soprattutto a determinate temperature, effettuare un controllo periodico delle acque ed installare dei filtri da sostituire con regolarità.

 

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