Guida agli insetti dei tessuti - Hampton
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Guida agli insetti dei tessuti

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Figura 1 Le più comuni specie di insetti che possono attaccare i tessuti: 1.Dermestes lardarius – 2.Anthrenus verbasci – 3.Attagenus unicolor – 4.Trogoderma inclusum – 5.Tinea pellionella – 6.Tineola bisseliella – 7.Niditinea fuscella

Alcuni insetti sono in grado di attaccare abiti e tessuti, soprattutto se si tratta di fibre e materiali naturali quali lana, seta, cotone, canapa, pelli e pellicce. Quasi sempre sono le larve degli insetti ad arrecare maggiori danni alle fibre e poiché queste larve sono spesso difficilmente visibili, una volta che vengono individuate le forme adulte è probabile che in realtà il danno a carico dei tessuti sia già in corso o compiuto. In ogni caso è sempre bene interrompere il progredire dell’infestazione in quanto questi insetti possono diventare molto prolifici all’interno delle abitazioni e la loro presenza può risultare assai fastidiosa oltre che determinare in alcuni casi anche danni alla salute.

Come riconoscere gli insetti dei tessuti?

Con questo nome generico si indicano quegli insetti che sono in grado di digerire le fibre naturali, un componenti della lana, del cotone, della seta, di pellicce e piume, oltre che di tappeti, imbottiture, rivestimenti, collezioni zoologiche ed entomologiche o botaniche.

Vi sono diverse specie di insetti che possono attaccare i tessuti, ma che possono essere raggruppate in due gruppi principali: Coleotteri Dermestidi e Lepidotteri Tineidi.

Coleotteri Dermestidi

Il nome di questi coleotteri significa letteralmente “mangiatori di derma” in quanto in natura vivono all’interno dei nidi di mammiferi e uccelli nutrendosi di peli e piume oltre che delle pelli dei loro cadaveri. Hanno forma emisferica o emicilindrica più o meno allungata e capo piccolo incassato nel torace. Le antenne corte sono clavate e costituite da 11 articoli. Se disturbati retraggono antenne e zampe facendo finta di essere morti (comportamento detto “tanatosi”), cosa che spesso disorienta i loro predatori. Le larve sono caratterizzate da un corpo completamente ricoperto di peli e setole. In alcuni casi le setole delle larve possono dare reazioni allergiche simili all’orticaria e scatenare forme asmatiche. I Dermestidi preferiscono nutrirsi di sostanze organiche di origine animale come pelli, cuoio, pellicce, penne, piume, corno. Le larve mature prima di impuparsi hanno l’abitudine di scavare gallerie all’interno di diversi materiali in tutte le direzioni e questo comportamento può essere causa di gravissimi danni ai manufatti. Scavano gallerie su materiali lignei, cartacei, tessili, murari e persino metallici (sono in grado di forare il piombo!).

I Dermestidi possono trascorrere l’inverno allo stadio adulto nella camera pupale da cui sono sfarfallati oppure nelle vecchie gallerie larvali, o ancora come larve sempre all’interno dei manufatti. Sfarfallano durante la primavera e l’estate ed essendo attratti dalla luce, spesso si trovano sui tendaggi o sulle finestre. Cercano di raggiungere l’ambiente esterno per nutrirsi di pollini e nettare e di solito si accoppiano in area esterna. Se non riescono a raggiungere l’ambiente esterno sono comunque in grado di accoppiarsi e deporre anche se sottoposti a mesi di digiuno. Anche quando l’accoppiamento è avvenuto all’esterno vengono comunque richiamati all’interno dei magazzini tessili, delle industrie alimentari e delle case, richiamati dai residui di escrementi depositati da individui della stessa specie. Le femmine sono molto prolifiche in quanto possono deporre centinaia di uvoa che schiudono nel giro di massimo dodici giorni. Per questo motivo la presenza di questi insetti non va affatto sottovalutata anche quando si dovessero vedere solo pochi esemplari. Le specie di Coleotteri Dermestidi (Fig.1) maggiormente diffuse sono: Dermestes lardarius, Dermestes maculatus, Attagenus pallio, Attagenus unicolor, Anthrenus verbesci, Anthrenus musorum, Trogoderma inclusum.

Lepidotteri Tineidi

Sono piccole farfalle che vivono nutrendosi della cheratina di peli, pelli, pellicce, piume, lana e seta. In origine abitavano i nidi degli uccelli e le tane dei Roditori, mentre attualmente si sono adattate a vivere nelle abitazioni dell’uomo. Sono comunemente dette tignole o tarme dei tessuti (Fig.1). Gli adulti presentano dimensioni ridotte e colori poco appariscenti, in genere tendenti al grigiastro. Le ali sono allungate e arrotondate alle estremità con sfrangiature ben evidenti. Le larve biancastre sono abbastanza visibili e costruiscono astucci di seta più o meno robusti entro cui restano riparate durante lo stadio di larva ed entro cui successivamente si incrisalidano. La crisalide ha un colore marroncino chiaro. Queste farfalle si nutrono a spese di indumenti e altri manufatti come materassi, cuscini, pellicce, pennelli e spazzole, tappeti, pelli, stoffe e collezioni entomologiche. I capi di abbigliamento in lana sono quasi sempre preferiti. Le uova vengono deposte sul substrato su cui si alimentano e schiudono in dieci giorni. Dalle uova nascono larve voraci che si nutrono nascondendosi negli astucci di seta che si portano appresso. In 2-3 mesi maturano in crisalidi. In ambienti riscaldati adulti e larve si trovano tutto l’anno anche se tendenzialmente gli adulti sono presenti principalmente d’estate. Gli adulti non producono danni in quanto si nutrono di sostanze zuccherine, tuttavia non essendo attratti dalla luce difficilmente si rendono visibili. L’attività delle larve può provocare erosioni più o meno irregolari su indumenti, tappeti, arazzi, altri manufatti. Le pellicce vengono attaccate alla base del pelo provocando il distaccamento di aree più o meno estese. Le specie più diffuse sono la Tinea pellionella (tarma della lana di colore marrone chiaro con sfumature scure), la Tineola bisseliella (tarma chiara dei panni di colore marroncino chiaro uniforme), Niditinea fuscella (tarma scura dei panni di colore grigio scuro con macchie tendenti al nero), Trichophaga tapetzella (tignola dei tappeti di colore bruno scuro o nero).

Prevenzione e lotta agli insetti dei tessuti

La pulizia degli indumenti e degli ambienti è molto importante per prevenire l’attacco da parte di questi insetti. Gli indumenti sporchi, umidi o malconservati sono più facilmente attaccabili. Spazzolare indumenti e tappeti ed esporli al sole aiuta a prevenire gli attacchi. L’aspirazione negli ambienti aiuta a rimuovere larve e uova. Anche il lavaggio degli indumenti, anche a secco, rimuove i vari stadi di questi insetti.

Negli armadi e nei depositi può essere utile utilizzare prodotti repellenti a base di canfora o naftalina, o altri prodotti anti-tarme a base di oli essenziali (lavanda, erbe aromatiche, etc…). Anche le trappole collanti a feromone possono aiutare a impedire la proliferazione degli adulti benché non sempre riescono a impedire i danni già provocati dalle larve.

Nel caso in cui gli insetti si rendessero visibili in vari ambienti e durante tutti i periodi dell’anno, è consigliabile procedere a un intervento accurato di disinfestazione degli ambienti che deve tenere conto anche della bonifica dei manufatti o eventualmente della eliminazione di elementi fortemente infestati. Ovviamente anche in questi casi, i danni provocati dalle larve precedentemente alla disinfestazioni richiedono interventi di restauro in caso di manufatti e arredi e una maggiore attenzione nelle metodiche di intervento.

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