La pergamena: conservazione e deterioramento
La pergamena va incontro ad un deterioramento causato dal tempo durante tutta la sua vita, come accade a tutti i composti organici, ma non può essere messo a confronto e trattato come quello della carta dato che possiedono strutture molto diverse da un punto di vista chimico. Gli amminoacidi che formano la proteina di collagene sono molti e non hanno tutti una struttura identica a differenza della cellulosa, unità strutturale della carta che si presenta molto più omogenea.
Una proteina possiede una composizione molto complessa, organizzata su diversi livelli ed ognuno ha propri legami specifici. Ogni singolo cambiamento a livello molecolare che la pergamena subisce può comportare una modifica delle proprietà meccaniche del materiale e possono accaderne contemporaneamente anche diverse.
I fattori interni che possono influenzare il deterioramento

I fattori esterni che possono influenzare il deterioramento

Rispetto alla carta non incorre in problemi di acidità grazie a tutti i trattamenti a cui viene sottoposta durante la fabbricazione, anche se bisogna avere sempre un occhio di riguardo agli inchiostri utilizzati e capire se possono o meno danneggiare il nostro supporto.
La pergamena è molto sensibile anche alla luce e, a meno che i materiali non vengano conservati in luoghi protetti e non in esposizione, è molto importante avere un occhio di riguardo sia verso la luce artificiale che a quella solare. 
Fa parte dei fattori esterni di degradazione anche l’uomo sia come utente che può maneggiare in modo errato il materiale, strappare intenzionalmente o meno le pagine, rubarle, che come restauratore dato che un intervento di restauro effettuato in modo errato o non necessario danneggia anch’esso in modo irreparabile il bene.
L’inquinamento atmosferico non è un elemento da ignorare soprattutto nelle città data la quantità di inquinanti dispersi nell’aria. E’ necessario fare molta attenzione ai composti contenenti azoto, zolfo ed ai cloruri, ma anche al particolato che potrebbe sedimentarsi sul materiale e causare un deterioramento di natura biologica.
Il biodeterioramento
La pergamena è un materiale organico e, come tale, costituisce un ottimo substrato di crescita per alcuni microrganismi patogeni pericolosi per la conservazione dato che sono in grado di causare danni irreparabili se non fermati in tempo. Batteri e funghi sono quelli più presente su questo materiale ma è possibile incorrere anche in danni provocati da insetti.
Questi microrganismi, già ampiamente descritti nei capitoli inerenti al biodeterioramento della carta, si possono sviluppare in ambienti chiusi, con scarso ricircolo d’aria, in presenza di polvere in cui possono essere presenti le spore che poi porteranno allo sviluppo di colonie che danneggeranno il materiale, valori di umidità e temperatura non adatti alla conservazione ma ottimi per l’accrescimento dei microrganismi (i valori di temperatura e umidità sono strettamente legati alle specie ma, in linea di massima, sono da evitare temperature superiori ai 20°C e valori di umidità relativa oltre al 65%), condizioni di illuminazione errate.
Nel caso della pergamena abbiamo a che fare con batteri e miceti in grado di attaccare sostanze come il collagene e i lipidi, oltre ad altre proteine comunemente presenti nella pelle come la cheratina o l’elastina. Si tratta quindi di microrganismi diversi da quelli che comunemente troviamo in un’infezione che affligge i materiali cartacei ed è quasi impossibile che un microrganismo passi da un supporto all’altro (anche se esistono alcune specie che sono in grado di utilizzare substrati diversi e possono rappresentare un grosso rischio per entrambi i materiali).

Per quanto riguarda gli insetti non sono molti, ma può accadere che in mancanza di sostanze come la cellulosa, questi attacchino la pergamena e causino erosioni e perforazioni all’interno dei volumi.
Si deve fare particolare attenzione soprattutto in presenza di codici o documenti non in perfetto stato di conservazione in cui le proteine hanno subito dei danneggiamenti di vario genere e sono molto più esposte ad attacchi esterni. Raggi UV, restauri errati, presenza di acidità o condizioni di conservazione sfavorevoli possono rappresentare un grosso rischio per la conservazione della pergamena e facilitano l’attacco di patogeni in grado di provocare danni al materiale.
In conclusione…
Che si tratti di materiali cartacei o pergamenacei, i problemi a cui far fronte sono molto simili dato che in entrambe i casi abbiamo a che fare con manufatti di origine organica che subiscono gli effetti del tempo invecchiando e degradandosi naturalmente. Il compito di un buon conservatore è quello di ritardare il più possibile questo invecchiamento e non permettere che alcun fattore interno o esterno lo possa accelerare o causi in alcun modo un danno irreparabile al nostro bene.
In particolare, nel caso della pergamena, è bene ricordare che le macchie causate dai patogeni che si possono annidare tra le pagine sono indelebili e non è possibile cancellarle in alcun modo senza danneggiare irrimediabilmente il foglio. Anche il restauro ha i propri limiti ed è sempre meglio assicurare una buona conservazione cercando di prevenire tutti i danni che potrebbero insorgere nel caso di mancanze o comportamenti scorretti da parte di chi dovrebbe invece prendersi cura del materiale.
È necessario spolverare periodicamente le proprie raccolte, tenere sotto costante controllo l’ambiente di conservazione e la presenza di possibili agenti patogeni all’interno dei libri…
La prevenzione è sempre l’arma migliore per garantire una lunga vita al nostro patrimonio culturale, sia questo costituito da opere d’arte o libri, e pure la chiave per non essere costretti a ricorrere a pesanti e costosi interventi di restauro che non riporteranno comunque il nostro bene alle stesse e identiche condizioni originali.