1.2.L'ambiente di conservazione - Hampton
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1.2.L’ambiente di conservazione

Per una corretta conservazione del materiale cartaceo in ambienti quali biblioteche o archivi, oltre ad una buona conoscenza della composizione della nostra raccolta, è importante un costante controllo del locale ed una periodica manutenzione per evitare problemi che, con il passare del tempo, potrebbero portare a gravi danni sia ai libri che agli utenti.

La parola d’ordine è prevenzione la quale ci assicurerà una migliore conservazione a lungo termine se riusciremo a garantire dei parametri ambientali stabili. Il clima, l’umidità, la temperatura, la ventilazione e l’irraggiamento, sono tutte variabili in grado di influenzare positivamente o negativamente la conservazione della carta.

xxxEsistono numerose strumentazioni sul mercato in grado di misurare questi parametri: per la temperatura e l’umidità viene utilizzato il termoigrometro, per l’umidità contenuta nella carta si usa l’aquaboy, il luxmetro per l’irraggiamento… E’ però necessaria qualche nozione in più riguardo ai problemi più comuni che è possibile riscontrare in un ambiente in base alla sua localizzazione geografica o alla disposizione del mobilio al suo interno o semplicemente alle caratteristiche dell’edificio in cui conserviamo la raccolta di libri o documenti per un efficace uso di queste strumentazioni.

Edificio e clima della zona

Avere a che fare con biblioteche e archivi ci fa pensare che il clima non sia un fattore importante a cui fare attenzione dato che lavoriamo in un ambiente chiuso ma non è così. Trovarsi vicino ad un fiume o al mare, essere in centro città, vivere in un paese con temperature particolarmente rigide o afose comporta degli accorgimenti aggiuntivi per essere in grado di garantire dei parametri ambientali stabili all’interno del nostro locale dato che questo non sarà mai isolato ermeticamente rispetto l’esterno e vi avranno accesso degli utenti che maneggeranno il materiale da noi conservato e, quando possibile, lo porterà nelle sale di lettura.

doc-1-2-2Molto spesso, soprattutto negli archivi, i documenti vengono collocati in locali non adatti come nei sottotetti o in piani interrati dove incorrono in grossi problemi di umidità o di temperature eccessivamente alte. E’ inoltre da aggiungere che la maggior parte degli edifici utilizzati per la conservazione è di vecchia costruzione e quindi non è progettata per la creazione di un ambiente ottimale per il nostro materiale cartaceo ma deve essere adattata come meglio è possibile.

I problemi più comuni nei palazzi storici sono legati all’umidità di risalita che, attraverso le fondamenta, riesce a penetrare nel locale di archiviazione e causare grossi danni se ignorata. In questo caso apparecchiature come deumidificatori o termostati potrebbero solo aggravare il problema, è necessario agire all’origine bloccandone la causa con interventi mirati. Va ricordato però che l’acqua può anche provenire a da tubature che perdono, da un tetto rovinato o da infissi che non sono in grado di garantire un buon isolamento dall’esterno e che magari vengono anche spesso aperti, va quindi ricercata la causa del problema prima di studiare un metodo efficace di intervento.

Le scaffalature

Esistono diversi tipi di scaffalature in cui si può stoccare il materiale cartaceo ma trovo importante suddividerle principalmente in due gruppi: quelle di legno e quelle metalliche. Questa suddivisione è necessaria perchè da un punto di vista conservativo è bene tenere a mente le diverse caratteristiche che possiedono i due materiali in relazione alla loro funzione prima di suddividere ulteriormente queste due tipologie di scaffalature.

doc-1-2-3Si tratta di stoccare un materiale cartaceo, igroscopico, degradabile ed appetibile a diverse specie di organismi e microrganismi. Una scaffalatura in legno, materiale con proprietà molto simili alla carta, sarà in grado di agire tamponando almeno in parte l’umidità in eccesso nell’ambiente agendo come una spugna e proteggendo i documenti. Essendo anch’esso un materiale organico, però, il legno è soggetto ad attacchi di specie fungine ed entomologiche che potrebbero poi cibarsi anche dei materiali cartacei contenuti negli scaffali. E’ necessaria una manutenzione periodica per questi tipi di ripiani mirata ad individuare larve o altri microrganismi patogeni e prevenire il loro attacco, oltre ovviamente ad un’adeguata spolveratura dei ripiani.

doc-1-2-4Nel caso di una scaffalatura in metallo non è necessaria alcuna manutenzione se non una semplice pulizia delle superfici per rimuovere la polvere che potrebbe causare danni al materiale cartaceo favorendo lo sviluppo di microrganismi. Il problema di questa tipologia di scaffali però è la formazione della condensa sulle superfici metalliche in ambienti con umidità troppo elevata; l’acqua potrebbe entrare in contatto con la carta e causare gravi danni.

Queste però non sono le uniche complicazioni legate al tipo di scaffalature dato che possiamo differenziare ulteriormente sia quelle in legno che quelle in metallo ed ognuna avrà diverse problematiche a cui far fronte. Ad esempio se abbiamo a che fare con scaffalature chiuse in legno, nonostante rappresentino un ottimo modo per proteggere i libri dalla polvere, esse provocano la formazione di microclimi al loro interno, cioè zone in cui possiamo rilevare valori diversi di umidità e temperatura. Oltre ad essere potenzialmente dannosi per il materiale cartaceo, i microclimi possono aiutare lo sviluppo di microrganismi patogeni garantendo loro delle nicchie con un clima favorevole per la sopravvivenza e un ottimo substrato su cui proliferare.

Un problema simile è riscontrabile anche quando, soprattutto negli archivi di deposito e storici, i documenti vengono sistemati in scatole di cartone per una migliore conservazione. Bisogna ricordare di fare sempre un’accurata spolveratura al materiale prima di inserirlo in questi contenitori trattati con sostante fungicide e battericide per essere in grado di resistere a possibili attacchi microbiologici. Anche all’interno di queste scatole si creeranno dei microclimi diversi rispetto all’esterno e, soprattutto se la carta al loro interno non è stata adeguatamente pulita prima di essere inserita nei contenitori, sarebbe necessario un controllo periodico per evitare la proliferazione di microrganismi che potrebbero provocare danni irreparabili ai documenti senza che noi ce ne rendiamo conto (va ricordato che è il cartone di cui sono fatte queste scatole ad essere trattato e questo rappresenta una barriera per contaminazioni provenienti dall’esterno, ma non garantisce un ambiente sterile all’interno!).

Sistemi di climatizzazione

La ventilazione dell’ambiente di conservazione è importante per evitare il deposito di polvere sulla superficie di libri e documenti, condizioni di umidità troppo elevata e la formazione di microclimi negli angoli della stanza e tra gli scaffali. Questa può avvenire grazie all’ausilio di un sistema di climatizzazione ben studiato che sia in grado di garantire un buon ricircolo d’aria nel locale.

Per favorire ciò è necessario lasciare all’incirca un metro di spazio tra la parete e lo scaffale in modo che l’aria non incontri alcun ostacolo e non ristagni. Questo vale in particolar modo per gli ambienti sotterranei quali scantinati e cantine dove possono presentarsi molto più facilmente problemi di umidità proveniente dai muri esterni e dal pavimento se non sono sufficientemente isolati. In questi locali è molto importante lasciare i documenti adeguatamente distanti non solo dalle pareti ma anche dal pavimento e permettere all’aria di raggiungere tutti i punti della stanza.

doc-1-2-5Gli scaffali compact, molto utilizzati dato che sono in grado di contenere molto materiale in ambienti limitati, non garantiscono una buona aerazione ed è necessario lasciare a rotazione almeno un po’ di spazio tra un’unità e l’altra per evitare ristagni anche tra gli scaffali che restano per la maggior parte del tempo chiusi.

Grazie ai sistemi di climatizzazione siamo in grado di garantire e tenere sempre sotto controllo sia l’umidità che la temperatura della stanza, ma rappresentano una spesa non indifferente per piccole realtà con fondi limitati dato che oltre all’installazione hanno costi aggiuntivi sia per la manutenzione che per il funzionamento. In questo caso bisogna cercare di misurare questi due parametri in modo costante evitando sbalzi importanti di temperatura o umidità aprendo magari la finestra per fare arieggiare il locale.

E’ necessario limitare il più possibile lo scambio d’aria con l’esterno ed è da effettuare solo in caso di estrema necessità dato che, nonostante possa aiutare a far arieggiare il locale, potrebbe provocare un drastico sbalzo di umidità e temperatura e fare entrare inquinanti quali polveri sottili, spore fungine trasportate dal vento o insetti. In casi estremi ove è indispensabile eliminare l’umidità in eccesso è comunque preferibile evitare l’apertura di finestre la notte e preferire orari in cui questa è minima cioè, solitamente, tra le 11 e le 16. Va ricordato che questa resta comunque una misura estrema tenuti conto dei rischi a cui si espone il materiale cartaceo.

Fonti luminose

L’illuminazione del locale adibito ad archivio o biblioteca è molto importante dato che deve rispettare alcune norme per evitare danni al materiale cartaceo. Le fonti luminose artificiali non arrecano danno quanto quella naturale dato che non presentano uno spettro che va dall’ultravioletto all’infrarosso ma si limitano spesso alla luce doc-1-2-6visibile, però se poste troppo vicine agli scaffali possono rappresentare una pericolosa fonte di calore che annulla i nostri sforzi di mantenere un ambiente controllato e adatto alla conservazione.


Sia la
scelta di un’illuminazione adatta che il controllo dell’incidenza dei raggi solari sugli scaffali è molto importante dato che un locale che presenta finestre orientate solo a nord non avrà problematiche causate da fonti luminose naturali, ma potrebbe aver adottato luci non adatte che espongono continuamente i libri a radiazioni nocive. Se lo stesso locale avesse invece finestre sul lato rivolto a sud, potrebbe non essere necessaria alcuna illuminazione artificiale, ma il problema sarebbe rappresentato dal sole che filtra all’interno e che, magari, raggiunge direttamente gli scaffali.

In conclusione possiamo affermare che ogni archivio o biblioteca dovrebbe provvedere ad una buona manutenzione e controllo sia dei libri che degli scaffali, mantenere una temperatura ambientale costante che non superi i 15 – 20 °C, un’umidità relativa che non deve mai oltrepassare la soglia del 45 – 50% e una luce incidente sul materiale cartaceo che non superi mai i 50 LUX. E’ consigliato anche un impianto di condizionamento con una disposizione ben studiata del mobilio il quale non deve lasciare alla luce diretta del sole i libri.

 

 

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